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°°Legame Materno: Un Film di Simone Arrighi Sulla Violenza Contro Donne e Animali°°
Aggiornamento del 27.05.2025
È per me doveroso, dato lo spazio che ha trovato tale progetto sul mio blog e su questa mia pagina, esternare pubblicamente i miei pensieri riguardo al cortometraggio “Legame Materno” di Simone Arrighi, dal momento in cui hanno subito un mutamento per una questione assai spiacevole.
Ma facciamo un passo indietro.
Nell’agosto 2023, quasi due anni fa, avevo pubblicato un articolo sul mio blog inerente al progetto di Arrighi, intervistandolo e dando spazio a quello che sembrava essere un lavoro artistico prezioso per i diritti animali, uno short-movie volto a evidenziare lo stretto legame fra violenza di genere (su donne e bambine/i) e quella specista ai danni degli animali. Ero stata una delle prime persone a visionare in anteprima la sceneggiatura e avevo sin da subito riferito al regista che poteva essere un’occasione perfetta per salvare anche una creatura dallo sfruttamento, essendo previsto per il cortometraggio l’impiego di una vitellina.
Nell’articolo, avevo inserito un apposito pulsante con reindirizzamento a una pagina di raccolta fondi aperta dal regista per sostenere il progetto. Molte persone che seguono il mio impegno per gli animali avevano avuto così modo di scoprire questo progetto ai suoi albori, sostenerlo economicamente con donazioni.
Ho seguito nel tempo l’avanzare dei lavori, cercando nel mio piccolo di dare suggerimenti al regista per la ricerca di una vitellina da salvare, continuando a sostenere la raccolta fondi partecipando a serate-evento in favore del progetto e diffondendone notizia attraverso i miei canali.
Sempre nel mio piccolo, avevo girato a Simone dei link di vitelline da salvare dal macello che cercavano adozione, con la speranza che si potesse parlare indirettamente della loro storia se scelte per il cortometraggio. Ma ogni mio tentativo di proporre creature bistrattate a cui dare una seconda possibilità sembravano essere accolte e appoggiate da parte.
Notando una certa nebulosità sulla faccenda, per messaggio privato ho riferito che stavamo salvando un’asina anziana e la sua cucciola sfruttate per il latte da un allevamento, e che se proprio non si trovava una vitellina potevano magari essere loro le fortunate protagoniste del cortometraggio: fortunate perché oggetto di un messaggio contro le ingiustizie, fortunate perché avevano davvero smesso di essere schiave dell’industria lattiera.
Ma anche questo suggerimento, mentre con la volontaria di Livorno e il vostro aiuto abbiamo salvato queste due femmine animali, è caduto nell’oblio.
Così, dopo un anno e mezzo, sono iniziate le riprese e mi è stato riferito che la vitellina era – pensate un po’ – una cucciola presa da un allevamento, guardate il caso, presente lì vicino il set scelto.
Una cucciola presa in prestito?
Ho più e più volte cercato di far capire che al di là del messaggio contro la violenza di genere e contro quella ai danni degli animali era importante salvare una vita, ma ho sempre avuto l’impressione che questo messaggio non fosse stato recepito. Anche perché più volte mi era stato detto che era difficile trovare ospitalità per una vitellina e mantenerla a vita – a detta anche di Lav Lucca – era un costo enorme.
I contatti con il regista si sono interrotti nel momento in cui ho appreso che l’animale usato per le riprese è ritornato nell’allevamento che lo aveva ceduto per girare. Mi auguro con tutt il cuore che le cose siano cambiate, ma ho i miei dubbi.
Ho detto apertamente lui che era venuta meno la mia stima nei suoi confronti e nei confronti del progetto, dal momento in cui a mio avviso è specismo anche usufruire di un animale per il raggiungimento di un obiettivo come la realizzazione di un cortometraggio “contro lo specismo”. Ho inoltre aggiunto che trovavo tutto intriso di ipocrisia, affermare di voler lanciare un messaggio contro lo sfruttamento degli animali andando poi a bussare alle porte di un allevamento dove gli animali vengono usati per profitto. Porte che si sono chiuse con dentro una creatura che non è stata ceduta perché troppo utile per ottenere latte e altri cuccioli.
Mi scuso per questo lungo messaggio ma non potevo tollerare l’idea che questo mio pensiero rimanesse confinato nella mia mente, non dopo aver sostenuto il progetto in questione e non dopo tutto l’impegno che ho messo per la diffusione della raccolta fondi. Per il futuro mi prometto di essere più attenta ai progetti che mi vengono proposti con richiesta di aiuto.
Spero che la vitellina usata per il cortometraggio trovi in qualche modo riscatto. Spero che gli allevatori si rendano presto conto di cosa fanno in nome del profitto.
Nessuna creatura deve essere sfruttata.
Nessuno ha il diritto di schiavizzare altre esistenze.
La vita è un dono e va rispettata in ogni sua forma.
++++++ articolo del 2023 ++++
Care lettrici e cari lettori,
vi porto a conoscenza di un ambizioso progetto del regista e fotografo lucchese Simone Arrighi
che riguarda gli animali, le donne e i bambini.
Si tratta della realizzazione del cortometraggio intitolato Legame Materno, che intende lanciare un messaggio chiaro sulla percezione antropocentrica che si ha degli animali usati tornaconto economico, ma anche di quella androcentrica quando si tratta di donne e madri di famiglia.
Ho letto in anteprima la sceneggiatura e il dossier collegato al cortometraggio scritti da Simone assieme a Lorenzo Palombo, e devo dire che è un lavoro molto importante. Alla lettura di alcune parti ho avuto i brividi: sono riusciti a mettere nero su bianco situazioni reali di violenza celata fra le mura domestiche, situazioni comuni a troppe persone e che hanno fatto parte anche del mio vissuto. Reputo pertanto socialmente necessario Legame Materno al fine di sensibilizzare spettatori e spettatrici, per dare voce alle vittime e per far comprendere che c’è sempre una possibilità di uscita da vortici negativi.
L’animale protagonista di questo cortometraggio è la mucca da latte, creatura sfruttata per la propria capacità di produzione di secrezione mammaria, letteralmente calpestata nel suo essere femmina e nel suo legame materno con i figli che le vengono sottratti. Troviamo poi i personaggi di Silvia e suo figlio, anche loro incatenati a un legame di violenza che li assoggetta come gli animali.

