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°° 22/11/2014 : Secondo Appuntamento Vegan @ Ristorante Il Focolare di Montaione ( Fi ) °°

Dopo l’OktoberVeganFest tenutosi nel mese di ottobre ,
evento di successo che ha visto la partecipazione di 150 persone,
il ristorante Il Focolare
ospiterà un secondo evento vegan che ho organizzato in collaborazione con i suoi titolari :
una gustosissima cena dal menù nuovo e ricco.

La cena si terrà Sabato 22 Novembre 2014 ore 21:00 presso il sopra citato ristorante situato
in via San Vivaldo n° 7, Montaione (FI) .

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Chiunque prenoterà per la cena avrà la possibilità di partecipare al primo appuntamento
del Corso di Cucina Vegan ( ore 16:00 – 19:00 ) in maniera del tutto gratuita dove potrà acquisire conoscenze sulla filosofia di vita vegan, imparare a leggere le etichette, conoscere prezzi e nutrienti e scoprire come dal latte di soia si può dare vita a tanti alimenti di base di questa cucina naturale! 🙂

Vi aspettiamo!

°° OVS : Piumini Con Vera Piuma Strappata alle Oche per Poche Decine di Euro °°

OVS è uno dei brand italiani più conosciuti e noti nel nostro paese e da qualche anno anche all’estero grazie all’apertura di filiali in città europee.
OVS fa parte del gruppo COIN ed include anche Upim.
Per chi non lo sapesse, una decina di anni fa l’azienda ha vissuto una forte critica da parte dei clienti e dei cittadini per la scelta di produrre e vendere capi d’abbigliamento bordati in pelliccia vera (murmasky).
Di articoli di riferimento non ve ne sono su internet perchè stiamo parlando del 2001-2002 circa quando l’informazione viaggiava su mezzi cartacei.
La protesta è stata veramente importante e l’azienda ha cambiato rotta iniziando a produrre cappotti senza bordo di pelliccia vera introducendo finalmente l’eco-pelliccia.
A partire dal 2010 è infatti è stato possibile trovare sull’etichetta la dicitura “Faux Fur”.
L’azienda quindi ha dimostrato serio interesse nel capire le esigenze dei clienti ( che sono coloro che tengono in piedi le aziende, non dimentichiamocelo ) e ha corretto il suo errore che ogni anno costava la vita a milioni di animali, grandi e piccoli.
Sono stati numerosissimi i capi d’abbigliamento realizzati in eco-pelle con bordo in finta pelliccia venduti negli store.
Io personalmente ne ho comprati due e posso dire che sono indumenti davvero validi che non hanno niente da invidiare a quelli fatti con la pelle di poveri animali uccisi.
Il brand ha avuto qualche anno fa anche una grande collaborazione con lo stilista Elio Fiorucci , vegan, dando vita alla linea di abbigliamento giovanile “Baby Angel”.

Da OVS quindi, brand attento all’opinione dei consumatori, non mi sarei mai aspettata che dopo la protesta animalista togliesse le pellicce vere lasciando però le piume vere nei piumini.

Eh già.
Da OVS è infatti possibile acquistare per poche decine di euro piumini fatti con piume vere.
piumini ovs

Questo nella campagna pubblicitaria è solo uno dei 4 modelli per donna disponibili in negozio e acquistabile online ( guardali tutti cliccando QUI ).
Sull’etichetta si può leggere la dicitura “REAL DOWN” che vuol dire appunto “piuma vera”.
Che sono fatti in piuma vera il brand lo ricorda anche sul sito proprio internet.

L’azienda  offre anche 3 modelli realizzati al 100% in poliestere e dal cappuccio in eco-pelliccia ( guardateli cliccando http://www.ovs.it/donna/highlight-concept/piumini-techno-warming )

Perchè offrire l’opzione crudele quando si può eliminarla e vendere solo capi d’abbigliamento realizzati senza la sofferenza degli animali?

Per chi non lo sapesse ancora ( nonostante il programma REPORT che ormai ha reso di dominio pubblico i gli insanguinati retroscena dell’industria della spiumatura delle oche ) come vengono trattati questi poveri animali, eccovi delle foto esemplificative, alcune dell’associazione animalista PETA che ha condotto delle indagini in tema.

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Le oche allevate vengono spiumate vive.
Gli operai ( spesso persone che vivono all’Est scelte per il costo minore della manodopera ) tengono gli animali fermi con le zampe legate in modo che non possano scappare e iniziano a strappare dalla loro pelle le piume.
E’ indescrivibile la sofferenza che provano le oche quando violentemente sentono togliersi via parte del loro corpo che serve a proteggersi dal freddo.

Le piume raccolte vengono usate sia per imbottire cuscini e piumoni da letto, sia come imbottitura per giacchetti e altri indumenti.

