Archivi Blog

°° Cioccolateria Chocolat: Cappuccini e Frappè di Soia nel Centro di Empoli °°

Oggi vi parlo di un locale molto carino che ho scoperto per caso a gennaio di quest’anno.
Si tratta della Cioccolateria Chocolat.
Situata al numero 5 di via Marchetti, nel centro storico di Empoli e a due passi da piazza Farinata degli Uberti, questa cioccolateria offre svariate opzioni vegan.

Quando si entra nel locale sicuramente ciò che colpisce di più è l’ambiente intimo che lo caratterizza: i tavolini per due o più persone con sopra i porta zucchero in legno, i decori alle pareti, il bancone con tanti tipi di cioccolato esposti, la piccola libreria contenente letture interessanti per chi desidera leggere sorseggiando uno dei tanti tipi di thè proposti.

Il locale è gestito da un giovane titolare con l’aiuto della sua famiglia.
Tutti sono molto gentili e disponibili e si viene accolti sempre con un sorriso.

Sfogliando i menu che vengono serviti al tavolino si trova un piccolo riquadro dove sono riunite le opzioni di caffetteria vegan che si possono richiedere:
– Caffè macchiato con latte di soia
– Cappuccino con latte di soia
– Cioccolata calda con latte di soia
– Cappuccino alla nocciola con latte di soia
e tanto altro.

La prima volta che sono stata da Chocolat mi ha subito ispirata il cappuccino alla nocciola.
Sarà che amo particolarmente questo gusto..
Ciò che non potevo assolutamente immaginare è che presto quel cappuccino alla nocciola fatto con soffice schiuma di latte di soia sarebbe diventato il mio “solito” da ordinare.
Il suo aroma delicatissimo e dolce con nota intensa di nocciola e con in fondo una cremina morbida e deliziosa lo ha fatto diventare il mio preferito.

Il cappuccino viene servito in una particolare tazza di vetro accompagnato sempre da un decoro sulla superfici, solitamente un cuoricino o un fiore.
L’ultima volta che sono stata in questo locale però il titolare mi ha proprio stupita: per la mia felicità mi sono vista servire il mio adorato cappuccino di soia alla nocciola con un fantastico gattino come decorazione!
Giuro che è stato difficile decidere di berlo per non rovinare quella piccola creazione artistica.

chocolat

Nonostante la mia tendenza ad essere abitudinaria nelle scelte, soprattutto quando mi piace davvero qualcosa, una sera ho provato qualcosa di nuovo.
Anzi, sarebbe meglio dire che ho”veganizzato” un’opzione che sul menu era solo con latte classico.
Il risultato? Un favoloso e dolcissimo frappé al cocco con latte di soia!

frappè.jpg

Per il momento da Chocolat non ci sono dolcini realizzati con latte vegetale e senza uova, ma confido in qualche futuro esperimento cruelty free per accompagnare un bel cappuccino di soia o magari un thé 🙂 .

Se passate da Empoli il mio consiglio è quello di fare un salto in questo bel localino.
Sono sicura che piacerà anche a voi 🙂

Cioccolateria Chocolat
Via Marchetti 5, 50053
Empoli (FI)
Tel. 0571 526555


Per scoprire Come Risvegliare il Tuo Vero Potenziale con i consigli e i suggerimenti di Paramhansa Yogananda, scopri il nuovo omonimo libro pubblicato da Ananda Edizioni.
Trovi un estratto da leggere gratuitamente cliccando qui .


°° In Continua Crescita il Numero di Vegani in Italia °°

Buone notizie per le altre specie animali presenti sul pianeta e che ancora oggi sono vittime della crudeltà umana: il numero di persone che non si alimentano più dei loro resti, che non indossano le loro pelli e che non vivono a discapito della loro vita è in continuo aumento.
Secondo l’Eurispes ( Istituto privato di Studi Politici, Economici e Sociali attivo dal 1982 ) i vegani e vegetariani in Italia sarebbero l’8% della popolazione totale.

