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°°Palio di Siena Patrimonio Unesco? NO, Anacronistico Evento Specista del XXI Secolo°°

Care lettrici e cari lettori,
mercoledì 16 agosto 2023 si è tenuto nuovamente il Palio di Siena dedicato all’Assunta con le sue consuete corse con i cavalli, un evento specista sostenuto dalla Chiesa che solo una pandemia era riuscito a interrompere, e non per rispetto degli animali ma per antropocentrica ‘tutela della salute umana’.

Nonostante le proteste e gli insistenti inviti di associazioni animaliste, cittadine e cittadini a smettere di far correre gli animali coinvolti contro la loro volontà, riconvertendo la corsa in altra gara con soli umani consapevoli e consenzienti, nella Piazza del Campo la gara dei fantini sulla schiena dei poveri cavalli si è tenuta lo stesso.

Il cavallo assoggettato dalla Contrada della Giraffa, Abbasantesa, ha subito un infortunio gravissimo. Come spiega IHP Italian Horse Protection, l’animale si è spezzato l’anteriore destro.
Il momento in cui l’arto si rompe si vede perfettamente nelle immagini trasmesse in diretta televisiva, mentre non è visibile il momento in cui si è infortunato Antine Day, il cavallo dell’Istrice”, dice Sonny Richichi, presidente dell’associazione.

“Si tratta di un infortunio terribile e le stringate comunicazioni ufficiali del Comune di Siena ci lasciano perplessi. Il Comune si limita a dire che sono “perfettamente riusciti gli interventi di riduzione delle fratture”. Abbiamo guardato il video al rallentatore più volte e con il fermo immagine: si vede chiaramente il momento in cui l’arto si spezza. È un infortunio di estrema gravità. La missione statutaria di IHP è difendere gli equidi e il loro benessere. Riteniamo pertanto di avere titolo ad essere informati con trasparenza e nel dettaglio su entrambi gli infortuni che si sono registrati al Palio di ieri e sulle attuali condizioni di salute degli animali. Chiediamo quindi al sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, di adoperarsi perché la Clinica Veterinaria il Ceppo mostri i referti di entrambi gli interventi e fornisca informazioni sulla convalescenza. Sarebbe un importante segnale di trasparenza e di corretto dialogo istituzionale con chi, come noi, ha evidentemente posizioni diverse ma svolge un ruolo che interpreta attivamente il sentire di numerosi cittadini”, ha così concluso il presidente di IHP.

L’associazione ha condiviso anche il video che riprende il momento in cui il cavallo si spezza l’arto. Le immagini sono davvero forti, tolgono il respiro e mettono a dura prova la sensibilità di chi soffre al solo pensiero che questi animali siano utilizzati per un motivo così futile come una corsa medievalistica circondata da interessi economici.
Video QUI.

In un secondo comunicato, IHP ha spiegato:
“abbiamo chiesto alla sindaca di Siena Nicoletta Fabio di mostrare con trasparenza i referti della clinica sui cavalli Abbasantesa e Antine Day (quest’ultimo non appare nel video) che sono stati portati in clinica e operati dopo la corsa del 16 agosto. In particolare, Abbasantesa aveva subito la frattura completa di un anteriore, come si vede in questo video: vista la gravità dell’infortunio, non ci basta lo striminzito comunicato diffuso ieri da Comune. Oggi abbiamo scritto via PEC rinnovando la richiesta, visto che non ci è arrivata alcuna risposta.
Intanto vi invitiamo a scrivere al Comune e alla Regione cosa pensate a proposito della malsana idea di chiedere di fare diventare il palio “patrimonio UNESCO”.

Come se non bastasse la gravità del fatto che a Siena si continua a utilizzare in modo innaturale i cavalli (gli animali non esistono al mondo per far sollazzare gli esseri umani) infatti, ha dato il suo imbarazzante contributo il presidente della regione Toscana Eugenio Giani, dal quale non mi sento in nessun modo rappresentata, esternando che al Palio di Siena serve il riconoscimento come Patrimonio dell’Unesco.
Una vera vergogna pensare che un atto di mera subordinazione di meravigliosi animali a quella fetta di umanità specista a cui fanno parte istituzioni, organizzatori e folla acclamante possa essere un patrimonio educativo e da proteggere.

Foto: Ansa



L’invito dell’associazione IHP Italian Horse Protection, che sostengo attivamente attraverso questo articolo, è quello di controbattere a queste affermazioni con una mail di dissenso per far comprendere che non solo non desideriamo che il palio diventi patrimonio Unesco, ma che pretendiamo si smetta di utilizzare animali per la sua realizzazione.


