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Archivio mensile:marzo 2019

°°[Review] Lima in Pietra LAMAZUNA°°

In questo nuovo articolo vi parlo di uno strumento per la bellezza delle mani che non potrà mancare nella beautybag di nessuno: la fantastica lima unghie Lamazuna.

La lima unghie Lamazuna non è una semplice lima.
A differenza di quelle comuni realizzate in materiale metallico oppure in cartone abrasivo (usa & getta), questa lime à ongles è in pietra naturale dei Pirenei e modellata artigianalmente dall’ultima azienda francese del settore.

Stondata alle estremità, porta su una delle due superfici un motivo decorativo e il logo Lamazuna.

Quando ho sentito del debutto in commercio di questa lima (avvenuto nel mese di febbraio 2019) sono rimasta davvero colpita per la bellissima idea che il brand zero waste francese ha avuto.

Questa lima infatti ha solo vantaggi e nessun aspetto negativo:

• È custodita in un astuccio di cartone che può essere riciclato o gettato nel compostaggio
• Sostiene l’artigianato francese
• È in materiale naturale che, in caso tornasse in natura, non inquina l’ambiente e non costituisce un pericolo per la biodiversità
• È bella da vedere e comoda da usare
• Modella perfettamente le unghie
• Dura tutta la vita!

L’ho utilizzata per dare una forma stondata alle unghie e sono rimasta soddisfatta del risultato. L’unghia rimane liscia senza incrinature.

Dopo l’utilizzo poi basta passare poche gocce di aceto di mele o di vino sulla lima per far sparire segni e residui. E la lima torna come nuova!

Se custodita bene e usata in modo appropriato la lima Lamazuna può durare tutta la vita, permettendo un gran risparmio economico a chi la acquista e un risparmio in termini di rifiuti da smaltire al pianeta.

Al momento è disponibile solo nel negozio online Lamazuna

Complimenti all’azienda per questa bellissima novità!

Alla prossima review!

Carmen

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°°KAIZEN – La Nuova Rivista Vegan di Sonda Edizioni°°

Dopo una bellissima ed importante esperienza firmata Vegan Italy, la casa editrice etica Sonda torna con una nuova rivista: Kaizen.


Come si può leggere nell’editoriale del primo numero, uscito nell’autunno 2018, il titolo è la combinazione di due termini giapponesi che richiamano il cambiamento (Kai) e la positività (Zen).
Antonio Monaco, editore e fondatore di Sonda, si prefigge di rendere la sua nuova opera trimestrale un luogo cartaceo dove trovare il frutto dell’esplorazione del futuro e di un avvicinamento ad un mondo più positivo ed accogliente per tutti.

Ho avuto modo di leggere i primissimi due numeri della rivista. I due volumi sono compatti ma leggeri, e le pagine sono realizzate in carta piacevolissima da sfogliare.

Ma parliamo di contenuti.

Il #1 “Zero Dolore” propone ai fruitori letture interessanti incentrate sul tema del dolore ma anche su come alleviarne gli effetti. L’immagine della foglia di canapa sativa posta in copertina anticipa i numerosi suggerimenti circa l’utilizzo di questa pianta: dalla sua coltivazione all’uso in cucina, dalle funzioni benefiche per l’organismo fino al suo utilizzo in ambito di moda ed edilizia. Grande spazio poi ai diritti animali e alle investigazioni negli allevamenti intensivi. Il primo numero della rivista si caratterizza inoltre per la presenza di un interessantissimo quanto completo dossier dell’evento The Vegetarian Chance di Pietro Leeman e Gabriele Eschenazi, tenutosi a Milano nel 2018 e che ha visto sfidarsi ai fornelli chef provenienti da tutto il mondo. Oltre al resoconto della gara troviamo tutte le ricette dei meravigliosi piatti plant based realizzati dai partecipanti.
Altra lettura significativa e quella sul Dottor Neal D. Barnard, professore associato di Medicina presso la George Washington DC e fondatore della Physicians Committee for Responsible Medicine.

Dalla pagina 130 alla 140 i lettori troveranno inoltre la mia intervista a Silvia Colangelo: con zaino in spalla e tanta energia vegan, ha percorso 900 chilometri Cammino di Santiago. Vorreste provare anche voi questa bellissima esperienza? Non perdetevi allora i consigli di Silvia su dove mangiare vegetale lungo il percorso.

