Archivi giornalieri: 20 giugno 2021

°°ROMA: Installata Orrenda Statua di un Maiale Morto°°

Cari e care followers, mi giunge la segnalazione di un fatto davvero sconcertante che desidero rendere pubblico sul mio blog affinché si sappia, e affinché si possa intervenire.

A Roma in zona Trastevere è stata installata una statua raffigurante un maiale trasformato in “porchetta”.
Come spiega la segnalante Claudia Fiorani nel suo post, che ha scattato le foto che seguono:

Una porchetta scolpita nel travertino: due elementi cardine della città evidentemente. Il corpo del maiale è rappresentato esattamente come si vede nelle tante vetrine con la porchetta vera, che io trovo da sempre di una violenza estetica agghiacciante. Se fosse provocatoria avrebbe ottenuto il suo effetto, poiché è talmente disgustosa e deturpa talmente tanto la piazza da desiderare che imploda su se stessa e che l’Assessore alla Cultura del Comune di Roma se ripiji. Se fosse un’ode alla porchetta, come ha detto una signora lì vicino, non siamo ad Ariccia e ritengo sia fuori contesto. Fatto sta che è una cosa orrenda che non migliora la città e anzi la offende , perché la cultura e l’arte a mio avviso sono altro. Perché investire soldi ed energie “creative” in certi obbrobri? L’unica cosa “spiritosa” è la scritta che hanno fatto sotto… Roma, meriti di più. Per me è semplicemente uno sfregio, sotto ogni punto di vista

Trovo anch’io sconcertante che si sia non solo ideato, ma realizzato una statua simile dal titolo “Dal panino si va in piazza“. E pensare che il progetto si chiama “Leggerezza, Ossigeno, Respiro, Vita, Energia”. Cinque elementi che un maiale al quale è stato imposto di diventare materia organica non può più far propri.

Provo enorme vergogna per l’artista Amedeo Longo – se artista si può definire – che l’ha progettata, ma anche per chi ne ha concesso e autorizzato l’installazione, ed in questo caso (stando alla dicitura sulla targhetta) dovrebbe essere l’istituto RUFA – Rome University of Fine Arts. “Fine arts”, immaginiamo se non fossero state tali.


Mi rendo conto che spiegare cosa si prova davanti ad un oggetto simile, da antispecisti a degli specisti, non è fare semplice. Ma ci proverò.

I maiali sono fra gli animali più macellati al mondo. Solo in Italia, in questi primi sei mesi del 2021, sono stati macellati 3.645.144 individui [dati Istat]. Si tratta di creature che nascono quasi sempre in un allevamento al chiuso, dentro dei capannoni, da scrofe che nemmeno possono muoversi. Dal momento della nascita inizia il conto alla rovescia verso la morte. I piccoli vengono tenuti in vita e alimentati col solo fine di aumentare peso, perché della loro presenza al mondo importa solo il quantitativo di peso corporeo da poter vendere.
Nessuno di loro saprà mai cosa vuol dire vivere in libertà, potersi relazionare con i propri simili, fare esperienza di ciò che riserva la natura. Nessuno di loro diverrà mai anziano, e nemmeno uno fra loro morirà di morte naturale.
Ciò che li attende è una vita breve fatta di privazioni, d’adattamento a luoghi innaturali, di sofferenza ed infine di morte.
Quale bambino o quale bambina appena nati hanno questo triste destino davanti a sé? Nessuno.
Questo vuol dire specismo: trattare una specie in modo diverso rispetto ad altre, o rispetto alla propria.
Proveremmo disgusto se qualcuno facesse partorire una donna e decidesse di far vivere qualche mese il proprio figlio per poi smembrarlo e darlo in pasto per soldi. Eppure è quanto accade coi figli delle femmine animali tenute schiave negli allevamenti.

Sul volto dei maiali uccisi e resi “porchetta” troviamo la loro sofferenza cristallizzata.
Questa statua, a mio avviso, altro non è che l’esaltazione “artistica” di quella sofferenza.
E’ l’assoggettamento animale reso monumento, la subordinazione animale e la crudeltà umana fatte oggetto.

Dal panino si va in piazza?
In una società veramente rispettosa della vita un macabro spettacolo simile non avrebbe mai visto la luce, perché la macellazione degli animali non esisterebbe nemmeno.
Siamo ancora molto distanti dal raggiungimento di quello status.

La strada da fare è ancora lunga, ma per fortuna il percorso è già iniziato ed è intrapreso da un numero sempre maggiore di persone. Per questo tale statua ha scatenato, fra le tante sensazioni, anche quella di disgusto: perché non siamo tutte persone insensibili, e non tutte nel panino mettiamo i resti di esseri viventi. Esistono anche quelle che non sostengono i maltrattamenti e la violenza sugli animali, e che quando si tratta di rivendicare il diritto universale alla vita si fanno sentire.


Chi desiderasse esternare il proprio disappunto in merito può farlo inviando una email all’indirizzo rufa@unirufa.it, ma anche a urp@beniculturali.it, direzione.mun01@comune.roma.it dal momento che l’evento “Piazze Romane” è patrocinato dal Municipio di Roma e dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo.