Email da inviare a:
sindaco@comune.siena.it
eugenio.giani@regione.toscana.it

Testo:

Gentile Nicoletta Fabio,
Gentile Eugenio Giani,

ancora una volta nella Piazza del Campo a Siena delle povere creature si sono ferite a causa della condanna che pende sulla loro esistenza: correre per farvi divertire, e per tenere in piedi gli interessi del vostro palio.
Scrivo questa e-mail di dissenso promossa dal blog animalista Think Green • Live Vegan • Love Animals accogliendo l’invito dell’associazione IHP Italian Horse Protection a manifestarvi il mio pensiero in merito.
Il palio potrà anche essere un evento suggestivo con i suoi richiami storici a epoche passate, ma è a tutti gli effetti un chiaro esempio di specismo e di come l’essere umano si appropri del corpo degli animali per interesse personale, incluso quello ludico.
Il fatto che una pandemia abbia bloccato le corse e non l’empatia, dice molto sulla vostra etica.
Nonostante i 43 cavalli che hanno perso la vita nelle edizioni passate, nonostante le costanti proteste che giungono da ogni parte d’Italia, voi continuate imperterriti le vostre azioni che subordinano gli animali che sono coinvolti, e li incatenano alle vostre antropocentriche volontà.

Siamo stanchi e stanche di vedere cavalli scivolare, ferirsi, spezzarsi le ossa del collo, delle zampe mentre degli uomini li sovrastano con una frusta in mano. Frusta realizzata in pene di vitello essiccato, come indicato sul sito ilpalio.siena.it: una duplice vergogna.
Siamo inorriditi e inorridite ogni volta che ci giunge notizia di un nuovo infortunio, o di una nuova eutanasia perché “i cavalli sono animali delicati e se si feriscono a volte non sono recuperabili”.
Ed è inutile che cerchiate di edulcorare gli incidenti che avvengono in quella maledetta piazza con le cure che destinate a quelle creature domate che finiscono nelle vostre mani: è il minimo che possiate fare, curarle, ma potete far di meglio.
È necessario che SMETTIATE una volta per tutte di avvalervi del loro utilizzo per le vostre eticamente discutibili usanze e tradizioni. È necessario che realizziate in maniera definitiva che i cavalli non sono presenti al mondo per servirvi, farvi divertire e per intrattenere umani che mai vorrebbero prendere il loro posto.
Siamo qui a dirvelo da anni, e continueremo a oltranza finché questa gara che si gioca sulla schiena, sulla salute e sulla vita di questi meravigliosi animali non cesserà.

Patrimonio nell’Unesco?
NO, vergognoso esempio di assoggettamento, di violenta supremazia umana su una specie animale che nel XXI secolo non dovrebbe più esistere.

Saluti.

Nome, Cognome, Città



Ringrazio tutte le persone che vorranno prendere parte attiva a questa protesta,
inviando una mail col testo sopra indicato o scritta di proprio pugno.


Carmen.


°°Intervista a Stefania Montalto: L’Angelo dei Conigli Tormentati dagli Umani°°

Care lettrici e cari lettori,
in questo articolo condivido con voi l’intervista che ho fatto a Stefania Didì Montalto, una persona sensibile che da tempo ha abbracciato uno stile di vita non violento e che ha salvato tante anime innocenti da condizioni terribili. Ci siamo conosciute tramite Facebook, ed è stato proprio un suo commento lasciato sulla mia pagina – dove parlava dell’aver salvato dalla sperimentazione animale tanti conigli- ad avermi fatto desiderare di intervistarla.
Le sue parole mi hanno profondamente commossa al punto di piangere, sia per il realizzare di quanta sofferenza arrechiamo alle meravigliose creature che esistono assieme a noi su questo magico pianeta, sia perché è salvifico per l’anima sapere che in questo mondo esistono anche persone come lei, che non ti fanno sentire sola/o ad affrontare il male.

Il suo vissuto e il suo esempio sono molto importanti, e meritavano di essere condivisi con voi.

Buona lettura.

•••

Stefania e Isabella


Ciao Stefania, benvenuta sul mio blog e grazie per aver accettato questa intervista che raggiungerà tante persone sensibili e, si spera, potrà sensibilizzarne tante altre.
In quale periodo della tua vita è nato l’amore che ti contraddistingue per gli animali?


