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Archivio mensile:aprile 2019

°°Pasquetta Vegana: Tanto Buon Cibo e Nessun Rifiuto nell’Ambiente°°

Organizzare un pic-nic all’aria aperta è fra le scelte preferite dagli italiani per condividere il giorno di Pasquetta con familiari o amici.
Se nelle persone rimane il ricordo di una bella giornata, sfortunatamente per la natura non si può dire lo stesso: non è una novità infatti trovare campi e parchi pieni di rifiuti il giorno seguente. Bicchieri, posate, bottiglie di plastica, sacchetti, tovaglioli e confezioni di cibo ovunque. Rifiuti che se non vengono tolti da addetti comunali (pagati per colmare l’inciviltà altrui) finiscono per rimanere nell’ambiente.

E’ accaduto anche questa Pasqua in tante località d’Italia. In Campania la triste notizia è stata data da Napoli Fanpage. Nell’articolo  viene mostrato in quali incivili condizioni è stata lasciata l’area verde del Vesuvio.
E pensare che il 22 Aprile cadeva pure la Giornata della Terra!
Fortunatamente non tutte le persone pensano che il mondo sia un enorme bidone dell’immondizia e fanno in modo di non deturpare la natura con il loro passaggio.

Un chiaro esempio di Pasquetta civile, sostenibile e rispettosa è stata quella organizzata da Aldo Gottardo (membro di Lucca per l’Ambiente) a Capannori (LU) al quale ho preso parte con altri miei invitati.

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Doveva essere un semplice pic-nic con pochi amici. Poi, l’idea di invitare altre persone.
Così, invito dopo invito attraverso una chat whatsapp, l’evento si è trasformato in un raduno di famiglie e di amici. Alla “Pasquetta Cruelty Free” hanno preso parte 30 persone, accomunate dall’amore per gli animali e dalla voglia di passare una bella giornata nel verde. Tutti i partecipanti hanno portato da casa primi, secondi, contorni e dolci preparati con ingredienti vegetali e dunque vegan.

Focacce ripiene con affettati e formaggi vegetali, torte salate, cous cous con verdure, orzo, pasta fredda, hummus di ceci, polenta con funghi, lasagne al pesto vegetale, peperoni ripieni, insalate, torte di ceci, sformatini di verdure, crostini e salsine e poi dolci e bevande.
Un tavolo imbandito di delizie homemade che fa capire quanto si possa mangiare bene, ed in modo sano, senza portare in tavola la sofferenza e la morte degli animali.

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Al bando il monouso in plastica: durante la Pasquetta vegana sono stati usati solo materiali compostabili e piatti e posate della propria cucina.
Alla fine dell’abbondante pranzo ciascuno ha sistemato i propri contenitori e i pochi rifiuti prodotti sono stati separati in sacchetti appositi e portati a casa per essere smaltiti.

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Il prato che ha fatto da setting alla bellissima giornata? E’ tornato più verde di prima, poiché oltre a non esser stato lasciato nemmeno mezzo rifiuto, sono stati raccolti quelli di qualche insensibile che ne aveva usufruito nei giorni precedenti.
Menomale dovremmo essere noi quelli strani o addirittura estremisti!

Nella pausa digestione c’è stato tutto il tempo per fare nuove conoscenze, parlare di ideali, girare video dirette (potete guardare quella pubblicata sulla pagina facebook di Tiziano Terzani a cura di Guido Giacomo Gattai) e far giocare i bambini. Vegani  e in splendida forma anche loro, eh già.

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Vi ricordate la pellegrina Silvia col suo Cammino di Santiago? Ha entusiasmato i bambini con il truccabimbi con trucchi vegan & non testati su animali!

 

Questa Pasquetta Cruelty Free è stato un meraviglioso evento che spero possano vivere presto le tantissime persone vegane che conosco virtualmente. Mi sento davvero fortunata ad essere circondata da persone così sensibili e attente.
E’ stata fra le più belle giornate mai trascorse con gli altri della mia vita.

Ringrazio Aldo per l’idea che ha avuto, Ligeia per il suo invito e tutte le persone che con me hanno condiviso del tempo e ottimo cibo.

Carmen.

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°°[Conferenza] Dalla Vegefobia al Bullismo: Vegani nel Mirino – 19.04.2019°°

Venerdì 19 Aprile 2019 nel bellissimo contesto del Grand Hotel Mediterraneo di Firenze si è tenuta la conferenza “Dalla Vegefobia al Bullismo: Vegani nel Mirino“, organizzata dall’associazione Progetto Vivere Vegan Onlus il collaborazione con il Movimento Hyronista.

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La conferenza ha avuto come relatori il filosofo Guido Giacomo Gattai, gli autori del libro “Smontare la GabbiaMarco Reggio e Niccolò Bertuzzi, e me.
Dora e Carol, di Progetto Vivere Vegan, hanno condotto l’incontro introducendo il tema della vegefobia (o vegofobia), argomentato poi dai relatori.

