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°°AIA: Il Colosso della Mattanza Animale passa al VEG °°

L’abitudine di alimentarsi con i resti di esseri senzienti di altre specie ormai lo sanno tutti che è scorretta dal punto di vista etico, ambientale e soprattutto salutare.
La sostengono ovviamente coloro che hanno un tornaconto economico, ma l’interesse per la salute del proprio portafoglio non può nulla contro la verità.
Nel frattempo infatti, fra una notizia falsa di un bambino vegano denutrito e l’altra, il numero di persone che abbandona la pratica di mangiare animali per passare ad un tipo di alimentazione 100% vegetale, possibile e nettamente migliore (ve lo garantisco!), è in fortissimo aumento.
Questo risveglio della coscienza e della consapevolezza umana, definito “moda” dagli stolti, sta andando enormemente contro gli interessi economici degli schiavisti
.

E così, succede che colossi dell’industria della carne si facciano due conti in tasca e si pongano due domande.
Sarà il caso di continuare a propinare carcasse di animali allevati?
Sarà il caso di iniziare a stare attenti ai cambiamenti della società che poi acquista?

Dopo Beretta, Wuber, Citterio, Granarolo e Mukki vi informo con enorme sorpresa che si è appena unito al gruppo dei redenti per metà il colosso AIA.
Incredibile ma vero.

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Proprietà foto: AIA

Dopo decenni passati a vendere “alimenti” realizzati con i resti degli animali allevati come schiavi negli allevamenti, AIA ha finalmente deciso che fosse giunto il momento di usare i vegetali come ingredienti per la realizzazione di alcuni prodotti novità.
Noi lo sapevamo da un pezzo che le proteine ci fossero eccome nei vegetali, ma AIA a quanto pare lo ha scoperto solo da poco e forse è proprio per questo che è stata stampata sulla confezione la dicitura “RICCHI DI PROTEINE” 😉 .

Sul loro sito, fra le immancabili specialità di carne, adesso compaiono quelle vegetariane: burgers, medaglioni e nagghy.


Sono molto felice di sapere che questa azienda, per il cui introito economico sono morte chissà quante vite, si stia dando una leggera mossa nello stare al passo con le scelte alimentari attuali.
E’ sicuramente un piccolo passo in avanti, ma per una persona consapevole e intenta a difendere i diritti degli animali oppressi e soppressi come me, non è abbastanza.
Per questo motivo, esattamente come deciso per le altre aziende, non è mia intenzione comprare alcun alimento novità vegetale AIA.
Questo fino a quando l’azienda continuerà a vendere i corpi privati della vita degli esseri che più amo al mondo.

Il mio compito è quello di informarvi, cari lettori e care lettrici, come è giusto che sia.
A voi la libera scelta di acquistare oppure no ❤
– Carmen



Il Veganismo
Una scelta di vita per gli animali, la salute e l’ambiente

Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere


°° Lettera Aperta ad Alessandro Gassman: anche pescati a canna gli animali soffrono lo stesso °°

Cosa succede quando quelle rare volte in cui ti trovi davanti alla tv accesa passa la pubblicità di un prodotto realizzato coi resti di qualcuno che è stato ucciso, pubblicizzato da un umano sorridente e soddisfatto?
Nasce spontanea l’indignazione, ecco cosa succede.

E allora eccomi qua a scrivere due righe all’attore Alessandro Gassman,
perchè il proprietario di quel sorriso fasullo che posa accanto a tanta crudeltà
è proprio lui.

Caro Alessandro..
Senza tanti giri di parole,
quanto ti hanno pagato?
Sì, sarei proprio curiosa di sapere Rio Mare quanti euro abbia sganciato per farti sorridere in quel modo. La paga è stata sufficientemente alta per ricompensare le tue doti recitative nello spiegare al bambino nello spot e al pubblico a casa la fantastica novità del brand?
Oppure ti hanno promesso una scorta di carcasse acquatiche a vita?

