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°° Rapporto Eurispes 2017: Popolazione Vegan Salita al +3% °°

Belle notizie per gli animali.
Stando a quanto riportato dal sito Cambiamenu.it della Lav, la popolazione vegan italiana sarebbe cresciuta fino a raggiungere il 3%.

federica nucci

In foto: Federica N. e uno splendido erbivoro

L’articolo, scritto da Paola Segurini, dichiara che:

Secondo il Rapporto Italia 2017, presentato il 26 gennaio da Eurispes, il’3% della popolazione – in base al campione intervistato – è vegan. Risulta quindi triplicato il numero di coloro che optano per un’alimentazione tutta vegetale.  E’ un dato importante, dopo il raggiungimento della cifra decimale (1%) avvenuto nel 2016, ma non è una sorpresa, i segnali ci sono, basta guardarsi in giro e vedere l’offerta di cibo adatto i veg, sia nella ristorazione che nella grande distribuzione organizzata.

Il 7,6 % del campione citato da Eurispes segue una dieta vegetariana o vegana e, in particolare, il 4,6% degli intervistati si dichiara vegetariano (-2,5% rispetto al 2016).

Il punto nuovo, oltre ai numeri in crescita decisa, è rappresentato appunto dalla diminuzione dei vegetariani (che scelgono di non consumare solo carne e pesce) a favore del gruppo dei vegani (che scelgono di non consumare alcun tipo di alimento di origine animale). Si tratta di un ben chiaro segno di come aumenti la consapevolezza dello sfruttamento degli animali a tutti i livelli di produzione dei cibi, consapevolezza favorita dal lavoro costante – attuato anche dalla nostra associazione, ormai da 40 anni –  nell’informazione sulla realtà degli allevamenti e su ciò che si cela dietro alla produzione anche di latte, uova e derivati.

Il 31,7% del campione esaminato ha scelto di alimentarsi senza carne per rispetto degli animali.  Il 12% è mosso da motivazioni di tutela ambientale e il 47,6% dei vegetariani/vegani ha fatto questa scelta consapevole dei benefici delle proteine veg rispetto a quelle animali.

Quest’ultima cifra rappresenta una scelta avvalorata ancora una volta dalla recente Posizione dell’ADA (Academy of Nutrition and Dietetics) –  la principale organizzazione dei professionisti dell’alimentazione e della nutrizione degli USA, con quasi 67.000 membri – che conferma come le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, siano salutari, nutrizionalmente adeguate e possano apportare benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie, oltre ad esser adatte in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi la gravidanza, l’allattamento, la prima e la seconda infanzia, l’adolescenza, l’età adulta, per gli anziani e per gli atleti.

La sempre più diffusa tendenza ad alimentarsi con maggiore responsabilità appare quindi come  l’identificazione da parte dei singoli di come questo nuovo modo di mangiare sia il passo necessario per avviarsi verso un futuro migliore per tutti, contribuendo anche ad evitare catastrofi climatiche e sociali.

Paola Segurini

Questo è il chiaro risultato di tanto impegno per promuovere il diritto universale alla vita.
Continuiamo allora a diffondere il messaggio antispecista, a sostenere realtà etiche e ad informare chi ancora non è vegan di quale modo di vivere speciale si sta perdendo.

– Carmen.

 

°° Dalla Francia arriva una petizione per punire Gianfranco Vissani °°

Le parole cariche di disprezzo dello chef Gianfranco Vissani nei confronti delle persone vegan
dallo studio del programma “In Onda” (La7) hanno fatto il giro del mondo.
La frase shock “I vegani? Io li ammazzerebbe tutti”
( in italiano: “i vegani? Io li ammazzerei tutti”, n.d.r) ha colpito e offeso moltissime persone dallo stile di vita etico, anche fuori dall’Italia.