Innanzitutto, ciao a tutti e grazie per lo spazio che mi state dedicando; mi fa molto piacere poter condividere con voi la mia esperienza di volontaria.
Ho sempre avuto una naturale propensione e grande amore verso di loro; tutti: insetti e
rettili inclusi (che generalmente sono quelli che suscitano meno empatia e simpatia).
Tuttavia, quando una trentina di anni fa venni a contatto con riviste cartacee (allorché internet non esisteva) che parlavano di pellicce, vivisezione, caccia, circo e tutto il peggio perpetrato a danno degli animali, decisi di spendermi per la loro causa in ogni modo possibile; incluse scelte di vita non proprio allineate o facili ma sicuramente utili agli animali. Poi, ovviamente, volontariato nei
canili, gattil. E ancora, attivismo, manifestazioni, salvataggi veri e propri fino alla scelta definitiva di creare io stessa, 13 anni fa, una sorta di piccolo rifugio chiamato “ConigliAmo”: un vero e proprio punto di riferimento informativo e reale dedicato ai conigli recuperati da situazioni varie di incuria e abbandoni. Principalmente conigli destinati alla macellazione,
malati, storpi o provenienti dai laboratori di sperimentazione; animali talmente disastrati fisicamente e psichicamente che faticavano a trovare una sistemazione.

Quindi perché non accoglierli e dimostrare loro che non tutte le mani umane
vengono per nuocere, uccidere, torturare ma anche per salvare, curare e coccolare?


Quando sei diventata vegan? Che idea avevi del veganismo prima di abbracciarlo e quali sono stati i tuoi pensieri in merito dopo aver intrapreso tale scelta?

Sono diventata vegana nel 2007. Prima ancora ero vegetariana – da circa 7-8 anni – proprio a seguito delle brutture che lessi sugli animali o vidi nei canili. Premetto che non ho mai amato la carne nemmeno da piccolina e l’unico modo di farmela mangiare era non farla somigliare a ciò che era ma piuttosto ad una suola da scarpe bruciata. Quindi la transizione a vegetariana e poi il passaggio definitivo a vegan fu assolutamente naturale e quasi scontato; è ovvio che i condizionamenti ci fossero, con le varie credenze e pregiudizi che ci si porta dietro dalla nascita: dalla “carne che fa bene”, allo “se smetti di mangiarla starai male” ecc. Ma l’andare contro questi falsi miti fu il primo passo verso la liberazione dai fardelli mentali ereditati dalla società. Una conseguente nuova visione delle cose, un nuovo mindset.
Fu con l’avvento di internet che mi si aprì un mondo orribile. Guardai appositamente e forzatamente tanti di quei video brutali e strazianti sugli allevamenti da carne e da latte, documentari sulle pellicce, sulla vivisezione, filmati sui circhi, acquari, zoo che rimasi svariati mesi sotto shock prendendo la decisione di cambiare stile di alimentazione; in primis, passando al vegano; poi, ovviamente, di vita e di priorità: resettandomi il cervello dai traumi che i video di cui sopra mi procurarono. E fu la cosa migliore della mia esistenza perché era questione di essere coerente verso me stessa ,verso gli animali e verso gli altri.
Solo facendo mio quel genere di dolore inaudito capii la vacuità e l’inutilità della vita stessa, di come ero vissuta inconsapevolmente, di come tanti, troppi stessero ancora vivendo inconsapevolmente e ancora quanti continuassero a tenere la testa sotto la sabbia consapevolmente pur di non cambiare nemmeno mezza abitudine – come tutto fosse insulso in quanto dolore silenzioso e invisibile nascosto dalle persone alle persone stesse: perché intanto “sono solo animali” e non meritano neanche considerazione; perché “sono fatti apposta per essere mangiati, sono sulla terra per noi”.


Hai mai subito discriminazioni o ingiustizie per la tua sensibilità?

Assolutamente sì!
A partire dalla famiglia di origine con cui ho chiuso ogni rapporto, non fosse altro per l’incapacità cronica di essere un nucleo sano e accogliente dove albergassero empatia, rispetto e amore in generale. Poi, chiaramente, atti non proprio encomiabili da diverse persone non limitati soltanto alla derisione (che per conto mio rappresenta l’atto più meschino, dal momento che, almeno io, mi impegno concretamente a non genere loro sofferenza; quanto meno cercando di limitare i danni causati da un sistema marcio dalla base: grazie anche a chi fa dei propri paraocchi una giustificazione). Ancora, boicottaggi più o meno nascosti verso la mia attività con i conigli, danneggiamento agli animali stessi con gravi conseguenze, minacce di vario genere incluse quelle di morte.

Ma non è servito assolutamente a farmi desistere né a scalfire il mio credo o la mia costanza: anzi, hanno cementato in me la convinzione che valga molto di più la pena difendere gli animali proprio da gente simile.

Stefania e Gardis



Hai detto di aver salvato dei conigli: qual è la loro storia?