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Davanti alle persone giunte al Grand Hotel Mediterraneo per assistere alla conferenza, abbiamo discusso del perché le persone non vegane si sentano attaccate o minacciate da coloro che invece lo sono, sentendo su di sé il peso delle decisioni etiche altrui.
Grande spazio è stato dato al collegamento fra veganismo e antispecismo, e a tematiche collegate al capitalismo. Il contributo di Guido Giacomo Gattai inerente al bullismo ha apportato una conferma filosofica al mio contributo in merito agli attacchi personali subiti in anni di promozione della filosofia di vita vegan attraverso il mio blog e pagina facebook collegata. A coloro che non erano ancora informato dei fatti ho spiegato le motivazioni che mi hanno portata a sporgere denuncia nei confronti di ferventi antivegan. Denuncia trasformatasi in rinvio a giudizio di Andrea Moscati per diffamazione aggravata a mezzo stampa.
Hanno arricchito la conferenza le domande di alcuni degli spettatori e il contributo significativo del Professore Luigi Lombardi Vallauri che ha rivolto a me il consiglio di informarmi sulle nuove normative circa il cyberbullismo, poiché a suo avviso potrebbe configurarsi proprio in questo ciò che ho vissuto personalmente.

La conferenza è stata condivisa in diretta video sulla pagina ufficiale di Tiziano Terzani con il contributo di Guido Giacomo Gattai e Silvia Colangelo.
Video 1
Video 2

Dopo l’incontro si è tenuta nell’area ristoro del Grand Hotel Mediterraneo una cena vegana i cui piatti ideati dallo chef Andrea Ragoni hanno deliziato i partecipanti.

ospiti a cena

Alcuni degli ospiti della serata

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Dalla Vegefobia al Bullismo: Vegani nel Mirino è stata una conferenza che ha permesso di parlare di un tema delicatissimo quale l’odio immotivato verso minoranze ideologiche.

Ringrazio Progetto Vivere Vegan Onlus e Movimento Hyronista per l’organizzazione, i miei colleghi relatori per il loro significativo contributo, le persone (e gli animali) che hanno assistito all’incontro, fra le quali Silvia, mia migliore amica e compagna di incredibili esperienze etiche. Un ringraziamento speciale va poi al Grand Hotel Mediterraneo per aver ospitato il nostro evento.

Carmen.

°°La Mia Famiglia Mangia Green – Silvia Goggi°°

Essere genitori è uno degli impegni più delicati ed importanti che si possano prendere nella propria vita. Quando si decide di accogliere una nuova esistenza infatti essa dipende da noi e andrà crescendo in base a come la aiuteremo. E’ perciò necessario essere ben informati a 360°, soprattutto sull’alimentazione, che sta alla base della crescita.

Le librerie e le biblioteche sono piene di volumi che danno consigli, i più disparati, per essere genitori attenti e preparati. Da questo mese sugli scaffali c’è un volume in più, che a mio avviso merita indiscutibilmente di essere letto.

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Si tratta della novità Sonda La Mia Famiglia Mangia Green“, primo libro della dottoressa Silvia Goggi, specializzata con lode in Scienza dell’Alimentazione presso l’Università degli studi di Milano. L’opera ha riscosso un enorme successo in pochi giorni dal debutto in libreria ed è già in ristampa. E lo credo bene!
La Mia Famiglia Mangia Green è una pratica guida su come aiutare i propri figli a diventare adulti in piena salute facendo affidamento ad una dieta esclusivamente vegetale o green, come la definisce la dottoressa.

Con la prefazione della dottoressa Luciana Baroni, è sicuramente una delle letture di carattere nutrizionale più importanti per chi vuole informarsi sulla dieta vegetale, andando oltre falsi miti e stereotipi.

Il libro, che conta 319 pagine scorrevolissime, è diviso in tre parti:

La prima parte offre informazioni basilari e importanti di carattere nutrizionale, spiegando in modo chiaro perché è importante evitare alimenti di origine animale e il perché siano fondamentali quelli di origine vegetale. Le vitamine, il ferro, le proteine, i carboidrati, i sali minerali ecc. Di tutti i nutrienti vengono fornite le fonti.
Un divertentissimo quiz con domande retoriche metterà alla prova i lettori per comprendere quanto hanno appreso sugli argomenti spiegati.

La seconda parte, molto sviluppata, è dedicata alle ricette e ai suggerimenti alimentari di carattere pratico per i genitori: pura salvezza messa su carta!
La dottoressa non solo propone menu-esempio suddivisi per fascia di età dei bambini (dallo svezzamento all’adolescenza), ma anche in base alla stagione. E non mancano bellissime foto esemplificative!
In poche parole, anche se non l’avete mai conosciuta di persona, desidererete incontrare Silvia Goggi e abbracciarla stile panda!