Sempre Eurispes ha reso noto che il 46,7% delle persone diventate vegetariane o vegane lo ha fatto per motivi di salute e per trovare quindi benessere fisico e interiore.
La percentuale di veg diventati tali per motivi etici e per amore degli animali sarebbe invece pari al 30% . 
Seguono poi in terzo e quarto posto la motivazione ambientalista e quella di tipo religiosa.
Questi sono i dati registrati studiando l’anno 2015 che si è concluso da un mese e mezzo.

Che i vegani siano sempre di più , oltre grazie ai sondaggi Eurispes ( ai quali però non sono mai riuscita a prendere parte ) lo si realizza anche attraverso dati di fatto più evidenti , concreti ed immediati: i supermercati ampliano di anno in anno la gamma di prodotti e alimenti vegetali messi in vendita ed esposti sugli scaffali; I ristoranti offrono quasi tutti opzioni vegan aggiungendo portate nuove o “veganizzandone” altre già presenti nel menù; I produttori di alimenti iniziano ad inserire sulle confezioni il simbolo della V verde col girasole, che sta appunto per Vegan.

cuddles

Nonostante per circa la metà dei vegani il cambiamento sarebbe giunto per motivi di salute e/o di benessere fisico, non sono assolutamente pochi coloro che decidono di non mangiare più carne, pesce e derivati animali per rispetto di queste creature, vittime da sempre di violenza e abusi che il genere umano continua a compiere senza sosta e senza fermarsi a riflettere.

La sensibilità e l’amore per gli animali sono due temi sempre più importanti nella nostra società e questo è qualcosa di molto positivo.
Secondo Gandhi, il livello di civiltà di una nazione si misurerebbe da come essa tratta gli animali.
In Italia, nonostante alcuni casi eclatanti di cattiveria compiuta da stolti e qualche tradizione da abolire al più presto, la popolazione vegano-animalista sta cercando in tutti i modi di apportare modifiche alla forma mentis comune mostrando come si può esistere senza ledere il prossimo. L’anno 2016 già si è aperto con decine di manifestazioni animaliste organizzate in tutto lo Stato per tutelare i diritti degli animali.

L’Italia dunque, almeno in questo ambito, sta dando i suoi frutti.

Anche nel resto del mondo la situazione sta cambiando: negli Stati Uniti d’America il veganismo si sta diffondendo soprattutto tra i giovani che oltre a voler tutelare gli animali vogliono dare alla loro salute una seconda opportunità ( il tasso di obesità in America è altissimo, n.d.r ).

Per il momento la culla del veganismo rimane indiscutibilmente l’India, dove da millenni religioni e filosofie di vita occidentali , professate da Guru carismatici e sensibili ( Gandhi e Yogananda sono solo due esempi ), hanno abbracciato la scelta della non-violenza e dunque un’alimentazione che non si basa sulla morte di altre vite.

Sono sicura che questo 8% di popolazione molto presto diventerà un 10, un 20, un 30 fino ad arrivare al cuore di ciascuno di noi.
Solo allora potremo definirci sul serio umani.



°° L’Alimentazione Carnea e la sua Influenza Negativa sulla Mente Secondo Yogananda °°

Gli animali fatti nascere dall’uomo negli allevamenti,
costretti a vivere una vita vuota e stressante dove non hanno nessuna possibilità di fare alcun tipo di esperienza a contatto con la natura o con i propri simili ed infine trasportati e uccisi nei mattatoi vivono un’esistenza fatta di paura e terrore.
Emozioni forti e negative che rimangono inglobate nel loro corpo che viene imposto loro di lasciare in nome dell’alimentazione carnea umana e del business della macellazione.
Sentimenti che, secondo diverse filosofie spirituali, rimangono dentro di loro arrivando fino a chi consuma i loro resti.

Ma facciamo un passo indietro .