Simone ha pensato: se succedesse a noi?
Se gli animali ci portassero via i nostri figli? Se ci tenessero in gabbia o in un recinto maltrattandoci per poi farci finire in padella? Ha pensato poi alle donne che subiscono violenze dall’uomo, che non sono poi così diverse dagli stessi animali sfruttati e maltrattati negli allevamenti.
Nella specie animale, il corpo femminile è costantemente sfruttato, per le uova, per il latte, provocando enormi sofferenze fisiche ed emotive.
IL TEMA DEL CORTOMETRAGGIO
Il corto vuole affrontare il forte legame tra madre e figlio, che non è diverso da quello che lega un qualsiasi animale col suo cucciolo.
Tra gli animali la separazione madre-figlio è molto frequente, ed è anche molto dolorosa. Purtroppo molte persone reputano gli animali esseri senza anima e inferiori, da sottomettere a loro piacimento per denaro, o semplicemente per ignoranza.
Qui viene trattato il mondo delle mucche da latte in particolare, dove nei grandi allevamenti, il vitello viene strappato alla mamma a poche ore dalla sua nascita.
Viene portato via e rinchiuso, da solo, in piccole stalle o piccoli box dove sarà poi allattato artificialmente. Questo accade perché il latte delle loro madri serve all’industria alimentare per poi finire sulle nostre tavole. Le mucche, che hanno una gestazione di nove mesi come le donne, producono latte solo dopo aver partorito. Per garantire sempre la produzione del latte, vengono costantemente ingravidate artificialmente, munte con macchinari elettrici e molte volte vengono anche maltrattate ingiustamente. Una mucca, che a cose normali potrebbe vivere anche 20 anni, in questi allevamenti ne dura 5 o 6, viene sfruttata fino a quando non si reggerà più in piedi per poi essere macellata. Molti bovini da latte maturano anche malattie e tumori alle mammelle e patologie alle zampe, come la zoppia. Le vitelle femmine faranno la loro stessa fine, i vitelli maschi verranno macellati entro il primo anno di vita.
Molti animali, separati dai loro cuccioli per mano dell’uomo, piangono e cercano per giorni il loro cucciolo. Agli animali non viene data la possibilità di potersi difendere, e di proteggere la propria prole. Se succedesse a noi umani quello che gli animali sono costretti a subire per colpa nostra? Silvia, la protagonista della storia, ha provato sulla sua stessa pelle la violenza causata da suo marito Andrea. Ma a differenza degli animali, Silvia può ribellarsi, parlare, denunciare e proteggere suo figlio.
Chi desiderasse sostenere questo progetto aiutando il regista a realizzare il suo cortometraggio e portare quest’importante messaggio contro la violenza sulle donne e sugli animali nell’ambiente cinematografico, può farlo inviando un contributo sul sito GoFund Me dove è stata aperta una raccolta fondi. Il budget da raggiungere per sostenere i costi di tutto il progetto è di 10.000 euro.
Tutte le donazioni verranno usate per l’iniziativa.
“Tutto è senza scopo di lucro, ma finalizzato alla realizzazione del cortometraggio, che farò lo stesso anche se non raggiungerò il traguardo del budget” aggiunge il regista.
Ringrazio Simone Arrighi per aver la sua determinazione e per il suo impegno e mi auguro con tutto il cuore di vedere presto il suo film assieme a voi.
Carmen Luciano
°° Lettera agli Allevatori di Mucche : ” Cambiate Lavoro ” °°
Da qualche giorno Coldiretti sta portando avanti una protesta che ha riunito molti allevatori di mucche davanti allo stabilimento della multinazionale Lactalis , in Lombardia.
Oggetto della manifestazione: riconoscere ai produttori italiani il giusto prezzo della materia prima.
Non sono mancati atti plateali tra i protestanti che , per far meglio intendere la loro richiesta, si sono portati in loco qualche rappresentante delle loro quadrupedi schiave.
Oltre alla presenza delle mucche, fatte stare dentro a delle recinzioni momentanee, si è pensato di inscenare la preparazione del latte sul posto: dentro a un grande pentolone sono stati versati litri di “latte italiano” portato a ebollizione.
Le scene della protesta degli allevatori sono state trasmesse da più notiziari, sia in tv che online, arrivando dritte dritte pure a me.
Roba da latte…alle ginocchia.