La terza parte del libro è dedicata alle informazioni pratiche per i genitori: come richiedere i pasti vegetali a mensa ecc.

La Mia Famiglia Mangia Green è uno dei libri di alimentazione più interessanti che abbia letto. Scritto in modo scorrevole e accattivante, cattura l’attenzione dalla prima all’ultima pagina. Anche se non sono ancora un genitore e non ho figli, ho trovato la lettura illuminante per diversi fattori: ho scoperto infatti cose che non sapevo e consolidato conoscenze in ambito nutrizionali acquisite nel tempo.

Avrei voluto ci fosse stata un’opera così già nel 2002 quando sono diventata vegetariana contro l’opinione di tutti. Pensate che mi davano per spacciata senza carne e pesce!
Invece eccomi qua, 17 anni dopo, a parlarvi di un libro che parla di alimentazione vegetale per i bambini!
Il passato non si può cambiare, ma il futuro sì!
Adesso non ci sono scuse: l’informazione c’è, di qualità, e può aiutare tantissimo.

Ne consiglio pertanto la lettura a tutti, in special mondo ai genitori di bambini vegani per tutte le informazioni teoriche e pratiche che contiene, e anche ai genitori non vegani che pensano che i bambini si alimentino a succhi, merendine e formaggini nella pasta.
Dopo aver letto questo libro mi sento molto più preparata anche per la mia alimentazione personale. Per questo penso che l’opera non abbia limiti di pubblico.

Ringrazio tantissimo Silvia Goggi e Sonda Edizioni per aver regalato alla letteratura scientifica questo libro che non può mancare nella propria libreria di casa e sugli scaffali delle biblioteche italiane.

Non perdetevi la mia video recensione 🙂

Dove si può acquistare La Mia Famiglia Mangia Green?
Sul sito della casa editrice Sonda (cliccando qui), su Amazon, nelle librerie online e in quelle fisiche in tutta Italia.

La mia Famiglia mangia Green

Silvia Goggi

La mia Famiglia mangia Green

Sonda Edizioni

€ 19,00


Buona lettura e alla prossima recensione!

°°L’incredibile quantità di rifiuti in plastica prodotta dagli ospedali°°

L’ospedale è un luogo dove le persone trovano cure e assistenza necessarie in caso di bisogno. Un luogo dove umani aiutano altri umani, e questo è lodevole e socialmente utile se tutto funziona come deve.

Tralasciando questi aspetti, dal punto di vista dell’impatto ambientale l’ospedale costituisce un peso non indifferente sulla natura.

Sappiamo bene che quando si parla di salute bisogna avere più accorgimenti possibili in fatto di igiene per garantire ai pazienti ambienti salubri. Per questo motivo vengono impiegati strumenti sterili.

Il punto è che quest’ultimi sono quasi sempre usa e getta, e per di più fabbricati in plastica o materiali non riciclabili.

Recandomi in una struttura ospedaliera per assistenza familiare ho potuto appurare quanti rifiuti di natura plastica si producano quotidianamente.

Alcuni esempi?

Guanti indossati pochi minuti e gettati, traverse per pazienti con problemi di incontinenza, aghi, siringhe, cerotti, tubi, bottiglie d’acqua e contenitori per il cibo per la distribuzione dei pasti. E tanto, tanto altro.

Tutto ciò finisce nel sacco nero. A meno che non venga separato successivamente tutto nei centri di raccolta. Ma ho forti dubbi.

Avete mai provato a fare un calcolo?

Se moltiplichiamo gli strumenti o utensili in plastica usati per singolo paziente per numero di volte in cui ne hanno bisogno quotidianamente avremo una cifra non indifferente. Se questa cifra la moltiplichiamo a sua volta per il numero di giorni di degenza il risultato sono sacchi enormi di rifiuti.

E se moltiplicassimo questi sacchi per ogni singolo paziente in cura in tutti gli ospedali d’Italia? Il risultato è allarmante.

Cosa accade a questi rifiuti? Vanno dritto all’inceneritore? Finiscono nelle discariche sotto terra?

Non so dare una risposta a queste domande.

Posso solo dire che spero tanto che la plastica venga presto sostituita con altri tipi di materiali innovativi, ecocompatibili e compostabili.

Già da adesso le strutture ospedaliere potrebbero optare per il mater-bi per il coperto usa e getta per far pranzare e cenare i pazienti.

Siamo coscienti e consapevoli dei danni ambientali che provocano le cose che produciamo e urge un’inversione di rotta. A meno che non ci stia bene così, ovvero di rendere il mondo la discarica del sistema solare.

Continuo ad essere ottimista. E a cercare nel mio piccolo di fare la differenza.

Chissà che bello quando riusciremo a guarire le persone senza far ammalare l’ambiente…

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