E’ proprio per la sua sfacciata mancanza di rispetto che, addirittura, dalla Francia è da poco partita una petizione affinché il personaggio televisivo venga punito per quanto espresso ai microfoni del programma.

La raccolta firme è stata avviata dal regista Magà Ettori sul sito petitions24.net.
Questo è quanto si può leggere nell’articolo pubblicato dall’artista sul proprio blog personale:

 

 

 

Genocidio dei vegani, boicottaggio

boycott de Gianfranco Vissani (Magà Ettori - Blog)Il 19 agosto, ospite della trasmissione  » In Onda  » sul canale italiano LA7, lo chef stellato Gianfranco Vissani ha dichiarato: « I vegani sono una setta, sono come i Testimoni di Geova,  » prima chiamata a titolo definitivo al genocidio :  » E intendo i vegani e non i vegetariani. Quello che vorrei fare con i vegani ? Io li ucciderei tutti. « 

È sorprendente come un personaggio pubblico possa liberamente esprimere una tale quantità di menzogne e stupidaggini in un canale televisivo senza rischiare una denuncia.

Mentre gli altri chef presenti in trasmissione si sono indignati per i suoi commenti, chiedendogli di non dire « sciocchezze in TV”, La7 non si è minimamente degnata di scusarsi per l’ospite. È sempre sorprendente sentire la voce dell’orgoglio, la voce della demagogia, la voce dell’intolleranza chiamata genocidio. Gianfranco Vissani chi è per arrogarsi il diritto di giudicare e il diritto di uccidere ? Chi è Gianfranco Vissani per offendere l’onore di milioni di persone sul pianeta con i suoi deliri mediatici ? Nessuno! Un fenomeno da baraccone al quale è stato dato un microfono da La7. L’emittente ha così una sua parte di responsabilità nella vicenda.

Le osservazioni di Gianfranco Vissani sono prive di motivazioni. Invitano al massimo a mettere in discussione i rischi di un cuoco quando è sovraesposto mediaticamente e quando frequenta troppo assiduamente i macelli. Il lavoro della carne e il taglio della carne animale non sembrano essere senza conseguenze per le capacità intellettuali di chi le pratica intensamente. A meno che non invertiamo il problema. Criminologi sottolineano spesso il legame tra un comportamento violento e maltrattamenti di animali.

A meno che, la violenza e la volgarità di Gianfranco Vissani, non siano che una ricerca di visibilità mediatica. L’ex star della tv italiana degli anni ’90 da così tanto tempo vaga attraverso il labirinto dei talkshow, che il suo giudizio è indubbiamente alterato.

Qualunque siano le cause del suo scivolone, la nostra prima reazione è di boicottare tutte le attività commerciali di Gianfranco Vissani (ristoranti, programmi televisivi, libri…). È stato squalificato dai suoi commenti oltraggiosi e per inneggiare all’omicidio. Non si può stigmatizzare e discriminare milioni di persone, mettere un bersaglio sulla schiena di una comunità senza pagarne le conseguenze.

È tempo di reagire. Sappiamo che il caso di Gianfranco Vissani non è isolato. Il problema della vegefobia si sta intensificando in tutti i continenti. Stigmatizzazione, esclusione, satira o l’inferiorizzazione di persone che praticano il vegetarismo, il veganismo e l’antispecismo, stanno diventando sempre più comuni in Europa, negli Stati Uniti, passando per l’Asia e la vetta dell’Everest.

Queste pratiche sono tutte eseguite da lobby industriali che traggono profitto dallo sfruttamento degli animali, per l’ignoranza di molti.

Coloro che denunciano questa corsa al profitto, chi rifiuta lo sfruttamento cinico dei deboli, coloro che affermano che la convergenza delle lotte tra il rilascio di esseri umani e non umani, quelli che confutano il saccheggio delle risorse naturali, questi sono sistematicamente emarginati ed esclusi.

