Archivio dell'autore: Carmen Luciano
In Risposta al Sindaco di Sulmona: L’Assoggettamento Animale Deve Finire
Care lettrici e cari lettori,
vi informo che l’iniziativa intrapresa ieri, mercoledì 20 marzo, in collaborazione con Martina di Piccioni Paralimpici per dire NO al lancio delle colombe in occasione della “Madonna che Scappa in Piazza” a Sulmona ha smosso decisamente gli animi.

Sono state tante le e-mail di protesta, inviate da persone sensibili ai diritti animali, indirizzate sia alla segreteria del Sindaco che alla Confraternita di Santa Maria di Loreto.
Pur non avendo ricevuto risposta privata ai nostri messaggi di posta elettronica (a parte la notifica di avvenuta registrazione protocollo della mail), la posizione del Sindaco Gianfranco Di Piero si è appresa mediante articoli di giornale, come quello pubblicato da ANSA nel pomeriggio di ieri.
ANSA riporta che per il primo cittadino “le colombe sono innanzitutto un simbolo di pace per la liturgia pasquale e fanno parte di un rituale che ha un carattere identitario per la comunità. In ogni caso i volatili, dopo essere stati liberati, tornano a casa, nella voliera. Non vengono esposti a rischi di morte. Non abbiamo mai ricevuto segnalazioni diverse nei decenni”
Dall’articolo pubblicato da Il Germe, si apprende inoltre che il suddetto avrebbe esternato quanto segue: “singolare che si ipotizzi un maltrattamento per animali che vengono liberati. Vorrei sapere se le tante persone che stanno riempendo la nostra casella di posta elettronica, ad esempio, mangeranno l’agnello a Pasqua, quello sì sacrificato”.
Viste le risposte alla nostra campagna di sensibilizzazione contro l’uso degli animali, è doveroso rispondere pubblicamente a quanto è stato diffuso mediaticamente.
Assieme a Martina, sono state messe in evidenza delle criticità reali alle quali vanno incontro gli animali allevati, abituati a essere alimentati dagli esseri umani, che si ritrovano all’improvviso immessi in un ambiente che non conoscono e nel quale non sanno dove procacciarsi il cibo.
Come spiega l’associazione Oipa, che condanna moralmente il lancio delle colombe e che si sta opponendo a quello tradizionale che va in scena a Modica (RG), “è un reato l’abbandono di animali che hanno acquisito le abitudini della cattività. L’art. 727 del Codice Penale prevede che: “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 euro a 10.000 euro“.
Purtroppo la triste usanza di liberare colombe non è in voga solo a Sulmona o a Modica per fine culturale-religioso, ma anche nel resto d’Italia per altro tipo di cerimonie.
La discutibile ‘bellezza’ di vedere delle meravigliose creature volare qualche istante in occasione di eventi e feste, anche quelle private, può costare la vita agli animali coinvolti.
Negli articoli diffusi in rete si parla di colombe che una volta fatte volare “dopo al massimo due giorni tornano da sole alla piccionaia privata nella quale sono allevate“. Piccionaia, ossia luogo di detenzione, definito bucolicamente addirittura “casa”.
Viene dunque da domandarsi, e da domandare al Sindaco e alla Confraternita che organizza questo evento, se gli animali abbiano un anello identificativo di riconoscimento alle zampe, se vi siano persone addette a controllare il loro effettivo rientro alla piccionaia e se gli animali facciano realmente, tutti assieme e nessuno escluso, rientro alla struttura.
Viene anche da chiedersi se questi animali siano allevati col solo scopo di essere usati come decori viventi per le varie cerimonie attuate ogni anno, o se il destino che viene imposto loro prevede anche la morte e il consumo dei loro corpi da parte, magari, di esseri umani che si ‘commuovono’ nel vederli volare dietro a una statua fatta scappare.
Al di là di queste domande, ciò che realmente conta e che vogliamo trasmettere all’amministrazione e alla Confraternita è che il focus deve essere mantenuto sul messaggio principale della nostra campagna di sensibilizzazione: gli animali non hanno religione e non devono essere usati.