Chiediamo a OVS di smettere di vendere piumini che contengono la sofferenza e la morte delle oche.
Chiediamo al brand di non offrire più questa opzione così crudele.

Scriviamo all’azienda una mail affinchè non ci siano più in vendita capi d’abbigliamento che hanno comportato la morte di migliaia di animali.

Messaggio tipo:

” Gentile azienda OVS,
ho notato con molto dispiacere che anche quest’anno nella vostra collezione autunno/inverno sono presenti i piumini realizzati con vere piume d’oca.
Trovo la scelta di vendere capi d’abbigliamento imbottiti di sofferenza animale assolutamente vergognoso.
Sappiamo tutti come vengono torturate le oche durante la spiumatura.
Sappiamo tutti la sofferenza che c’è dietro a questa industria che schiavizza animali e provoca loro tanta sofferenza e morte.
Sofferenza e morte che potrebbero essere tranquillamente evitate, e OVS, che vende anche piumini fatti al 100% in poliestere, lo sa bene.
Non abbiamo bisogno di straziare il corpo di altre specie animali per vivere nei mesi invernali.
Chiedo al brand di far cessare la vendita di questi articoli contenenti piume vere.
Non acquisterò mai uno dei piumini “real down” che avete in vendita e lo stesso faranno i miei amici e i miei familiari.
Da un’azienda che ha deciso di smettere di vendere abbigliamento bordato in pelliccia vera mi aspetto questo ulteriore passo avanti nella strada dell’etica e del rispetto degli animali.

Saluti.”

Il messaggio dovrà essere inserito nel contact-form che trovate sul sito internet cliccando QUI e nel secondo contact-form cliccando QUI .

Grazie a tutti coloro che si uniranno a questa protesta mail.
Rimanete in contatto con il mio blog perchè non è da escludere la decisione di manifestare davanti ai negozi.

– Sbarellababy


English Version

This blog post deals with OVS, an italian clothes brand, and its decision of selling jackets made with real down and filled with it.
As you probably already know ( however you can see the picture above ) ducks are tortured by this cruel industry. Ducks suffer unbelievebly without their feathers.
They’re treated like objects and if their body isn’t anymore able to produce high-quality down people kill them.
It’s a pity that OVS is selling right now in stores coats filled with pain, suffering and ducks’ death.

Please join this email bombing against cruelty on ducks.
Let’s ask OVS to stop selling real down jackets!
Click here and then here and paste the message i’ve witten in italian above and send it ( “Gentile Azienda Ovs etc.”).

Thank you for supporting!


°° L’Essere Umano e la Sindrome di “Mazzarò” °°

[..] “Qui di chi è?”. Sentiva rispondersi: ” Di Mazzarò “. [..] Tutta roba di Mazzarò. Pareva che fosse di Mazzarò perfino il sole che tramontava, e le cicale che ronzavano, e gli uccelli che andavano a rannicchiarsi col volo breve dietro le zolle, e il sibilo dell’assiolo nel bosco. Pareva che Mazzarò fosse disteso tutto grande per quanto era grande la terra, e che gli si camminasse sulla pancia.
[..] Quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: ” Roba mia, vientene con me! “.

Rosa-Bonheur-Oxen-Pulling-a-Cart

Ho voluto iniziare questo articolo con un estratto de “La Roba” ( da Novelle Rusticane1883 ) di Giuseppe Verga per dare il giusto incipit a un concetto che ho formulato e che vorrei condividere con voi.
Come vi avranno già spiegato durante i vostri studi scolastici è possibile constatare attraverso la lettura di quest’opera ( completa la trovate QUI ) quanta avidità è necessaria per accumulare ricchezza e beni materiali.
Oggi invece vorrei far emergere il drammatico antropocentrismo che caratterizza la vita di questo uomo che vive immortale nella novella di Verga e che è tipica di tante, tantissime persone che hanno vissuto e vivono tutt’oggi sulla Terra.

La Sindrome di Mazzarò


Voglio definirlo così quello che a mio avviso è un disturbo che affligge tantissime persone e l’umanità in generale.

Secondo Mazzarò grazie al duro lavoro, al minuzioso risparmio che lo spinge a raggiungere condizioni estreme di scarsa qualità della vita e grazie all’avarizia, è possibile accumulare denaro per acquistare terreni, animali e attrezzi agricoli che portano ad accumulare altra ricchezza.
L’idea che ha Mazzarò è di una vita dove , grazie ai soldi, si possono comprare le cose, sempre più cose fino a non riuscire più a quantificarne il numero.
I beni materiali e il crescente numero di essi è direttamente proporzionale alla soddisfazione di Mazzarò.
L’avidità però lo rende ricco e schiavo della sua ricchezza al contempo, e difatti l’uomo non dando valore a ciò che veramente è un bene prezioso, il tempo per esempio, vede esaurirsi la sua vita e si vede costretto a lasciare tutto ciò che ha accumulato.
La follia della non accettazione del ciclo della vita che si sta per concludere lo porta ad uscire nel cortile per ammazzare gli animali che con i soldi risparmiati ha comprato , nel vano tentativo di ritrovarli tra i beni che non avrà mai nell’aldilà che lo attende.
Mazzarò dunque vive tutta la sua vita con una forma mentis stereotipata dove la natura e gli animali possono divenire proprietà dell’uomo e sono a sua disposizione.