Inviare un messaggio tipo:

“Gentile RUFA – Rome University of Fine Arts,
Gentile Municipio di Roma,
Gentile Ministero dei Beni Culturali e del Turismo

ho saputo che a Roma in zona Trastevere è stata installata una statua intitolata “dal panino si va in piazza” raffigurante un maiale ucciso reso porchetta. Se vi scrivo questo messaggio è per mettervi al corrente di quanto questa installazione abbia suscitato in me repulsione e disgusto.
Faccio parte di quel numero sempre più crescente di persone che non sostengono in alcun modo lo sfruttamento e la morte degli animali, e a mio avviso una statua del genere non è solo un insulto a quest’ultimi, ma anche alla sensibilità umana. Non credo servisse arrivare a tanto, ossia di rendere plateale ed artistico l’assoggettamento delle altre specie e la violenza e la sopraffazione del genere umano. Trovo questa “opera” (se così si può chiamare) davvero triste e di cattivo gusto. A nome delle persone che rispettano la vita in modo universale, e per rispetto degli otre 10 milioni di maiali uccisi ogni anno solo in Italia, spero che questo “oggetto” venga al più presto rimosso.
Saluti”

Nome, Cognome, Città


Grazie a chi vorrà scrivere un messaggio per schierarsi dalla parte di chi non si può difendere.


Carmen

°°Recensione su VINTED – app di compravendita Usato°°

Cari e care followers,
in questo articolo voglio parlarvi di un sito con app che sta diventando molto conosciuto attraverso le pubblicità anche in Italia: si tratta di Vinted. Sicuramente avrete sentito almeno una volta questo nome grazie alle réclame in televisione e alla radio molto frequenti.

Vinted è un sito che ha sede in Lituania, e che permette la compravendita in tutta Europa.
Sull’app si possono vendere vestiti, accessori, oggetti, mobili, libri e tanto altro di seconda mano, ma anche cosmetici nuovi. Ho scaricato l’applicazione nel mese di gennaio, e dopo l’utilizzo della piattaforma per quasi mezzo anno, e dopo ver comprato e venduto molte cose. Sono una fan dei mercatini dell’usato, sostengo il riutilizzo delle cose, ho dato vita assieme a una mia amica a un gruppo facebook con centinaia di utenti che comprano e vendono cose usate dando loro una seconda chance, pertanto eccomi qui a darvi il mio parere riguardo a questa nuova realtà!

All’inizio, quando mi sono iscritta, le spedizioni con corriere UPS costavano soltanto 0.99 euro. Il costo era veramente basso e ciò mi ha permesso di comprare e di vendere molti accessori, come penso sia accaduto a tutte le persone iscritte. Successivamente credo che l’azienda abbia rivalutato tutto, e per questo le spedizioni sono aumentate a 3.49 euro sempre col servizio UPS, non senza il malcontento collettivo. Anche io, ammetto, sono rimasta un po’ male del cambio inaspettato e improvviso, ma alla fine 3.49 euro rimane sempre un prezzo vantaggioso se si pensa che gli oggetti arrivano in pochissimi giorni una volta spediti, a volte entro le 24 ore stesse!

VENDERE
Vendere è semplicissimo, basta fare delle foto (suggerisco belle e di qualità) e caricarle sull’applicazione creando un nuovo post di vendita. Nelle impostazioni di vendita si possono inserire la categoria e la tipologia di quanto venduto, la sua condizione (nuovo con o senza cartellino, ottimo, discreto, buono), la marca, i colori e ovviamente trova spazio la descrizione libera dove si possono mettere hashtag (#) e link. Scelto il prezzo, si pubblica l’annuncio, così quanto desideriamo vendere finisce fra gli altri articoli messi in vendita dalle altre persone. Va inserita anche la tipologia di pacchetto/spedizione (piccola, media, grande). Le spese di spedizione sono a carico dell’acquirente.
Il nostro oggetto può catturare l’attenzione di potenziali acquirenti e ricevere un “cuoricino”. Per cuoricino s’intende l’impostazione di Vinted che permette di salvare un articolo fra i preferiti.
Quando qualcuno mette un nostro oggetto tra i preferiti a noi arriva una notifica che ci informa dell’interesse dimostrato da qualcuno.
Strategia di vendita: potete invogliare la persona ad acquistare quanto messo tra i preferiti facendo un’offerta. A volte basta anche un piccolo sconto per conquistarsi la simpatia dell’acquirente! Questo è possibile da attuare attraverso la notifica stessa che ci invia Vinted, perché si apre una piccola schermata che permette a noi, venditori e venditrici, di interagire con la persona interessata.
Se qualcuno acquista il nostro oggetto, abbiamo 5 giorni di tempo per spedirlo. Dovremo quindi preparare un pacchetto (suggerisco di avere molta cura nell’imballaggio), scaricare l’etichetta che si genera in automatico, collocarla ben attaccata sul pacchetto e portarlo nel centro UPS più vicino casa nostra che abbiamo scelto come punto di ritiro.
Vinted infatti funziona così: si consegna e si ritira ai punti UPS vicino casa, le consegne non vengono fatte a domicilio.
Una volta venduto l’oggetto si crea un link per controllare l’iter di spedizione.
Vinted notifica tutto: la spedizione, l’arrivo al centro UPS del destinatario, l’avvenuta consegna.
Dal momento che il pacchetto viene ritirato, l’acquirente ha 2 giorni di tempo per dire se va bene oppure no. Se ritiene tutto gradevole e dà l’ok, l’app trasferisce sul vostro profilo il credito guadagnato, che potrete usare per nuovi acquisti oppure trasferire sul conto corrente bancario o postale che avete. SENZA COMMISSIONI.