Le leggi vengono approvate tutti i giorni nei cinque continenti per proteggere gli interessi dell’industria. Come ad esempio la proposta di legge della deputata Elvira Savino, scritta con la chiara intenzione di stigmatizzare la comunità vegana in Italia e che potrebbe essere servita su di un piatto d’argento agli industriali della zootecnia. Leggi fangose e xenofobe oggi sono echi in Italia, ma non solo.

Pertanto, noi vegani, cittadini del mondo, solennemente ci appelliamo ad altri vegani, vegetariani, animalisti, antispecisti, e più in generale a tutte le donne e agli gli uomini con la possibilità di boicottare tutte le attività commerciali di Gianfranco Vissani in tutto il pianeta e chiedere al canale italiano La7 una condanna all’ospite del programma  » in onda  ».

Petizione indirizzata a Urbano Cairo proprietario dell’emittente televisiva La7.

 

Magà Ettori, Dublin, 20/08/2016 in collaborazione con paroledanimaux.com/

[ Traduzione : Carmen Luciano e ExtraVegano ]

 

Chiunque voglia unirsi a Magà Ettori affinchè vengano presi provvedimenti per quanto detto dallo chef italiano, può firmare la petizione cliccando QUI.

 

°° Boom di vegetariani: i colossi della carne si piegano al nuovo mercato °°

Cosa spingerà mai le aziende che da decenni e decenni guadagnano sulla vendita di prodotti derivati dall’organismo di animali a formulare alternative vegetariane??

L’Italia è sempre più veg. La popolazione vegetariana e vegana è in continua crescita. Stime indicano cifre come 8 milioni di individui, ma rimane difficile indicare davvero quante siano le persone che hanno abbandonato l’abitudine di mangiare resti animali.
Sta di fatto che ci siamo, siamo sempre di più e con la nostra presenza e con le nostre scelte il mercato sta cambiando.
Qualche giorno fa, in un supermercato Carrefour, ne ho avuto ulteriore conferma.

I Fratelli Beretta, che dal 1812 vendono alimenti a base di animali, hanno improvvisamente scoperto di avere un cuore verde.
Per questo hanno pensato di ideare e vendere burgers 100% vegetariani in più varianti.
Nelle foto vi mostro quella agli spinaci e quella ai peperoni, davvero simile agli hamburger di carne.

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Che dire poi di Wuber, colosso della vendita di wurstel fatti con il corpo dei suini?
Anche questa azienda ha introdotto una alternativa vegetale proponendo wurstel vegetariani che non contengono carne.

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La stessa idea è venuta anche a Citterio, altra azienda nota per affettati, che ha ideato dei wurstel agli spinaci.

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Foto trovata in rete

 

L’idea di  vendere anche alimenti del genere nasce da un lavoro non di poco conto: prima di intraprendere iniziative del genere penso che le aziende si siano almeno documentate su quanto la richiesta di alimenti veg sia aumentata per attivarsi sull’ideazione della ricetta, sulla realizzazione del prodotto e la sua messa in vendita.

Questo fa riflettere davvero molto.
Colossi della produzione di alimenti a base di carne che arrivano ad intraprendere queste scelte fanno pensare che sul serio le cose stiano cambiando, e anche tanto!

Io personalmente non acquisterò nessuno dei prodotti che vi ho mostrato in questo articolo. Sono intollerante alla crudeltà sugli animali e alle uccisioni ingiustificate, e purtroppo sia Citterio, sia Wuber che Fratelli Beretta continuano a mietere vittime.
Si parla di migliaia di esseri senzienti ogni anno i cui resti finiscono lavorati e impacchettati sugli scaffali.
Non li acquisterò mai perchè sarebbe come comprare le verdure dal macellaio.
Mi auguro però che col tempo tutte le aziende che adesso continuano a lucrare sulla morte degli animali possano convertirsi al 100%. Solo allora ne diventerò cliente.

Voi, ovviamente, siete liberi di scegliere di agire come me o al contrario ❤

 

 

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