Il #2 della rivista, pubblicato nell’inverno 2019, s’intitola Felice a Modo Mio e tratta in modo approfondito del tema della felicità con il contributo di Lucas Peterson, Leonardo Caffo, Roberto Marchesini e molti altri.
La grafica in copertina con richiami ai peperoncini anticipa le pagine che hanno come protagonista questo alimento: ricette, curiosità ed altre informazioni. Non mancano inoltre inchieste sulle condizioni di vita degli animali allevati e pescati, e approfondimenti su altri animali come gli elefanti, cani, gatti, colombi (a cura di Annamaria Manzoni), le formiche ed insetti non molto ben visti ma che comunque meritano rispetto.
Gli argomenti trattati sono molteplici ed il secondo numero della rivista è tanto ricco di contenuti quanto il primo.

Chissà quali novità avrà in serbo per noi il terzo numero.

Kaizen è disponibile in tutte le librerie fisiche e in quelle online, in negozi specializzati e presso associazioni animaliste ed edicole.
La soluzione migliore per non perdere neanche un numero però è quella di abbonarsi: oltre a risparmiare, avrete la comodità di ricevere la rivista direttamente a casa.

°°[Review] Detergente Viso Solido Zero Waste Lamazuna°°

Pulire ed idratare la pelle del viso è un’abitudine molto importante per la salute del nostro corpo. Da oggi si può avere cura della propria persona senza dimenticarsi della natura e dell’ambiente.

Lamazuna, giovane e dinamica azienda francese, ha da poco proposto nel mercato una profumatissima novità: si tratta del detergente viso solido.

Questo cosmetico dalla graziosa forma di nuvoletta si unisce agli altri del brand e segue una ferrea linea produttiva:

• realizzato a mano con ingredienti (solo 12!) interamente vegetali e di origine biologica
• cosmetico fresco
• racchiuso in una confezione in cartoncino riciclabile o compostabile
• non testato su animali

Lamazuna ha pensato alla pelle di tutti: il Nettoyant Visage Solide è disponibile infatti in tre varianti: nuvoletta rosa per pelli secche e delicate, nuvoletta gialla per pelli normali e nuvoletta scura per pelli grasse e impure.

Le nuvolette hanno tutte una profumazione diversa: ibisco, fragranza esotica, pompelmo.

Avendo la pelle del viso di tipo normale ho scelto la variante gialla.

L’ho provata per pulire il viso dal trucco. Il processo di detersione è molto semplice: si bagna la pelle con l’acqua e poi si passa delicatamente il prodotto. A contatto con il viso la nuvoletta rilascia le sue proprietà, formando una leggera e soffice schiuma. Personalmente ho intensificato la detersione massaggiando la pelle con le dita, risciacquando poi tutto con acqua pulita.

Il risultato dopo l’utilizzo del detergente solido Lamazuna è una pelle pulita, fresca e piacevolmente profumata. Ho particolarmente adorato la fragranza di gardenia, fiore che amo, presente fra gli ingredienti.
Inoltre, non ho riscontrato secchezza o irritazioni: gli elementi che costituiscono il detergente solido non aggrediscono la pelle, ma anzi, la lasciano morbida al tatto.

La nuvoletta solida Lamazuna è un concentrato di potere detergente e addolcente, e non pesa sull’ambiente come accade per altri cosmetici racchiusi in confezioni di plastica. E’ perfetta da usare tutti i giorni, soprattutto in viaggio. Occupa poco spazio, può essere conservata nel suo cartoncino oppure in un vasetto di vetro riutilizzabile (il brand ha pensato anche a questo, proponendone uno carinissimo con tappo decorato).
Si può acquistare al costo di 12,50 euro sul sito internet dell’azienda, ma anche nei negozi fisici rivenditori (lista sul sito).

Totalmente approvata. Vi farò sapere quanto dura il panetto usato tutti i giorni. Pertanto, rimanete aggiornat* seguendo il mio blog 🙂

Alla prossima recensione!

Carmen.


°°La Mia Prima Settimana Zero Waste°°

Cari e care followers, voglio raccontarvi di come è trascorsa la mia prima settimana zero waste, vissuta nella totale consapevolezza che è possibile esistere senza generare quotidianamente rifiuti.


Come vi ho spiegato nell’articolo del 9 marzo 2019, la scintilla è scattata in me dopo una lezione di inglese con la professoressa Hale (che ringrazio infinitamente) riguardante l’inquinamento dato dalla plastica. La lezione inoltre ha dato spazio ad un TED talk molto interessante su uno stile di vita a zero rifiuti di una ragazza.

La prima cosa che ho fatto è stata una riflessione sui miei rifiuti prodotti. Mi sono chiesta: “dove sbaglio? Dove posso migliorare? Quali sono i beni che consumo che mi portano a generare spazzatura?“.