Non vi nascondo che stavo quasi per vomitare dal disgusto, dopo aver assistito a quelle interviste pietose.
Sì, perché vedere umani che negano quotidianamente il diritto di libertà a degli esseri viventi intenti a rivendicare in piazza i loro , di diritti, li trovo proprio nauseanti.
Ed è proprio questa nausea mista a disprezzo e a sete di giustizia per gli animali schiavizzati da queste persone che oggi mi porta qui, con l’ausilio del mio pc, a scrivere questo articolo.
Articolo che definirei “lettera aperta”, e che spero arrivi agli occhi di molti allevatori.
Potrei iniziare con “Cari allevatori”, ma sarei estremamente falsa, dal momento che non lo siete per me.
Potrei principiare con “Gentili allevatori“, ma anche qui sarei in difetto dal momento che la gentilezza non è vostra prerogativa.
Inizierò questa lettera dunque con fare decisamente poetico..O Allevatori,
adorate farvi chiamare “produttori di latte”, ma non posso definirvi tali dal momento che il latte che vendete non lo produce direttamente il vostro organismo.
In questi giorni siete intenti a protestare con il sostegno di Coldiretti per rivendicare il vostro diritto di guadagno sicuro e nettamente maggiore per la materia prima che commercializzate.
Mi piacerebbe sapere con quale sorta di coraggio riuscite a riversarvi davanti ad uno stabilimento per far valere i vostri diritti, quando voi per primi ne togliete a qualcuno.
Vi chiederete, sentendovi lavoratori onesti: ” a chi? “.
La risposta è chiara e concreta e la trovate nelle vostre stalle.
Ogni giorno che passa obbligate gli animali che definite vostri ( ma che innanzi alle leggi della natura vostri non sono ) a vivere in spazi confinati, negate loro ogni sorta di libertà di azione ( come il vagare in branco alla ricerca di luoghi migliori o decidere quale partner avere nella stagione degli amori ) e li costringete ad azioni innaturali: produrre secrezione mammaria senza sosta.
A differenza di quanto viene erroneamente fatto credere al volgo, le mucche non hanno ricevuto in dono dalla natura ghiandole mammarie produttive e costantemente attive.
Esattamente come tutte le altre femmine di ogni specie animale mammifera ( come le vostre madri che vi hanno messo al mondo, per fare un esempio ), la produzione di latte avviene SOLO quando l’individua è in stato interessante.
La lattazione ha inizio proprio per alimentare il piccolo che verrà partorito.
Per qualche decennio abbiamo vissuto nel buio dell’ignoranza credendo alle frottole che ci venivano propinate.
Adesso, grazie all’informazione e a video-denuncia, sappiamo più o meno tutti che le mucche schiavizzate dall’industria del latte sono perlopiù ingravidate manualmente e costrette a partorire ogni anno per non far cessare lo stimolo di produzione del fluido che tanto bramate.
Ergo,
perchè non avete portato davanti allo stabilimento di Lactalis un bel maxischermo per mostrare ai passanti e ai giornalisti come trattate le vostre “operaie” che lavorano a titolo gratuito e ovviamente non consenzienti?
Perchè non parlate mai di dove vanno a finire i loro figli?
Perchè non spendete mai una parola sulla breve durata della carriera lavorativa delle vostre schiave e soprattutto, perchè non ci allietate l’esistenza informandoci su come e quando decidete che sia giunto per quest’ultime il momento di cedere la galera ad altre giovani per esser poi indirizzate al macello?
Perchè non fate tutto questo?
Forse non v’importa?
Dite sempre di amare come figli gli animali che per l’astratta legge umana scritta su carta vi appartengono e poi cosa fate? Tenete sempre tutto ben nascosto!
Furbetti. Canuti lattanti ma furbetti!Parliamoci chiaramente.
Si percepisce fin qui che per voi quegli animali sono solo fonte di guadagno.
Non vi è il bisogno di fingere bontà d’animo quando non se ne ha in corpo.Le mucche che quotidianamente vengono prosciugate del loro latte e private dei loro cuccioli non meritano di essere schiave.
Non siete assolutamente nessuno per portare avanti questa tratta di vite in nome del vostro stipendio.La smettano pure i medici complici di sostenere questo abominio.
