Archivio mensile:febbraio 2019

°°4 Ristoranti: Applausi e Candeline Scintillanti per il Maialino Ucciso°°

Febbraio 2019.
In una delle puntate del programma culinario “4 Ristoranti”, condotto dallo chef Alessandro Borghese su Canale 8, è andato in onda un episodio di pessimo gusto.

Un maialino da latte, ucciso e morto, è stato servito ai commensali da un cameriere. Il piccolo animale disteso su un vassoio aveva conficcate su un fianco 3 candele scintillanti pirotecniche. L’ingresso della “pietanza” nella sala ha generato gaudio e allegria tra gli ospiti a cena, fra cui Borghese, che hanno iniziato ad applaudire.

Si sa, nei programmi da cucina non gli animali ammazzati sono sempre i protagonisti della scena, usati come ingredienti per piatti che grondano di specismo. Ma non si è mai abituati abbastanza a così tanta bassezza. Almeno io, continuo a non capacitarmi di come si possa essere in grado di mangiare degli esseri senzienti, soprattutto quelli che sono stati partoriti da madri schiavizzate da pochissime settimane.
Come si può, poi, esternare così tanta felicità? Applaudire, per giunta?
Bisogna avere un livello davvero infimo di rispetto per la vita per provare piacere nel vedere un esserino privato della sua vita, giacere inerme su un vassoio con delle candeline scintillanti sul corpo.

Uno spettacolo immorale.

Una parola sola: vergogna.

°°Denunciato e Rinviato a Giudizio Un Amministratore di VEGANO STAMMI LONTANO°°

Nel luglio 2017, dopo aver raccolto diverso materiale poco gradevole pubblicato da terzi riguardo alla mia persona, decisi di denunciaregli amministratori della pagina Facebook “Vegano Stammi Lontano“. Ve ne diedi notizia in un articolo sul mio blog.

Per chi non fosse pratico del social network Facebook, “Vegano Stammi Lontano” è una realtà fondata, dicasi, nel 2010 e gestita, a quanto pare, da un gruppo di persone a cui sta particolarmente a cuore l’uso e il consumo degli animali, propagandato anche con immagini e post che a mio avviso sfociano nel pessimo gusto. Basti pensare che l’immagine del profilo della suddetta pagina è la raffigurazione stile fumetto di un maialino morto a cui sono stati messi un paio di occhiali e una sigaretta nel muso.

La foto che avrebbe dato origine al logo di
Vegano Stammi Lontano


La pagina menzionata è luogo interattivo dove molte persone (i fans superano i 150.000) fanno ironia e sarcasmo su coloro che hanno deciso per etica di diventare vegani. Spesso dagli amministratori viene ribadito che tutto è nato per scherzare e per essere goliardici, intanto però già l’invito a “stare lontano” nel titolo lascia perplessi: forte ironia o incitamento all’odio?
Può capitare poi che nel farsi prendere troppo dalla simpatia antivegan si sfoci in qualcosa che potrebbe configurarsi come diffamazione.
E così è stato nei miei confronti.


Ma facciamo un passo indietro.
Dopo svariati episodi di bullismo vissuti al liceo pensavo di averle viste tutte. Quando ero teenager il mio essere vegetariana dava particolarmente noia. Non ho mai capito sinceramente il perché, visto che me ne stavo sulle mie e interagivo con amiche più strette. Col tempo e con gli studi ho scoperto che è prerogativa culturale umana usare “i diversi” come presa a terra per scaricare violenza. Io ero diventata, senza il mio volere, quella di un gruppetto di ragazzi decisi a tormentarmi sull’autobus con insulti e frasi violente nei confronti degli animali: <<oggi ho ammazzato un coniglio, con un colpo dietro alla testa. Che forte quando si dimenava>>. Il motivo principale è che ero diventata vegetariana a 12 anni, facevo attivismo già dai 15 (iniziai coi tavoli informativi Lav, esperienza bellissima) e avevo avuto appunto un coniglio come animale domestico. Loro invece non erano mai entrati in contatto con questa specie animale, se non al momento del pasto, e quindi me la facevano pesare.
Poi, dalle parole, si passò agli attacchi fisici con getti di acqua lanciata con l’ausilio di alcune siringhe. Nel più totale disinteresse dell’unico adulto presente sul mezzo di trasporto e che avrebbe potuto fare qualcosa: il conducente. Certo tornare a casa con i capelli sporchi, bagnati e col morale a terra mise a dura prova la mia persona generando sensazioni e pensieri che per censura manzoniana non sto a riportare. Ma speravo, anzi ne ero sicura, che passati quegli anni d’inferno non avrei mai più dovuto subire altro. Nel 2006 aprii questo blog dove per la prima volta mi sentivo libera di parlare dei diritti animali senza essere insultata o aggredita. Ma se pensavo che internet fosse un porto sicuro, mi sbagliavo. Mi sbagliavo di grosso. Sulla mia pelle ho imparato che se le persone riescono a ferirti nella vita reale per sentirsi importanti davanti ad una platea che ride (perché in realtà ha paura di diventare il capro espiatorio), può accadere lo stesso nella vita virtuale, dove le offese si possono fare comodamente seduti alla scrivania e protetti dallo schermo del pc. O dall’anonimato.

Da adolescente mi sono sentita dire dai carabinieri <<sono solo ragazzini di 16 anni, si può fare ben poco>>, ma adesso la faccenda è diversa.

Chiusa parentesi del mio vissuto passato, adesso non si tratta più di ragazzini ma di persone adulte, alcune col doppio della mia età, e se un tempo ero debole per difendermi ora so che è necessario e doveroso farlo.

Una delle immagini trovate sulla pagina menzionata



Tornando all’incipit di questo articolo, la mia denuncia nei confronti degli amministratori di Vegano Stammi Lontano, querelati per diffamazione aggravata, è stata accolta e la pagina è stata rinviata a giudizio.

Dopo un anno e mezzo di attesa, il prossimo 5 Marzo 2019 si terrà l’udienza, dove sarò presente con il mio avvocato.
Spetterà al giudice stabilire se si tratta di diffamazione.

Vi terrò ovviamente informati con aggiornamenti inerenti al caso.

Colgo l’occasione per ringraziare di cuore Claudia, che mi ha dato l’input e la forza di denunciare nel 2017 quanto stavo vivendo.
Ringrazio Elisabetta e Guido, per il loro sostegno morale, le persone vegan che mi hanno espresso solidarietà (inclusi Gianluca, Matteo e Dora) e quelle che sentendo propria questa causa hanno deciso di sostenerne in parte i costi. Grazie infinite.
E’ attiva, per chi volesse unirsi, una raccolta fondi che diverrà in caso di buon esito donazione per santuari ed associazioni animaliste impegnate nella promozione del riconoscimento dei diritti animali.
Quegli animali che da morti, macellati e cucinati diventano protagonisti di post e meme.

Carmen

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