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Allevamento Lager di Suini: Lunedì 23 Febbraio è Protesta Antispecista a Peccioli

Peccioli, la cittadina nella provincia di Pisa vincitrice del premio “Il Borgo dei Borghi” nel 2024, si è scoperta essere luogo di sofferenza per 61 suini detenuti in condizioni incompatibili in un allevamento abusivo costruito nei terreni dell’area della frazione di Legoli.

Lager“: così è stato definito il luogo in cui queste creature erano stipate, dentro capannoni con cedimenti strutturali e confinate dentro recinzioni potenzialmente pericolose.

I maiali si muovevano a fatica tra melma e liquami, in totale assenza di punti di abbeverata e dei requisiti minimi di biosicurezza. Infine molti esemplari sono risultati malnutriti e visibilmente sofferenti. All’interno di un laghetto nell’area esterna è stata rinvenuta la carcassa di un animale morto” questo è quanto è stato pubblicato dal quotidiano PisaToday lo scorso 17 febbraio.

I controlli sono avvenuti venerdì 13 febbraio. Carabinieri Forestali, ASL e Polizia Municipale hanno portato alla luce questa realtà incresciosa, facendo scattare il sequestro dell’area, degli animali, e procedendo con regolare denuncia per i reati di uccisione e maltrattamento di animali, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze per tre persone coinvolte.

Alla denuncia da parte delle autorità si è aggiunta quella di LNDC Animal Protection, la cui presidente Piera Rosati ha affermato a PisaToday “abbiamo deciso di intervenire con una denuncia perché crediamo che la legge debba essere uno strumento effettivo di protezione per chi non può difendersi. Ma non basta fermare situazioni illegali isolate: è urgente un cambiamento culturale e sociale che vada nella direzione del rispetto per tutti gli animali”.

Nel frattempo, le 61 creature trattate come schiave sarebbero state affidate agli stessi allevatori in custodia giudiziaria per assenza di possibilità di una loro movimentazione.

La paura che da vittime di maltrattamenti e detenzione incompatibile possano trovare comunque la morte anziché la salvezza è tanta.

Data la gravissima situazione, per la giornata di lunedì 23 febbraio 2026 è stata organizzata una protesta davanti al comune di Peccioli. Dalle 15 alle 17.30 si terrà un presidio autorizzato in difesa delle creature sottomesse, nonché di carattere divulgativo a favore di uno stile di vita empatico dove il consumo di animali non trova spazio.
L’azione è organizzata da Agnese Balducci, in collaborazione con il mio blog.
Durante il presidio saranno diffusi opuscoli e materiale informativo gratuito sull’alimentazione vegetale, e sui diritti animali.

La cittadinanza è invitata a partecipare in difesa della vita.



Né lager né legali: basta massacro di animali
Lunedì 23 febbraio 2026
ore 15:00 – 17:30
Piazza del Popolo – Peccioli (PI)



Per rimanere in aggiornamento in tempo reale, consultare la pagina ufficiale dell’evento cliccando QUI.

[PISTOIA] Protesta Antispecista al Mattatoio ItalPork • 25.03.2024

Care lettrici e cari lettori,

stamattina, lunedì 25 marzo 2024, si è tenuta una protesta autorizzata davanti al mattatoio di ItalPork a Buggiano (PT) organizzata da un nutrito gruppo di persone attiviste per il riconoscimento dei diritti animali. Avendo preso parte a questo presidio, eccomi qui a raccontarvi come si è svolto, e quali emozioni abbiamo vissuto stazionando quattro ore davanti a quel luogo di morte.



La manifestazione ha avuto inizio alle ore 7:00, orario in cui i camion pieni di animali erano già in arrivo. Vestiti di nero, con numerosi cartelli e striscioni alla mano, muniti di megafoni e microfono, siamo stati eco della voce di quelle creature indifese. Ci siamo rivolti in modo risoluto verso coloro che li trasportavano, verso coloro che ne ‘lavoravano’ i loro corpi ormai esanimi, e verso coloro che erano incaricati di negargli la vita in un punto che non ci era accessibile.



‘Per motivi di sicurezza’ ci hanno impedito di poter stazionare davanti all’ingresso dei camion, quello posto davanti al luogo preciso di scarico delle povere esistenze collegato al sito dello smontaggio.
Ciononostante, abbiamo filmato quei momenti drammatici dell’arrivo dei condannati a morte, chiusi dentro camion dalle paratie alzate affinché non si vedesse l’interno.

Abbiamo sentito l’odore della paura; abbiamo sentito l’odore di urine e feci, dalle macchie lasciate dai camion al loro passaggio; abbiamo incrociato per pochi istanti quei meravigliosi occhi che vedevano il mondo per la prima volta.


E poi abbiamo sentito le grida, quelle di terrore, quelle di chi sa che sta per succedere qualcosa di brutto, quelle di chi non si può difendere e viene spinto verso l’immonda, maledetta arma che gli strapperà la vita.