Per secoli sono stati assoggettati per rituali dal fine identitario per la comunità, ma non è forse arrivato il momento di smetterla con queste pratiche di subordinazione e intraprendere la vera via del rispetto per le altre creature?
Condanniamo moralmente ogni tipo di allevamento, in quanto è mero assoggettamento animale alle volontà umane che oltraggia la spontaneità della natura e del suo ciclo vitale. Troviamo inaccettabile, nel 2024, che ancora si intendano le altre specie come creature dalle quali pretendere qualcosa, da piegare a un volere antropocentrico.
Pertanto rassicuriamo il primo cittadino sul tema dell’agnello pasquale: sulle tavole di chi ha inviato una mail di dissenso non finirà alcuna creatura innocente, in quanto i/le mittenti sono persone che ogni giorno non mangiano, digeriscono né defecano la sacra esistenza degli esseri senzienti che arricchiscono con la loro presenza questo pianeta che ospita anche noi.
Nessun animale fa nascere degli esseri umani per tenerli confinati in spazi delineati, e per usarli a piacimento. Nessun animale coinvolge la nostra specie per rituali, culti, tradizioni e usanze.
Triste che la nostra specie, che ostenta così tanta intelligenza, non abbia ancora preso il buon esempio da loro.
Continuiamo a chiedere a gran voce che durante la celebrazione della “Madonna che Scappa in Piazza” si smetta di utilizzare gli animali, poiché è doveroso rispettare il loro diritto alla libertà.
Carmen Luciano
Per chi non lo avesse ancora fatto, e desiderasse inviare una mail di dissenso:
Oggetto: BASTA ALL’UTILIZZO DI ANIMALI PER LA “MADONNA CHE SCAPPA”
Testo dell’email da inviare:
Gentile Sindaco Gianfranco Di Piero
Gentile Confraternita di Santa Maria di Loreto
invio questa e-mail per unirmi alla richiesta mossa da tante cittadine e tanti cittadini di interrompere la tradizionale usanza del lancio delle colombe durante la cerimonia de “la Madonna che scappa”.
Che siano animali allevati, che ritornino alla voliera, poco importa: condanniamo moralmente ogni forma di allevamento animale, che piega le altre creature al volontà antropocentriche umane.
Vi chiediamo di organizzare i festeggiamenti del vostro culto senza tirare in ballo gli animali, che per natura non hanno religione e che non dovrebbero essere coinvolti in nessun modo in eventi organizzati dalla nostra società e dalla nostra cultura.
Distinti saluti
Nome, Cognome, Città
Da inviare a:
info@confraternitasmdiloreto.it
gabinettodelsindaco@comune.sulmona.aq.it
Aggiornamento delle 18.00, 21.03.2024
Come spesso accade quando si difende la vita degli animali, qualcuno ha avuto il cattivo gusto di fare ironia sulla nobile attività di volontariato di Martina • Piccioni Paralimpici, definendo “idiozia” il dare voce alle altre specie e facendo battute a doppio senso.
È il caso di dire stendiamo un velo pietoso.



[PROTESTA] NO al Tradizionale lancio delle Colombe per la “Madonna che Scappa” a Sulmona
Care lettrici e cari lettori,
fra qualche giorno a Sulmona degli animali verranno coinvolti in un rituale religioso che non dovrebbe affatto tirarli in ballo: in primis per rispetto della loro esistenza e della loro incolumità, in secundis perché gli animali non hanno una religione e nei riguardi delle nostre invenzioni culturali non devono avere alcun obbligo.
Gli sfortunati protagonisti dell’ennesima usanza specista sono delle colombe bianche, che verranno “liberate” nella città durante la festa di paese intitolata “La Madonna che scappa in piazza“. Tale evento è organizzato dalla Confraternita di Santa Maria di Loreto, e avrà luogo la domenica di pasqua.
Come si può intuire dal nome della ricorrenza, verrà inscenata la fuga della Madonna.
Per rendere l’atto più suggestivo, oltre alla statua rappresentativa della suddetta, verranno fatte volare ben 12 colombe, tenute sotto la statua rappresentativa e “liberate”. Tutto questo con in sottofondo l’esplosione di mortaretti e botti.