Ed era qui che volevo arrivare.
Proprio questa forma mentis è la prerogativa della Sindrome di Mazzarò.
Nella nostra società di persone che ne sono affette ce ne sono in numero sproporzionato e possiamo dire che questa Sindrome l’uomo se la trascina dietro da secoli. La Storia lo dimostra.
Credere di poter  fare proprio qualcosa che ci circonda è tipico dell’Uomo.
Un dettaglio negativo del nostro essere che dovremmo cercare con tutte le forze che abbiamo di allontanare da noi, dalla nostra mente e dalle nostre abitudini.
In realtà, che vi piaccia o no, niente di materiale ci appartiene in questo mondo.
Perfino il nostro corpo non è nostro, ma solo un mezzo datoci in prestito dalla natura per poter esistere materialmente e che dalla natura nasce e nella natura tornerà di nuovo dopo la conclusione della nostra vita.
E invece crediamo follemente che i beni materiali possano appartenerci, e insieme agli oggetti inanimati da fare “nostri” , materialisti come siamo,  ci buttiamo nel mezzo anche la vita degli altri.
“Il MIO gatto”, “MIO marito”, “i MIEI amici”..
Usare l’aggettivo MIO e ripeterlo troppe volte può essere paragonato a delle braccia che da aperte si chiudono fino a cingere il nostro torace: un segno di totale chiusura ed egoismo celato che secondo me porta a tanti risvolti negativi.
Dovremmo invece iniziare a comprendere che il gatto che abbiamo come animale domestico non è NOSTRO ma è semplicemente un essere vivente che condivide la sua vita con noi.
Stessa cosa per il marito, per gli amici, per i figli..
Nessun essere vivente è nostro o appartiene a noi, semplicemente condivide con noi tempo ed esperienze per sua volontà.
Credere fermamente il contrario porta alla non accettazione del distacco degli altri e a reazioni negative, perchè il distacco può avvenire in qualsiasi momento dato che è strettamente collegato alla volontà altrui che può anche non durare per sempre, che lo vogliamo o no.
Porta ad odiare gli altri che decidono di non far più parte della nostra quotidianità, per esempio.
Altro esempio, il rifiuto di una persona che non vuole essere nostra ( partner/amica ecc): porta a disprezzo, all’allontanamento, all’odio, alla mancanza di stima, alle critiche e altri fattori estremamente negativi che ledono gli altri e noi stessi.
In casi estremi il vedere gli altri come qualcosa di nostro o qualcosa che deve diventare nostro perchè lo vogliamo porta alla distruzione mentale o fisica dell’oggetto in questione ( quante se ne sentono? omicidi, stalking, violenze fisiche e mentali ).

La soluzione è quella di iniziare a vedere noi stessi come tutt’uno con ciò che ci circonda. Niente è nostro ma siamo noi ad appartenere al tutto.
Abbandonate l’idea dei confini della proprietà privata, i confini immaginari del paese dove vivete, di quelli della regione, di quelli dello Stato dove siete nati e del continente dov’è situato quest’ultimo, che non fanno altro che allontanarvi ancora di più dai vostri simili.
Iniziate a vedervi come persone appartenenti al Pianeta Terra, semplicemente.
Terrestri. Solo terrestri, perchè è quello che siamo.
Persone circondate da altre persone che devono essere rispettate.
Iniziamo a non essere più morbosamente attaccati a beni materiali ( l’auto, il pc, la casa , lo smartphone, il tablet ) mettendoli quasi ai primi posti della classifica di ciò che per noi è importante lasciando magari gli ultimi posti alle persone.
Includiamo nell’armonia che dobbiamo crearci con la stessa importanza con cui costruiamo una casa dove vivere per sempre tutti gli altri abitanti del Pianeta che con noi condividono la natura.

Gli altri abitanti del Pianeta sono proprio gli animali.
Da millenni vengono in maniera malsana visti dall’uomo come merce, beni messi a disposizione da una figura divina che a volte pare essersi inventato a suo piacimento e a sua immagine e somiglianza per dare motivo o attenuante a tanti abusi e soprusi.