Se esiste una divinità creatrice del tutto, solo essa sa quanto abbiamo duramente criticato il vergognoso operato di questi individui, individui senza empatia né pietà, e quanto abbiamo sofferto nel vedere fratelli e sorelle di specie diversa portati fino al patibolo pur essendo innocenti.
Trasportati dentro mezzi con raffigurazioni orwelliane di animali felici di venire abusati: la vergogna nella vergogna.



Se il disinteresse dei compratori di animali morti – che giungevano alla ‘bottega’ ad acquistare i resti di quelle esistenze macellate da altri – ci ha indignato e infiammato l’anima, il sopraggiungere di persone che ci hanno ringraziato per essere lì ci ha commosso fino alle lacrime.

Un uomo oggi, un cittadino di Buggiano che vive vicino al luogo della vergogna, ci ha ringraziato per la nostra azione di dissenso. “Sento le grida di dolore“, ha detto, “di quelle povere bestie, tutti i giorni quando scaricano. Sempre“. Al mio chiedergli cosa sentisse, nell’udire quelle grida, ha aggiunto “dolore quanto loro. Hanno più diritto le bestie delle persone. Se potessi restare resterei qui con voi. Bravi. Grazie“.
Un altro si è unito a noi, rimanendo a presidiare accanto ai nostri cartelli.
Altre persone si sono fermate, hanno fatto video e foto, hanno preso materiale informativo sull’alimentazione vegetale e sui danni dell’industria zootecnica.


È stata una delle azioni più potenti alle quali abbia mai preso parte in quasi 34 anni di vita.
Vedere gli animali, i miei amati animali, stipati come merce e nelle mani di gente violenta mi ha devastato. Vedere queste persone, sia operai che clienti, approfittarsi dei loro corpi ha scatenato un uragano di parole di sdegno e di risentimento verso il loro operato. Liberatorio, poter dire in faccia a chi ci fa vergognare di essere umani che, appunto, ci vergogniamo di saperci della stessa specie di appartenenza.

Concludo questo articolo ricordando che queste persone ‘lavorano’ ogni giorno sulla pelle di creature senzienti grazie a chi riempie il frigo e il proprio stomaco con i loro poveri resti.
Nessuna differenza fra chi ammazza e chi compra vite già ammazzate.

Ringrazio chi oggi era lì presente in difesa della vita, e tutte le persone che hanno deciso di non sostenere più la violenza e la sopraffazione umana ai danni delle altre specie: siete la mia famiglia, ed è un dono sapere che esistete.


Guarda i video
ITALPORK: arriva un tir a tre piani pieno di maiali
Diretta video della protesta davanti ItalPork
All’interno di un allevamento intensivo di maiali, con Ugo Bettio

°°[URGENTE] Protesta Contro La Strage di Cinghiali del Bisagno (GE)°°

Cari e care followers, giungono bruttissime notizie dalla Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia.
Stando al comunicato pubblicato poche ore fa la regione Liguria avrebbe deciso di far partire alcuni abbattimenti di cinghiali a Genova.
Nel comunicato si legge quanto segue:

“Da lunedì 31 gennaio 2022, purtroppo, inizieranno gli abbattimenti della colonia di cinghiali che vive lungo il torrente Bisagno a Genova. Non possiamo accettare questo provvedimento.
Abbiamo bisogno del tuo aiuto per cercare di fermare quella che sarà una strage perché gli animali saranno braccati senza speranza.

Vale la pena ribadire ancora una volta che si tratta di animali sani, che stanno tutti bene.

Chiediamo quindi misure alternative all’abbattimento. I cinghiali devono restare dove si trovano.
È infatti possibile istituire una riserva in cui possano continuare a vivere tranquilli fino a quando l’emergenza non sarà passata.

Per favore aiutaci ad aiutare i cinghiali del Bisagno.
Esprimi il tuo dissenso attraverso una mail che abbiamo preparato .
Ferma con noi la strage.

Oggetto della email 👉 Giù le mani dai cinghiali del Bisagno.

Testo da inviare:

Ho appena saputo che intendete abbattere i cinghiali che vivono lungo il torrente Bisagno.
Sono animali tranquilli, pacifici e sani. Vengono monitorati da volontari e volontarie.
Hanno storie, famiglie, affetti. Sono individui unici al mondo. La peste non li ha raggiunti.
I casi di carcasse positive sono ancora distanti. Pensare di eliminarli oltre che riprovevole contribuirebbe piuttosto a diffondere la peste spaventandoli e disperdendoli in fuga disperata verso altri territori.
Chiedo quindi di sospendere immediatamente ogni vostro intendimento cruento e di trasformare l’intervento in un monitoraggio della colonia.
In fede

Nome e cognome

Da inviare ai seguenti indirizzi
presidente@regione.liguria.it, protocollo@pec.regione.liguria.it, presidente@regione.liguria.it, presidente.sanita@regione.liguria.it, vicepresidente.assessore.agricoltura@regione.liguria.it, protocollo@pec.regione.liguria.it, agricoltura.psr@cert.regione.liguria.it, presidenza@cert.regione.liguria.it,
sanita.animale@asl3.liguria.it

Grazie a chi si unirà nell’invio di una email di protesta per difendere queste creature.


Carmen

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