La cultura occidentale non ci ha mai abituati ad una visione degli animali come esseri senzienti con un’anima, capaci di provare emozioni e di trasmetterle, come parte integrante del tutt’uno quale è la natura.
Nelle culture orientali invece la figura degli animali è molto diversa e da questo punto di vista possiamo solo impararne i nuovi aspetti.

Nel Buddhismo esseri umani e animali meritano lo stesso tipo di trattamento, avendo entrambi la possibilità di raggiungere l’illuminazione.
Sebbene la condizione in cui vivono gli animali sia fatta prevalentemente di istinti e di poca libertà di azione, essa non deve esser vista come un pretesto per trattarli da esseri inferiori dunque meritevoli di maltrattamenti e uccisioni.
In questa filosofia si pensa che quello animale sia uno stadio temporaneo che ogni spirito può provare, anche più volte, durante la reincarnazione.
Azioni negative compiute nei confronti degli animali, o delle persone, generano negatività nel karma che non tarderà nel dover essere scontato. Che sia nella vita attuale o in quella futura.

Every year, thousands of down cows, are dragged onto trucks and takens to USDA approved slaughterhouses. This cow, like most downed animals, came from an industrialized dairy operation. (Feel free to distribute freely for not-for-profit use, but please credit Farm Sanctuary. If you are media and are in need of a high-resolution version of this image, please contact us requesting the file “downerCA_300_1”.)

Mucche da latte trascinate verso il camion che le porterà al macello. Photo: Farm Sanctuary.

Nella filosofia Buddhista dunque non vi è spazio per la crudeltà e la sofferenza imposta al prossimo, questo sia per motivi morali, sia per motivi… pratici.

Sempre stando a questa corrente di pensiero la cattiveria può non solo limitare coloro sulla quale la riversiamo, ma limita anche e sopratutto noi.

Tornando dunque all’incipit dell’articolo, la sofferenza imposta agli animali definiti “da macello” tornerebbe a noi anche grazie all’alimentazione.
Chi si nutre del corpo privato della vita degli animali, digerirebbe l’agonia, la paura e il terrore stessi provati dalle vittime negli ultimi istanti di vita.

Lo faceva spesso presente anche Paramhansa Yogananda, il ” Cigno Supremo ” fondatore  dell’associazione religiosa Self Realization Fellowship e  autore di molti libri tra cui Affermazioni Scientifiche di Guarigione – Meditazioni Metafisiche .
Yogananda affermava che  “quando gli animali vengono uccisi, rilasciano nella loro carne vibrazioni di paura, rabbia e sofferenza, che vanno a influenzare la mente di chi la consuma”, influenza in grado di limitare il processo di avanzamento, miglioramento e crescita interiore.

Non a caso le persone crudeli nei confronti degli animali , lo sono anche nei confronti dei propri simili.

Decidere di non avere a cuore la vita degli animali dunque, preferendo abitudini non etiche in nome di un falso gusto e della mancanza di sensibilità, danneggerebbe non solo la vita degli animali , ma anche la nostra.
L’assenza di amore nei confronti del prossimo è in grado di ripercuotersi anche su di noi, sul nostro carattere, sulla nostra vita e su ciò che riceviamo da essa.

L’India, proprio grazie alla questione religiosa, è il Paese con la più alta percentuale di vegetariani e vegani al mondo.
Fortunatamente le cose stanno cambiando anche negli altri Stati, soprattutto in Europa e principalmente per motivi etici.
Sensibilità, compassione, amore senza confini e senso di appartenenza alla natura ( visione geocentrica ) sono caratteristiche sempre più comuni, soprattutto alle generazioni nate dal 1980 al 2000 ( recenti studi lo confermano ).

Alimentarsi in modo sano, vario, con alimenti di origine vegetale gustosi e naturali è la scelta migliore che si possa fare per gli animali, per la nostra salute, per il pianeta e, come indicato da Yogananda, per il benessere della nostra mente e della nostra anima.

Provare per credere.



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: