Archivio mensile:giugno 2021

°°Novità Fantastika Bio: Olio Tea Tree e Spray alla Citronella°°

Ciao a tutti e a tutte,
in questo nuovo articolo vi informo di due novità firmate Fantastika Bio che da poco sono state introdotte
nell’ampia gamma di prodotti eco bio vegan cruelty free di questo marchio.
Sono l’Olio Tea Tree e lo Spray alla Citronella.

Scopriamoli insieme!


Il nuovissimo Olio di Tea Tree biologico di Fantastika è un prodotto che non può mancare in casa.
Ha molteplici proprietà e può essere usato per trattare le più svariate problematiche legate al corpo.
Ottimo per contrastare in modo naturale ed efficace funghi della pelle, micosi e batteri.

Sapevate che si può applicare sull’acne per placare l’infiammazione, oppure per trattare casi di candidosi?
E vi dirò di più, è utilissimo anche per trattare la forfora del cuoio capelluto.

Potete scoprire tutte le sue funzioni consultando la brochure scaricabile in pdf cliccando QUI.

La seconda novità è il ritorno dello Spray Protettivo alla Citronella. Questo spray, a base di oli essenziali naturali, allontana gli insetti permettendoci di avere una pelle protetta dalle punture. L’ho già provato personalmente e l’ho trovato subito speciale! Dimenticate i classici antizanzara (non eco bio) dal profumo sgradevole non solo per gli insetti! La fragranza di questo spray è davvero deliziosa. Una volta applicato si assorbe rapidamente e lascia la pelle morbida e fresca. Si può utilizzare anche sui cani: basterà vaporizzarsi sul palmo delle mani un po’ di prodotto, e poi passarlo sul manto dell’animale. Così anche i nostri amici a 4 zampe saranno protetti da possibili punture di zanzara e altri insetti. E per proteggere la casa si può vaporizzare anche su un batuffolo di cotone da tenere accanto a porte e finestre. Veramente ottimo!

Sia l’Olio Tea Tree che lo Spray alla Citronella sono già disponibili per l’acquisto.
Si possono acquistare sul sito www.fantastikabioshop.it inserendo nel carrello il codice CL1244.
Per le consegne dirette su Pisa, Pontedera, San Miniato, Empoli, contattatemi all’indirizzo info@carmenluciano.com.
Stessa cosa anche per altre zone e per spedizioni in tutta Italia. Sarà mia premura fare in modo di soddisfare le vostre richieste 🙂


Al prossimo articolo!

Carmen

°°Appuntamento Con i Sapori dell’Orto all’Agriturismo Villa Adimari – Cerreto Guidi [FI]°°

L’Agriturismo Villa Adimari situato fra le colline di Cerreto Guidi (Fi), di cui vi avevo parlato già in un articolo di recensione, ha dato inizio a un appuntamento settimanale fisso con la buona cucina vegetale.

Ogni martedì infatti sotto il loggiato con bellissima vista panoramica ha luogo l’Apericena del Contadino.
Protagonisti del ricco buffet i frutti di stagione dell’orto di proprietà della struttura.
Antipasti, primi, secondi e contorni realizzati da Silvia e dallo staff con verdure, ortaggi, legumi a km0, conditi con olio autoprodotto. Non mancano poi alla degustazione il vino e i drink preparati sul momento.

L’evento viene proposto ogni martedìsalvo variazioni indicate sui canali social dell’agriturismo – ed è aperto non solo agli ospiti della struttura (vi ricordo che l’Agriturismo ha bellissimi appartamenti da poter affittare) ma a tutti coloro che ne fanno richiesta previa prenotazione.
E’ possibile portare con sé i propri animali domestici, importante però che la struttura venga avvisata in merito.

Se desiderate passare una serata all’insegna del buon cibo, in un ambiente rilassante e immerso nella natura,
l’Apericena del Contadino a Villa Adimari è l’evento adatto per voi.

Vista sulla bio piscina dell’agriturismo


Per informazioni e prenotazioni:

VILLA ADIMARI
Via del lungo 2,
San Zio (Cerreto Guidi)
Tel: 39 348 040 94 76
Email: info@villaadimari.it



°°ROMA: Installata Orrenda Statua di un Maiale Morto°°

Cari e care followers, mi giunge la segnalazione di un fatto davvero sconcertante che desidero rendere pubblico sul mio blog affinché si sappia, e affinché si possa intervenire.

A Roma in zona Trastevere è stata installata una statua raffigurante un maiale trasformato in “porchetta”.
Come spiega la segnalante Claudia Fiorani nel suo post, che ha scattato le foto che seguono:

Una porchetta scolpita nel travertino: due elementi cardine della città evidentemente. Il corpo del maiale è rappresentato esattamente come si vede nelle tante vetrine con la porchetta vera, che io trovo da sempre di una violenza estetica agghiacciante. Se fosse provocatoria avrebbe ottenuto il suo effetto, poiché è talmente disgustosa e deturpa talmente tanto la piazza da desiderare che imploda su se stessa e che l’Assessore alla Cultura del Comune di Roma se ripiji. Se fosse un’ode alla porchetta, come ha detto una signora lì vicino, non siamo ad Ariccia e ritengo sia fuori contesto. Fatto sta che è una cosa orrenda che non migliora la città e anzi la offende , perché la cultura e l’arte a mio avviso sono altro. Perché investire soldi ed energie “creative” in certi obbrobri? L’unica cosa “spiritosa” è la scritta che hanno fatto sotto… Roma, meriti di più. Per me è semplicemente uno sfregio, sotto ogni punto di vista

Trovo anch’io sconcertante che si sia non solo ideato, ma realizzato una statua simile dal titolo “Dal panino si va in piazza“. E pensare che il progetto si chiama “Leggerezza, Ossigeno, Respiro, Vita, Energia”. Cinque elementi che un maiale al quale è stato imposto di diventare materia organica non può più far propri.

Provo enorme vergogna per l’artista Amedeo Longo – se artista si può definire – che l’ha progettata, ma anche per chi ne ha concesso e autorizzato l’installazione, ed in questo caso (stando alla dicitura sulla targhetta) dovrebbe essere l’istituto RUFA – Rome University of Fine Arts. “Fine arts”, immaginiamo se non fossero state tali.


Mi rendo conto che spiegare cosa si prova davanti ad un oggetto simile, da antispecisti a degli specisti, non è fare semplice. Ma ci proverò.

I maiali sono fra gli animali più macellati al mondo. Solo in Italia, in questi primi sei mesi del 2021, sono stati macellati 3.645.144 individui [dati Istat]. Si tratta di creature che nascono quasi sempre in un allevamento al chiuso, dentro dei capannoni, da scrofe che nemmeno possono muoversi. Dal momento della nascita inizia il conto alla rovescia verso la morte. I piccoli vengono tenuti in vita e alimentati col solo fine di aumentare peso, perché della loro presenza al mondo importa solo il quantitativo di peso corporeo da poter vendere.
Nessuno di loro saprà mai cosa vuol dire vivere in libertà, potersi relazionare con i propri simili, fare esperienza di ciò che riserva la natura. Nessuno di loro diverrà mai anziano, e nemmeno uno fra loro morirà di morte naturale.
Ciò che li attende è una vita breve fatta di privazioni, d’adattamento a luoghi innaturali, di sofferenza ed infine di morte.
Quale bambino o quale bambina appena nati hanno questo triste destino davanti a sé? Nessuno.
Questo vuol dire specismo: trattare una specie in modo diverso rispetto ad altre, o rispetto alla propria.
Proveremmo disgusto se qualcuno facesse partorire una donna e decidesse di far vivere qualche mese il proprio figlio per poi smembrarlo e darlo in pasto per soldi. Eppure è quanto accade coi figli delle femmine animali tenute schiave negli allevamenti.

Sul volto dei maiali uccisi e resi “porchetta” troviamo la loro sofferenza cristallizzata.
Questa statua, a mio avviso, altro non è che l’esaltazione “artistica” di quella sofferenza.
E’ l’assoggettamento animale reso monumento, la subordinazione animale e la crudeltà umana fatte oggetto.

Dal panino si va in piazza?
In una società veramente rispettosa della vita un macabro spettacolo simile non avrebbe mai visto la luce, perché la macellazione degli animali non esisterebbe nemmeno.
Siamo ancora molto distanti dal raggiungimento di quello status.

La strada da fare è ancora lunga, ma per fortuna il percorso è già iniziato ed è intrapreso da un numero sempre maggiore di persone. Per questo tale statua ha scatenato, fra le tante sensazioni, anche quella di disgusto: perché non siamo tutte persone insensibili, e non tutte nel panino mettiamo i resti di esseri viventi. Esistono anche quelle che non sostengono i maltrattamenti e la violenza sugli animali, e che quando si tratta di rivendicare il diritto universale alla vita si fanno sentire.


Chi desiderasse esternare il proprio disappunto in merito può farlo inviando una email all’indirizzo rufa@unirufa.it, ma anche a urp@beniculturali.it, direzione.mun01@comune.roma.it dal momento che l’evento “Piazze Romane” è patrocinato dal Municipio di Roma e dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo.

Inviare un messaggio tipo:

“Gentile RUFA – Rome University of Fine Arts,
Gentile Municipio di Roma,
Gentile Ministero dei Beni Culturali e del Turismo

ho saputo che a Roma in zona Trastevere è stata installata una statua intitolata “dal panino si va in piazza” raffigurante un maiale ucciso reso porchetta. Se vi scrivo questo messaggio è per mettervi al corrente di quanto questa installazione abbia suscitato in me repulsione e disgusto.
Faccio parte di quel numero sempre più crescente di persone che non sostengono in alcun modo lo sfruttamento e la morte degli animali, e a mio avviso una statua del genere non è solo un insulto a quest’ultimi, ma anche alla sensibilità umana. Non credo servisse arrivare a tanto, ossia di rendere plateale ed artistico l’assoggettamento delle altre specie e la violenza e la sopraffazione del genere umano. Trovo questa “opera” (se così si può chiamare) davvero triste e di cattivo gusto. A nome delle persone che rispettano la vita in modo universale, e per rispetto degli otre 10 milioni di maiali uccisi ogni anno solo in Italia, spero che questo “oggetto” venga al più presto rimosso.
Saluti”

Nome, Cognome, Città


Grazie a chi vorrà scrivere un messaggio per schierarsi dalla parte di chi non si può difendere.


Carmen

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