ACQUISTARE
Su Vinted si possono fare degli ottimi affari. Ho trovato oggetti introvabili a prezzi accessibilissimi, venduti da persone non solo in Italia ma anche all’estero. Gli acquisti sono protetti. Quando compriamo qualcosa, Vinted ci chiede una piccola commissione: 0,70 centesimi di base + 5% sul prezzo dell’articolo. Tale commissione serve come protezione in caso l’oggetto non venga mai spedito o arrivi danneggiato a voi.
Tengo molto a dirvi che solo una volta ho ricevuto un oggetto non in linea con la descrizione. Nella descrizione era indicato come “perfetto”, e invece aveva dei difetti, pertanto l’ho restituito. Sono stata fortunata perché la ragazza, comprendendo la sua mancanza di precisione, si è offerta di pagare lei il ritiro a casa dell’oggetto, ma sarebbe potuta andare diversamente. Secondo le politiche di Vinted, in caso di reso le spese per la restituzione infatti sono a carico dell’acquirente, e purtroppo non si può usufruire nemmeno del servizio UPS. Una volta reso l’oggetto però Vinted restituisce l’intero valore pagato. Quindi, prima di acquistare, chiedete bene info al venditore, fatevi mandare magari foto ulteriori e accertatevi che la descrizione sia sincera e onesta.
Caso di reso a parte, come vi dicevo su questa app ho trovato degli oggetti che adoro a prezzi davvero contenuti. Per me è bellissimo sapere che qualcosa che a me potrebbe servire tanto venga messo in vendita da chi invece lo tiene lì a casa inutilizzato. E’ davvero bello dare una seconda opportunità alle cose!

In caso volessimo prenderci una pausa dall’app, è possibile cliccare su modalità “vacanza”: quanto messo in vendita non sarà disponibile per l’acquisto fino a quando non torneremo attivi. Geniale!


Pro & Contro
L’unica pecca, come ho già scritto, è il reso a carico dell’acquirente. Per il resto, nulla da dire.
Trovo Vinted un’app veramente facile da utilizzare dove si possono fare degli ottimi affari. Spedizioni rapide, nessuna commissione sui guadagni e la possibilità di vendere tutto ciò che non usiamo più, permettendoci di investire quel credito magari in nuovi acquisti second hand!


Cosa vendere?
Siamo ciò che pensiamo, ciò che leggiamo, ciò che diciamo, ciò che mangiamo e le persone che frequentiamo, ma non solo! Siamo anche i vestiti che indossiamo e le cose di cui ci circondiamo.
Scegliete sempre con cura cosa indossare. Scegliete vestiti che vi valorizzino, senza mai dimenticare anche il loro impatto sociale e ambientale. Optate per accessori che diano luce al vostro incarnato e che impreziosiscano la vostra bellezza esteriore. Siate sempre unici e uniche!
Se nel vostro armadio sono presenti vestiti di taglie che non vi stanno, dal colore che non vi dona, che vi ricordano momenti spiacevoli senza darvi più felicità, rimetteteli in circolo! Che sia attraverso la vendita, il dono, il baratto.
Lasciate andare ciò che ha finito la sua funzione per voi. Circondatevi solo di cose belle, che vi danno buone sensazioni, che vi ricordano bei momenti, e che sono piacevoli da indossare o da avere attorno.
Date però sempre una seconda opportunità a quanto non è più di vostro gradimento.

Parte del mio armadio stagione primavera-estate, dove adesso ci sono solo cose che mi piacciono da indossare


Personalmente, ho venduto, barattato e regalato tante cose, tanti vestiti e accessori che sono finiti anche negli armadi di persone amiche. Sono felice di sapere che siano utilizzate, e non chiuse nei cassetti senza alcuna utilità. Ho comprato poi nuovi accessori e abiti che reputo bellissimi e che indosso, accessori e abiti che qualcuno non usava più.
Piano piano sto facendo pulizia attorno a me lasciando solo cose che mi danno energie positive.
Spero deciderete di farlo anche voi, perché è una sensazione bellissima!


Se desiderate iniziare a vendere ciò che non usate più, Vinted è un ottimo strumento che vi suggerisco.
Il mio profilo è Carmen.SecondaChance, se vi va di vedere le mie cose in vendita.


Al prossimo articolo!

Carmen

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