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°° Conferenza @ We Love Bio Firenze: Le Foto °°
Sabato 28 Gennaio 2017, in occasione della fiera del biologico We Love Bio, si è tenuta nella sala congressi all’interno dell’ObiHall la mia seconda conferenza “Veganismo: l’Etica oltre la moda”.
La conferenza ha visto la partecipazione di decine di persone, che erano lì presenti per informarsi su tante cose interessanti. Il programma infatti era ampio, con relatori importanti. Prima e dopo il mio contributo hanno tenuto la propria conferenza, riguardo altri aspetti del veganismo, il professor Luigi Lombardi Vallauri (etica) , Vincenzo Canoro (alimentazione vibrazionale) e il dottor Fabio Cerboni (nutrizione).


Tra i presenti c’erano alcune persone già vegan, alcune vegetariane ed altre che ancora non hanno abbracciato nessuno dei due stili di vita. A quest’ultime in special modo spero di aver trasmesso esaurientemente il messaggio del diritto alla vita degli animali.
A fine conferenza, cosa inaspettata, ho ricevuto davanti a tutti un abbraccio carico di energia positiva dal professor Luigi Lombardi Vallauri che mi ha ringraziata per essermi occupata dell’aspetto etico della scelta vegan.
Questo gesto mi ha davvero stupita. Un altro momento che mi ha motivato tanto è stato quello in cui una coppia mi ha chiesto maggiori informazioni sul materiale informativo vegan scaricabile gratuitamente dal mio blog.
E’ sempre un piacere immenso vedere che ciò che si fa con tanta dedizione venga apprezzato dalle persone.

Grazie Martina !! ❤
Dopo la conferenza insieme al mio ragazzo (che ha scattato le foto, e che ringrazio anche qui ❤ ) ci siamo addentrati nella fiera.
Ci siamo gustati un bel panino, una crepe dolce, un gelato, abbiamo preso tanto materiale informativo sul veganismo e fatto qualche altro acquisto 🙂
Gli stand erano davvero tanti.



Burger Spinacino!

Da Biogelateria Capofrio tanti gelati vegan & crepes dolci!

Ringrazio Prometeo Eventi e Silvia C. per l’invito come relatrice, il dottor Fabio Cerboni per il suo sostegno, chi ha seguito la conferenza ed infine il mio ragazzo per avermi accompagnato in questa bellissima giornata all’insegna dell’etica.
Per le prossime conferenze, e per informazioni su futuri eventi
rimanete aggiornati visitando questo blog 🙂
– Carmen.
°° L’Amore ai Tempi del Folle Antropocentrismo °°
Sebbene l’umanità abbia appena festeggiato l’arrivo del nuovo anno 2017, qualche individuo fra le genti sembrerebbe esser rimasto ancorato al passato nellapropria forma mentis.
Un passato fatto di realtà tristi e poco piacevoli, di errori generati da persone che ancora dovevano comprendere, che ancora dovevano ampliare la propria empatia. Persone in fase di evoluzione, soprattutto dal punto di vista morale.
Quando capita di imbattersi in post pubblici (come quello che sto per mostrarvi) non si può certo credere che siano frutto del ventunesimo secolo. Si fa enormemente fatica a crederlo.
Figurarsi in mente un sorriso aperto dinnanzi alla schiavitù, al concetto di “esseri inferiori”, alla reclusione e alla sofferenza altrui lascia il pensiero navigare fino a sbarcare sulle sponde del periodo medievale. Peccato dover realizzare che per taluni l’età di mezzo dell’etica non sia mai finita.
E così, ecco che ci ritroviamo post del genere dove un giovane uomo, poco più che ventenne, mostra fiero il luogo dove il capitalismo lo ha confinato: un mezzo di trasporto.
Ecco che possiamo ammirare, pubblicamente su vanesia volontà del raffigurato, le gesta eroiche quotidiane compiute dal soggetto: trasportare animali.
Da un luogo di schiavitù a un’altro? Dal luogo di schiavitù al luogo dove la pena di morte per innocenti verrà messa in atto?

Foto caricate pubblicamente dall’utente facebook, reso non riconoscibile in tutela della privacy
C’è qualcosa di infinitamente sconcertante nel vedere l’espressione di felicità dell’essere umano che trasporta, contrapposta a quella di smarrimento degli esseri non umani che vengono trasportati. La stessa felicità l’ho scorta in foto sul volto di un uomo che sorrideva a discapito di altri innocenti che non potevano cambiare le sorti del proprio destino…

E’ qualcosa di ulteriormente spaventoso poi leggere la parola “amare” tra righe che alludono ad un compito mortale svolto con diligenza.
Un “ottimo lavoro” dal punto di vista dell’obbedienza, ma un pessimo lavoro dal punto di vista del rispetto per l’esistenza degli altri.
Consapevole, ogni giorno di più, che il progresso etico morale verrà portato avanti da pochi e seguito per inerzia dalle masse in tempi geologici, ho realizzato che talvolta esso non sia accessibile a tutti. Purtroppo.
Sarà il caso di questo ragazzo? Nessuno lo può sapere, se non la sua coscienza.
In casi come questo, il miglioramento della mentalità circa le altre specie è sabotato dall’enorme egoismo e dal folle antropocentrismo.
In casi come questo, l’empatia viene schiacciata dal fardello della moneta, vista ahimè come più importante della vita stessa.
Ma la speranza, come di solito si dice, è l’ultima a morire.
Chi realmente muore però, senza volerlo, senza aver vissuto la vita come avrebbero voluto, sono quegli animali trasportati come merce. Merce vivente da privare della vita a tutti i costi per ricavarne resti ai quali dare un prezzo generandone guadagno.
Secoli fa lo stesso trattamento veniva riservato a schiavi umani ritenuti inferiori.
Purtroppo o per fortuna non abbiamo scatti in grado di immortalare così tanta povertà d’empatia.
Meno di un secolo fa, stipati in camion o su treni-merce, altri umani ritenuti inferiori venivano trasportati con diligenza da uno Stato all’altro. Di questi “ottimi lavori”, sebbene esistesse già la macchina fotografica, non abbiamo selfie sorridenti.
Oggi, periodo storico dove la memoria istantanea è quella che conta di più per volere di chi ci ha predisposto a preferirla, continua la tratta degli innocenti di altra specie, e se ne fa di un vanto dove tutti possono vedere e leggere.
Attendo in gloria l’estensione del sentimento d’amore, al momento riservato a cose materiali e prive di veritiero e naturale valore come i soldi, alla vita di tutti gli esseri senzienti presenti su questo pianeta.
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Oggigiorno si conosce il prezzo di tutto, ma non si conosce il valore di niente.












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