Ho realizzato che i miei rifiuti giornalieri erano costituiti dall’involucro degli alimenti (tarallini alla macchinetta all’università, plastica d’imballaggio della verdura ecc) e delle bevande (bottigliette di plastica).
Così, mi sono detta: “perché non provare ad evitare tutto questo?“.

Quando l’indomani della riflessione mi sono ritrovata in un supermercato alla ricerca di soli alimenti sfusi o con confezione in carta/mater-bi ho capito che non sarebbe stata una passeggiata. In mezzo a quella valanga di cibo in vaschetta, sacchetto, pacchetto e cellophane ho pensato di non poter comprare niente, e in un certo senso mi sono sentita un po’ smarrita. Come quando vuoi andare in una direzione e ti trovi in un vicolo cieco.
Per fortuna però la mia determinazione ha avuto la meglio. Senza perdere né la speranza né la convinzione, ho semplicemente comprato le poche cose che potevo comprare senza infrangere la mia volontà di non produrre rifiuti plastici: cavolo cappuccio viola e zucchine verdi inserite in sacchetto di mater-bi compostabile.

Il resto degli acquisti l’ho fatto poi al mercato contadino di Pisa (2° e 4° sabato del mese, in Piazza S. Caterina) dove ho trovato un banco di un ragazzo vegano con alimenti fatti a mano e sfusi. Qui ho acquistato una buonissima schiacciata, delle tagliatelle farro & castagne e presso un altro stand ho comprato una zucca biologica km0.

Oltre al mercato contadino mi sono recata per la prima volta al negozio Bio al Sacco (Via Garibaldi 101, Pisa) dove ho trovato tantissimi alimenti sfusi da poter acquistare inserendoli in barattoli e contenitori portati da casa.

Avendo tutta la dispensa e il frigo pieno di alimenti, ho potuto preparare in casa pranzi e cene con cereali, legumi, semi, ortaggi e verdure senza confezioni plastiche. Al posto di cereali o biscotti, ho iniziato a fare colazione e spuntini di mattina e pomeriggio con frutta fresca ed estratti fatti in casa (santo estrattore!).

Abbiamo una pianta di limoni sul balcone. Ho usato i suoi frutti per questo succo Ace!


Per i pasti consumati a mensa invece ho evitato di farmi dare posate usa e getta (ho usato quelle in bambù che adoro) e acqua imbottigliata.

Costano solo 12 euro, si possono acquistare QUI



E parlando di acqua in bottiglia..
Il 9 marzo ho acquistato una borraccia-thermos in metallo da 750 ml. L’ho utilizzata tutta la settimana per portare con me acqua fresca (presa dal distributore d’acqua pubblica). L’ho trovata davvero pratica, robusta e utilissima: la quantità d’acqua che riesce a contenere mi basta per tutto il tempo che passo fuori casa. Questo piccolo investimento di 19 euro circa ha evitato 14 bottigliette di plastica da 500 ml l’una da smaltire.
Ed è solo la prima settimana!

Per quanto riguarda la cura del corpo, ho controllato bene nei miei beauty-case, perché vivere zero waste vuol dire soprattutto usare e consumare ciò che già si possiede, senza sprechi. Fra le cose che avevo, ho trovato diversi cosmetici e saponi solidi senza packaging.
Ammetto di avere la tendenza a comprare tanti prodotti per poi ritrovarmi i mobili pieni. Ma anche su questo sto sto lavorando molto e posso ritenermi fiera: da settimane non cado in tentazione e non ho comprato niente di nuovo.

Un sapone solido abbinato ad una spugna capace di intensificarne la schiuma, un olio massaggi per il corpo (Lush) e il deodorante solido Lamazuna: alleati vincenti per la cura del corpo a basso impatto ambientale.

Ma alla fine, dopo 7 giorni di attenzioni verso l’ambiente, cosa ho prodotto come rifiuti?
Davvero poche cose: tre scontrini fiscali (ahimè in carta chimica che non può essere riciclata), un incarto in plastica che avvolgeva una confezione di sfoglie per lasagne senza latte e uova (non le ho trovate sfuse) e.. la mia vecchia patente sostituita con una nuova! Queste sole, cinque cose. Null’altro.

Incredibile? Già, eppure è così.
Difficile? Magari può sembrarlo, ma vi assicuro che se sono riuscita io ad arrivare a questo primo, piccolo traguardo possono riuscirci tutti.

Sono davvero felice di aver intrapreso questo nuovo modo di vivere, più rispettoso dell’ambiente. La mia vita è in continua evoluzione, e il mio blog con essa. Pertanto, troverete sempre più idee e consigli in base alle esperienze personali che reputo interessanti da condividere. Spero vi faccia piacere 🙂


Al prossimo articolo e… Think Green!

Carmen.

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