Ogni mammifero ha delle caratteristiche fisiche ben precise, pertanto il latte ( alimento in stato fluido in grado di soddisfare ogni fabbisogno nutritivo ) sarà diverso da specie a specie. Non abbiamo bisogno di rubare il latte ai piccoli delle altre per continuare a berlo quando ci pare nonostante siamo stati svezzati.
Se ne avessimo la naturale necessità le nostre madri potrebbero ancora allattarci.
Ma poi, pure se alcuni medici ci invitano a berlo lo stesso, non ci rendiamo conto che siamo tutti comuni mortali e che anche loro siano in grado di sbagliare? O di percepire introiti in base a ciò che consigliano?
Fino a qualche decennio fa si pubblicizzavano sigarette e burro, con la benedizione di alcuni medici. Riflettiamo, no?
Finiamola con queste imposizioni e con lo sfruttamento legalmente riconosciuto dallo Stato.
Se venisse riservato a voi il trattamento che riservate agli animali che abitano nelle vostre stalle? Sareste felici?
Vi piacerebbe vivere la stessa vita fatta praticamente del niente più totale?
Vi piacerebbe sprecare la vostra esistenza per diventare macchine viventi ed essere d’utilità ad individui appartenenti ad una specie diversa dalla vostra, solo perchè lo vogliono loro?Smettetela di vivere sulla sofferenza di qualcuno.
Non siete parassiti ( vero? ) ma esseri umani dotati di intelletto ( no? ).
USATELO! Per il bene vostro e di chi vi circonda, e non per trovare una motivazione che non ha fondamenta per continuare a sfruttare qualcuno.La vita delle mucche, e la loro libertà, non valgono meno delle vostre e la vostra vita e la vostra libertà non valgono di più delle loro.
Il consiglio che vi do, from the bottom of my heart, davvero…
So che vi può sembrare assurdo o impensabile.
Pure ai proprietari di schiavi neri catturati in Africa e venduti in America come braccianti da incatenare nelle coltivazioni di cotone e tabacco fu un duro colpo realizzare che avrebbero dovuto trovarsi un nuovo impiego, con l’entrata in vigore del tredicesimo emendamento nel 1865.
Potessi vi darei una pacca fraterna sulla spalla.
Purtroppo è così che va la vita,
mica è colpa vostra!
I secoli passano, la società si modernizza e il genere umano si avvicina sempre di più ad uno stadio di sé evoluto.
Se così non fosse, saremmo ancora nelle caverne a scheggiare il chopper, magari sognando di bere latte di mammut ( italiano e pagato bene eh, nsia mai!).Finché siete in tempo, soprattutto i giovani allevatori , alienatevi da questo vecchiume e puntate verso nuovi lavori.
Far nascere degli esseri viventi che non avranno mai una vita vera non è un lavoro! Non è gratificante e non è etico per niente. Ma cosa gli racconterete ai vostri figli? Che avete mandate al macello quelli di decine di mucche per comprargli i libri di scuola?
Se non lo capisce la generazione che vorrebbe lasciarvi le redini in questo ambiente, almeno siate in grado di farlo voi!Il futuro dell’uomo è quello di raggiungere la facoltà di coesistere insieme alle altre specie senza danneggiare la natura e senza vivere a discapito degli altri abitanti del pianeta.
Tecnologia, comunicazioni, nuove invenzioni e rinnovamento di stili di vita stanno via via gettando le basi a impieghi diversi da quelli ai quali siamo da un po abituati.
Niente è impossibile e soprattutto, se dimostrerete di valere e di far valere i diritti di tutti senza calpestare quelli altrui, arriverà senza dubbio il nostro sostegno economico.
► Negli U.S.A ha aperto la prima “macelleria vegan”. Seitan al posto degli animali.
► Hiltl Laden: la prima macelleria vegetariana di Zurigo.
► DA ALLEVATORE A VEGETARIANO: LE MUCCHE “DA CACCA” CHE NON VANNO AL MACELLO. INTERVISTA A FABRIZIO BONETTO.
<< E se non posso bere latte di mucca, con cosa faccio colazione??!11!! >>
Latte di riso, soia, avena, mandorle, cocco, macadamia, nocciole ecc può bastare??? 🙂
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°° La Sofferenza alla quale, forse, non hai mai fatto caso °°
Spesso non ce ne rendiamo conto perchè il clima di omertà in cui viviamo ci impedisce di venirne a conoscenza.
Sta a noi indagare sulla storia del prodotto che usiamo, dell’alimento che mangiamo.. per scoprire se è il frutto di dolore animale o no.
I prodotti incriminati sono soprattutto quelli che, a detta di qualcuno che adora fare il lavaggio dell’altrui cervello, sono naturali e “fanno bene alla salute”.
Iniziamo.
Il LATTE

Da sempre visto come bevanda indispensabile per una corretta crescita e sviluppo sia per i bambini che per gli adulti
il latte viene inteso come secrezione mammaria “spontanea” delle mucche. Se chiedete a un bambino che ha ricevuto una scarsa educazione al riguardo
“cosa fa la mucca”, egli sicuramente risponderà “la mucca fa MUU/ la mucca fa IL LATTE”.
Risposta che denota l’enorme stereotipazione che ha ricevuto questo animale. Dire che la mucca fa il latte è come dire che la donna fa il latte.
La mucca, da madre, ha il latte quando aspetta il suo cucciolo. Dato che il vitellino può continuare a bere il latte della madre ache fino al terzo anno di età
l’essere umano non ha perso l’occasione di poter sfruttare. Infatti nessun cucciolo passa tre anni di vita con la propria mamma, in quanto viene da lei tolto e ucciso. Intanto, la mucca che ha sempre il latte, viene munta meccanicamente in piedi, per incessanti ore, provocandole stress.
Quindi, non solo viene privata dell’amore di suo figlio, ma dovrà vivere anni in piedi in un capanno con macchinari che le succhiano il latte.
Dopo anni di sfruttamento, il suo corpo intorpidito, viene spedito al macello, per essere trasformato in un simpaticissimo cibo, il Wustel.

Le madri umane che con amore comprano il latte di altre madri, dovrebbero riflettere su questa cosa.
Dove va a finire la solidarietà femminile?
Un’alternativa a tutta questa sofferenza c’è, ed è anche migliore!


Le alternative al latte di mucca sono : il latte di riso, il latte di soya & il latte di mandorle.
Questi tipi di latte sono di origine vegetale, biologici e soprattutto ad alta digeribilità.Provare per credere.
Nessun essere animale viene sfruttato per produrli. Inoltre, il loro sapore è nattamente migliore! Ora tocca a te decidere…
LE UOVA & LA MAIONESE

Dietro una scatola di cartone riciclato contenente sei uova c’è la tragica esistenza delle galline.
Molti di voi al supermercato sceglieranno la confezione che costa meno. Avete mai pensato a cosa comporta il vostro risparmio?
Certo, risparmiate centesimi di euro, ma non risparmiate la vita a milioni di galline che, ogni giorno, producono le uova PER VOI.
Dietro una confezione di maionese fatta con uova, si nasconde la stessa sofferenza.

Ammassate in gabbie larghe 25 centimentri, le galline sono costrette a “vivere” una vita poco dignitosa in capannoni costantemente illuminati da luce artificiale
(perchè le galline fanno le uova di giorno) , indotte a deporre tutto il tempo. Non possono aprire le ali, non possono razzolare, fare bagni di polvere.
Non possono CAMMINARE e svolgere le più quotidiane azioni che una gallina libera fa.
Vengono trattate come oggetti che producono, e che devono continuare a produrre.
Molte di loro pur di non vivere in condizioni di tale sofferenza con il becco si feriscono al cuore (quasi un suicidio!).
Per evitare tutto questo, gli allevatori tagliano la punta del becco, con ulteriore sofferenza della gallina.
Quando una gallina muore, viene rimpiazzata subito da un’altra. Vengono fatte nascere pulcini nell’incubatrice, poichè le galline non hanno tempo di covare.
I pulcini maschi, che sarebbero da grandi IMPRODUTTIVI, vengono TRITURATI VIVI!
Anche in questi casi, l’alternativa migliore a uova e maionese c’è.

In alternativa alle Uova da allevamento in gabbia potete scegliere quelle da allevamento BIOLOGICO che prevede un’ampio spazio al verde per le galline, trespoli per deporre le uova, terra per fare bagni di polvere.Le galline sono molto più rilassate.E ciò che mangiano è di origine biologica.
Oppure, se volete farla breve, eliminate completamente le uova dalla vostra dieta.Ricche di colesterolo, le uova non sono semplici da digerire.
L’uomo può vivere benissimo senza alimetarsi di esse (si guardi all’alimentazione Vegana).
Qui sotto, la Legenda che potrà esservi utile nella scelta delle uova.

Per chi invece (come me!) adora il gusto della maionese, ma non ciò che viene imposto alle galline, esiste la maionese VEGAN ormai reperibile in quasi tutte le erboristerie.Mantiene il gusto della classica differenza, ma non ha alcun ingrediente animale all’interno!Assolutamente squisita, provatela!
I PRODOTTI PER IL CORPO.. E PER LA CASA

Quante volte abbiamo sentito dire “..Perchè voi valete?”.
Tutte le pubblicità dei prodotti per il corpo, per l’igiene intima, per i capelli ecc puntano a mettere in risalto l’importanza della persona che usa tali prodotti.
Niente in contrario a prendersi cura di se stessi!
Ma.. se i prodotti che usiamo fossero la causa della SFIGURAZIONE e addirittura della morte di tanti animali?
Sicuramente questo le star che sponsorizzano queste marche Killer non lo dicono..
Sta a noi capire quale marca dobbiamo scegliere, che sia buona IN TUTTI I SENSI.

Milioni di animali (coniglietti,cavie,gatti,beagles,ratti..) ogni giorno vengono utilizzati per test clinici.
Sfigurati da creme,rossetti.. Asfissiati da gas,profumi.. Bruciati da centinaia di prodotti..
Tutto questo avviene per provare che il prodotto non è dannoso per l’uomo. Se ci pensate bene però, ogni essere vivente è diverso dall’altro.
Ciò che è innocuo per un ratto, può essere letale per l’uomo. La sperimentazione su animali dunque è inutile.. è pura sevizia gratuita.
Esistono test alternativi che non coinvolgono la vita di animali innocenti.
Boicotta i prodotti che sull’etichetta riportano la scritta “testato dermatologicamente/clinicamente” e scegli quelli con la dicitura “non testato su animali”.
Solo noi consumatori, decidendo ciò che è giusto comprare, possiamo indirizzare il commercio sulla retta via.
Lo stato non fa niente contro la vivisezione (basti guardare che l’Italia ha aderito alla nuova legge Europea che prevede il vivisezionamento di CANI & GATTI randagi) .. e allora rimbocchiamoci le maniche noi! Riduciamo le ditte killer alla fame. Costringiamoli a dover cambiare metodi!
I prodotti non testati su animali hanno sull’etichetta IL SIMBOLO DEL CONIGLIETTO!


Le marche Cruelty Free!

VESTITI & ACCESSORI

Assolutamente da boicottare sono gli abiti con bordatura in pelliccia e gli accessori in pelle e cuoio.
Il Cuoio è derivato dalla pelle degli animali, e per la sua produzione il livello di inquinamento prodotto è incalcolabile.
Dietro una bordatura vera in pelliccia di un cappotto, per esempio, non immaginate quanta sofferenza c’è.
Animali allevati, lasciati al freddo nelle gabbie in inverno per far si che la loro pelliccia diventi più folta..
Vengono uccisi a bastonate, con scariche elettriche, addirittura scuoiati vivi!
Tutto questo per moda? La moda finisce dove inzia la morte degli altri.

Scegli l’alternativa migliore che non implichi la mattanza di animali.
Non siamo più ominidi che vivono nelle caverne e devono vestirsi con la pelle degli animali. Siamo nel 21esimo secolo,
l’uomo ha fatto tanti progressi anche nel settore tessile. Sul mercato c’è vasta scelta di capi realizzati con materie prime “buone”.
Caldo Cotone, i materiali sintetici (da non preferire però), la canapa, il lino ecc..
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