Lo spavento che possono provare questi animali, impossibilitati a comprendere cosa stia accadendo, può essere solo immaginato:
allevati, si presume detenuti per scopi commerciali, con ogni probabilità venduti e acquistati,
tenuti assieme sotto alla statua del suddetto personaggio religioso ed infine fatti volare in cielo fra il rumore e i botti dei mortaretti e la confusione generale della folla che assiste ‘commossa’.
Il coinvolgimento di questi animali, del tutto innecessario, lascia alquanto perplessi e anche imbarazzati nel 2024.
Come ogni animale allevato e abituato a condurre una vita in subordinazione, le colombe fatte volare rischiano seriamente di andare incontro a tante difficoltà di cui, evidentemente, gli antropocentrici uomini di dio non tengono di conto: habitat che non conoscono bene (o affatto), improvvisa necessità di procacciarsi il cibo da sole pur non essendone abituate, pericolo di essere predate e altre problematiche collegate all’aspetto etologico e ambientale.
Tante, troppe criticità generate dal banale capriccio di volerle vedere volare per abbellire un momento di tradizione religiosa.
Se questa pietosa usanza va in scena ogni anno, che fine hanno fatto nel tempo le altre colombe usate nelle edizioni precedenti?

Accolgo con piacere e dovere morale, attraverso questo articolo, la campagna di sensibilizzazione e l’annessa protesta via email promossa da Martina • Piccioni Paralimpici per chiedere al Sindaco di Sulmona e alla Confraternita di smettere di utilizzare questi animali in occasione della “Fuga della Madonna”, avendo cura di trovare altri modi per festeggiare le proprie tradizioni senza coinvolgere gli animali.
Assieme a Martina, vi chiedo dunque di inviare una mail di protesta agli organizzatori affinché si smetta di usare le altre specie come fossero strumenti.
••ATTENZIONE: Nuovo testo a seguito delle novità che ci sono state sul caso••
→ Leggi l’articolo di aggiornamento.
Oggetto: BASTA ALL’UTILIZZO DI ANIMALI PER LA “MADONNA CHE SCAPPA”
Testo dell’email da inviare:
Gentile Sindaco Gianfranco Di Piero
Gentile Confraternita di Santa Maria di Loreto
invio questa e-mail per unirmi alla richiesta mossa da tante cittadine e tanti cittadini di interrompere la tradizionale usanza del lancio delle colombe durante la cerimonia de “la Madonna che scappa”.
Che siano animali allevati, che ritornino alla voliera, poco importa: condanniamo moralmente ogni forma di allevamento animale, che piega le altre creature al volontà antropocentriche umane.
Vi chiediamo di organizzare i festeggiamenti del vostro culto senza tirare in ballo gli animali, che per natura non hanno religione e che non dovrebbero essere coinvolti in nessun modo in eventi organizzati dalla nostra società umana.
Distinti saluti
Nome, Cognome, Città
Da inviare a:
info@confraternitasmdiloreto.it
protocollo@comune.sulmona.aq.it
gabinettodelsindaco@comune.sulmona.aq.it
Grazie a nome mio, di Martina, e degli animali di cui prenderete le difese.
Ciglia Finte in Pelo Vero di Visone: la Nuova Frontiera dello Specismo nel Mondo della Bellezza
Le ciglia, dal punto di vista anatomico, svolgono l’importante funzione di proteggere gli occhi dalla polvere e da altri fattori ambientali. Niente del corpo umano e di quello degli animali è lasciato al caso: esse con la propria presenza lungo il bordo delle palpebre contrastano l’ingresso di elementi esterni che possono in qualche modo influire negativamente sulle capacità visive e sulla salute stessa dell’occhio.
Dal punto di vista antropologico-culturale invece, sin dall’antichità, le ciglia (e gli occhi in generale) sono uno dei tanti elementi di bellezza del volto che vengono esaltati e valorizzati, anche attraverso il trucco.
L’utilizzo del mascara permette di pigmentare la parte più esterna delle ciglia, quella dal colore più chiaro e meno visibile dovuto all’esposizione al sole, facendole così apparire molto più voluminose e folte. Ciglia ampliate nel loro volume, curvate con il piegaciglia, ‘allungate’ mediante prodotti pigmentanti, e che contornano un occhio truccato con ombretti e kajal vanno a valorizzare lo sguardo, rendendolo sessualizzato.
La sessualizzazione, o erotizzazione, delle ciglia umane ha aperto le porte a nuove strategie per aumentare forme, lunghezze e volumi che vanno al di là del make up.
Il mondo dell’estetica e della bellezza infatti accoglie oggi la possibilità di intervenire sulla quantità di peli presenti nelle ciglia attraverso l’applicazione di ciglia finte, sovrapponibili a quelle naturali, e mediante le extensions. Per extensions si intendono ciuffetti di pelo, o peli singoli, da applicare one-to-one alla rima degli occhi, e che hanno una durata di tempo limitata.
Non vi sarebbe nulla di male in tali pratiche estetiche, se non fosse che ancora una volta gli animali finiscono usati per soddisfare vezzi umani.
Le ciglia finte infatti non sono sempre di materiale sintetico.
Esse, affinché lo sguardo assuma un aspetto più naturale possibile, sono spesso in pelo animale.
I visoni sono gli animali più utilizzati in assoluto dai marchi produttori di ciglia finte, che realizzano pacchetti di peli morbidi e scuri acquistabili dai centri di bellezza e di estetica.

E così, una persona che desidera per puro piacere personale rendere più attraente il proprio sguardo, può farsi applicare a pagamento delle estensioni alle ciglia realizzate con peli veri. Peli che appartenevano al manto di creature a cui è stata sottratta la pelliccia e negata la vita, dopo una breve esistenza trascorsa in attesa di diventare un oggetto.
Circa 50, 60 euro è il costo delle confezioni di peli veri di visone (mink fur, in inglese) che si possono acquistare in negozi fisici ed online. Anche in questo caso il prezzo più alto lo pagano gli animali.
Senza tirare in ballo nessuna marca in specifico, basta cercare nei motori di ricerca “ciglia visone” per imbattersi in numerosi negozi che vendono tali estensioni da applicare alle palpebre.
Alcuni negozi, senza alcuna vergogna, parlano di “confortevolezza, lusso e morbidezza garantiti“.
Lusso.. questo termine ricorda un’esternazione infelice resa pubblica da un noto stilista italiano al quale veniva contestato l’uso di piume e pellicce animali: “voi non sapete il lusso cosa sia”.
E per fortuna, non lo sappiamo, se questo ‘lusso’ ha dietro di sé una scia di sangue innocente.
Prendendo fermamente le distanze da questo nuovo business ai danni degli animali,
invito tutte le persone – quelle particolarmente attratte dall’idea di ritoccare la propria estetica – a tenere di conto della crudeltà che si può celare dietro di essa e a non sostenerla economicamente.
Se desiderate applicare extensions alle ciglia, sceglietele finte.
Non vi è nulla di bello nel farsi applicare componenti corporee di creature a cui è stata negata la vita. Come dico spesso, la vera bellezza non distrugge quella degli animali, esseri meravigliosi, unici nelle loro fattezze, che rendono questo pianeta un luogo magico.
Nessun animale sessualizza con peli tolti a cuoia umane il proprio sguardo.
Prendiamo il buon esempio.
Carmen
Suggerimenti di bellezza
Anche nel mondo del make up non manca lo specismo e lo sfruttamento animale.
Nelle matite occhi, così come nei mascara, possono esserci componenti di derivazione animale come la cera d’api, mentre nei rossetti, blush, matite labbra e ombretti possono esserci coloranti di origine animale come l’E120 (cocciniglia). Scegliete sempre cosmetici che utilizzano solo materie prime vegetali e che non testino i prodotti sugli animali come nel caso di PuroBio, Neve Cosmetics (non ha certificazioni ma i prodotti sono formulati vegan & non testati), Benecos ecc.
Consultate l’area Bellezza Cruelty Free per recensioni e altri consigli sul mondo beauty.
Dal 2003, appassionata di bellezza senza crudeltà.












Devi effettuare l'accesso per postare un commento.