Non c’è niente di più arrogante e presuntuoso del termine “bestiame“, per esempio, che si può ritrovare e leggere nei testi storici o sentire alla tv quando si parla di possesso di animali.
“Bestiame”, insieme di bestie. Termine quasi dispregiativo che non tiene di conto dell’importanza del singolo individuo che vive sulla terra ma al suo numero.
Gli animali, come le persone, non sono di nostra proprietà.
Siamo talmente antropocentrici, meschini ed egoisti da crederci la migliore delle specie presenti sulla Terra e ci siamo presi con la violenza il diritto di violentare tutto ciò che ci circonda e chi ci circonda trasformando esistenze in qualcosa di non più animato da una vita solo per soldi.
Distruggiamo le mucche per il latte, forza lavoro, per avere carne e per ricoprire divani e sedili delle auto;
Distruggiamo le oche per strappargli via le piume e per avere quei cazzo di giacchetti o piumini leggeri o per avere un crostino di merda di patè fatto con il loro fegato ingrossato;
Distruggiamo i roditori, i gatti, i cani e le scimmie per trovare cure a malattie che ci andiamo a cercare con la vita malsana che conduciamo;
Distruggiamo gli uccelli che con il loro canto riempiono il silenzio del mondo perchè ci fa sollazzare vederli stramazzare al suolo colpiti da un pallino di piombo o perchè non abbiamo un hobby migliore;
Distruggiamo tutto e a tutto diamo un ruolo, un compito o un tipo di utilità a noi apparentemente necessaria.
Ma noi, che negli altri vediamo solo cose di cui disporre e di cui beneficiare, che diavolo di beneficio portiamo agli altri?
Nessuno.
Solo schiavitù, dolore e morte per le nostre smanie di potenza.

Una pecora non apparterrà mai e poi mai ad un pastore anche se lui con i soldi dice di averla comprata. I soldi sono invenzione umana ( che ci ha rovinato, maledizione ) e davanti alla natura NON VALGONO NIENTE.
Che non valgono niente non ve lo dico io, ma è un dato di fatto: ad un terremoto, ad un vortice, ad una tempesta esplose e volute dalla Natura non importa nulla delle vostre auto o di quanto valga la vostra villa che verrà danneggiata irreparabilmente.
Credere quindi che un animale sia nostro perchè abbiamo dato dei soldi ad un umano nostro simile che lo ha visto nascere e che crede di possederlo è un abuso. Credere e pretendere che una vita sia nostra è un abuso!
Una violenza che dobbiamo smettere di perpetrare perchè è anche giunto il momento di evolverci.
Evolverci per davvero e non per finta.

Raggiungeremo l’evoluzione solo quando metteremo da parte le cose non importanti alle quali adesso diamo priorità dando nuovamente importanza a ciò che veramente ne ha.

Se avete come Mazzarò la visione dei beni materiali come qualcosa con un costo da ottenere a tutti i costi discostatela dalla mente.

Io in prima persona sono entrata ormai in una visione delle cose che prima non avevo.
Sono nata nell’era del consumismo e ho vissuto secondo i dettati del consumismo per anni.
Ho lavorato per accumulare e poi comprare beni materiali per diverso tempo, e quei beni mi facevano sentire apparentemente appagata.
Ma era appagamento insensato, dovuto molto probabilmente al senso di accettazione che l’essere umano necessita di avere e che crede di raggiungere grazie agli oggetti per sentirsi qualcuno e che lo avvia rovinosamente all’essere uguale agli altri.

Quello che ho realizzato da qualche anno invece è che essere diverso non è assolutamente qualcosa di negativo ma anzi, è un privilegio, è una qualità che dovremmo raggiungere tutti.
Essere uguali vuol dire non apportare niente di positivo in chi ci incontra, essere diversi vuol dire condividere il nostro essere e poter arricchire gli altri e ricevere arricchimento interiore da loro.
Avere beni materiali non vuol dire essere ricchi. Molto spesso avere troppo vuol dire non apprezzare niente.
La vera ricchezza è altro, e non può essergli attribuito valore in moneta.

Ed è questo a cui dovremmo dar maggior peso: alle esperienze, alle idee, ai concetti, ai pensieri, alle sensazioni e alle emozioni condivise con noi stessi o con gli altri.
Immaginate l’esistenza di una libreria vuota dentro di voi e iniziate a ricercare le opere  che vi circondano (persone, animali, luoghi, conoscenze ) e che inserirete con gli anni una accanto all’altra, dando vita al vostro archivio di ricchezze personali.

Chiudete gli occhi e sentitevi parte del mondo, della natura, dello spazio e dell’infinito universo.
Andate alla ricerca di voi stessi esplorando la vostra mente.
Date importanza a ciò che non è palesemente visibile, perchè davvero ” l’essenziale è invisibile agli occhi”.

db


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