La pesca a canna. Puah.
Chi lo dice che sia migliore degli allevamenti? Tu? Tu che non vieni pescato?
O i proprietari del marchio che lucrano su chi viene strappato con la forza dall’acqua?
Sinceramente non so cosa ti abbia spinto a cadere così in basso fino ad annegare negli abissi dello specismo, ma la cosa mi dispiace e non poco.
Sul serio pensi che prendere un animale vivo (come può essere un verme) o altro cibo, infilarlo ad un amo metallico e cercare di ingannare un animale marino che ha fame per agganciarlo alla bocca e toglierlo via brutalmente dall’ambiente dove vive sia qualcosa di giusto? Veramente pensi che sia una pratica di cui andar fieri?
Nella pubblicità mimi i gesti di un pescatore che solleva la canna da pesca.
Beh, troppo facile immedesimarsi nel più forte della situazione.
Hai mai provato invece a calarti nei panni di chi, con l’inganno, viene ferito e obbligato a morire senza più ossigeno nei polmoni? O magari fatto a pezzi mentre ancora cerca di liberarsi dalla triste condizione in cui si è ritrovato?
Hai mai immaginato cosa si prova nel non poter più respirare?
La cassa toracica che non può più contrarsi ed estendersi, il panico, il vuoto nella trachea, i sensi che perdono forza, la vista che si annebbia, la morte che si avvicina, la vita che finisce…

Se non hai mai provato ad immaginare quale panico e quale terrore possa vivere uno degli infiniti animali marini uccisi dall’industria alimentare, ti consiglio allora di spendere 42 secondi della tua vita guardando lo spot PETA contro la pesca, con Joaquin Phoenix come protagonista.
Joaquin condivide con te la stessa passione per la recitazione, ma a differenza tua ha utilizzato le sue capacità e la sua popolarità per schierarsi contro la mattanza e non per promuoverla a scopo di lucro.

Sinceramente trovo la tua disponibilità nello stare dalla parte dei carnefici davvero squallida. Vorrei solo che tu sapessi che i soldi sono invenzione umana di cui la natura non ne riconosce il valore, e che la vita di ogni singolo essere vivente in questo mondo NON HA UN PREZZO.
Gli animali marini che preferisci morti nel tuo piatto hanno il tuo stesso diritto di vivere. Che giunga l’informazione anche a quei killer di Rio Mare.

Spero che dopo che avrai finito di contare i soldi troverai il tempo anche per comprendere ciò che conta realmente nella vita.

Carmen.

°° LIMPIDO – Poesia Ecologista °°

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Limpido

***

Pieno, in secca, irrequieto oppure calmo
mi presento a voi: sono il fiume Arno.
Della Toscana son io il corso principale
nasco da Monte Falterona e arrivo fino al mare.

Tra numerose città mi snodo ormai da anni,
del mio passato son celebri alcuni danni.
Come quella volta, sebbene innocue in parvenza
esondaron le mie acque comprendo l’antica città di Fiorenza.

Mi dolgo e me ne dispiaccio, e lo dico con umiltà
di tormentar gli umani non ho mai avuto la volontà.
I problemi causati sarebbero stati di minor impatto
se fossi stato trattato con un po’ più di tatto.

Da secoli purtroppo vengo dall’uomo inquinato.
Povero me, di questo colore non son mai stato!
Rifiuti, sporcizia, scarichi sulle rive
continuano incessanti mentre gli animali rischiano di perire.

Qualche anno fa di pesci vi fu una moria.
Di chi è stata la colpa? Di sicuro non la mia.
Gli alberi pien di plastica sulla mia superficie realizzano il loro riflesso
ormai lo sanno anche loro che l’ambiente fluviale non è più lo stesso.

Cari umani, confesso di avere un desiderio:
vorrei che il vostro comportamento fosse un po’ più serio.
Vorrei essere una volta per tutte ripulito. Chiedo forse troppo quando in passato
i vostri panni ho risciacquato?

Vorrei che nella vostra vita vi prendeste almeno un momento
per riflettere come risolvere il problema del mio inquinamento
affinché un giorno possa io ritornare
chiaro e limpido, come ha la fortuna di essere il mare.

***
Carmen Luciano

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