Come accennato precedentemente, ho iniziato ad interessarmi concretamente e a titolo di volontariato verso i conigli quando ancora non erano diffusi come animali da compagnia nella seconda metà degli anni ’90; proprio perché non se ne parlava di loro come pets e non avevano alcun tipo di visibiltà piuttosto che diritti iniziando dunque a “collezionare” veri e propri “scarti” (a differenza di cani e gatti che beneficiano di un po’ di tutela e, soprattutto, ci si occupa di loro da
molti anni attraverso associazioni varie, volontari e strutture apposite).
Oltre 2000 sono passati per le mie mani (e non sono niente rispetto al resto dei milioni; lo so)… ma sono comunque un numero di creature senza chance che con sacrificio totale di tempo, di soldi, di vita, sono riuscita a rimettere in sesto levandoli da morte certa: tutto da sola! Vorrei che questo fosse uno sprone a chi dice “io non ce la posso fare” – non una dichiarazione di superbia.
Conigli abbandonati perché diventati ormai un giocattolo “vecchio” o un regalo indesiderato; ritrovati nei bidoni della spazzatura, conigli abbandonati con le orecchie pinzate con la spillatrice da ufficio, buttati nei parcheggi, in mezzo alla
strada, nei fiumi, addirittura vaganti nella carrozza di un treno; conigli usati come palloni e presi a calci in giochi di squadra, conigli mutilati soltanto perché albini, coniglietti dimenticati nello sgabuzzino, in gabbia senza cibo per mesi ridotti a delle larve
, conigli abbandonati a sé stessi e lasciati morire di stenti in gabbie sfondate e invase da topi in allevamenti dismessi; una coniglia legata ad un palo e presa a bastonate incinta, conigli con malattie genetiche a seguito
dei disastri effettuati dall’uomo negli allevamenti sia da carne che in quelli amatoriali da compagnia; incroci tra esemplari consanguinei per esempio che determinano poi tare genetiche in condizioni di vita aberranti, conigli malformati o deformi, soprattutto fra quelli destinati al consumo, magari parzialmente o completamente paralizzati o con la spina dorsale spezzata a volte deliberatamente (non c’è mai limite alla crudeltà umana).
Purtroppo, i conigli vengono macellati all’età di 4-5 mesi, quindi ancora cuccioli. Per cui poco importa che siano deformi o abbiano patologie ereditarie dal momento che non diventeranno mai adulti. Grazie ai volontari sparsi un po’ ovunque in Italia, da diversi anni, questo genere di conigli esce dagli allevamenti con l’opportunità di sopravvivere. Allora sì tocchiamo con mano la realtà che cela l’industria della carne poiché le magagne escono fuori tutte nel corso del tempo.
Per non parlare poi dei meravigliosi ma più sfortunati ancora conigli da laboratorio, una rete assolutamente a parte con vissuti molto pesanti che macchiano di nera vergogna l’umanità indelebilmente. Le storie dei recuperi, dei salvataggi non sono mai leggere o allegre, il lieto fine dobbiamo darglielo noi.

Cosa ti ha spinto a scrivere un libro su di loro?

Piccole Luci” è un libretto autoprodotto in cui raccolgo 25 anni di volontariato sotto forma di aneddoti e storie vere vissute a contatto con questi meravigliosi animali; sono i lieto fine che queste creature hanno avuto dopo il loro passato, prima di andare oltre l’arcobaleno.
Mi sembrava fosse doveroso tributare un omaggio agli animali che hanno incredibilmente salvato la mia vita alla lettera e a più riprese (e se leggerete il libro scoprirete come e perché..), restituendone in primis il senso perduto ma soprattutto ridare ai conigli, per troppo tempo considerati esclusivamente come cibo, la dignità di esseri senzienti. Ancora sottovalutati e sconosciuti, hanno delle potenzialità in termini di empatia ed intelligenza incredibili: un coniglio
se “ascoltato” e messo in condizione di esprimere la sua essenza e non relegato alla mera funzione ornamentale, è al pari di cane o gatto in tutto
. Cambia solo l’aspetto esteriore.
Li ho definiti piccole luci non a caso: nessuno di loro è volato via senza prima aver avuto un ruolo fondamentale: conigli che aiutano altri conigli ancora più sfortunati, amicizie speciali fra specie diverse, amori senza fine di conigli separati anzitempo, conigli da guardia e conigli crocerossini: non sono “solo” conigli… Sono I CONIGLI !


Hai un messaggio che desideri mandare a lettrici e lettori?

Non scoraggiarsi né farsi scoraggiare o condizionare eccessivamente da agenti esterni nella scelta etica, intelligente nonché salutare per mente, corpo e ovviamente animali/ambiente, di cambiare prospettiva optando non solo per un’alimentazione veg ma anche aprendosi ad un nuovo modo antispecista di pensare, di sentire la vita nostra e degli altri esseri viventi, incluse piante.
Ognuno di noi può fare la differenza con semplici e graduali scelte quotidiane, è da noi stessi che parte la libertà e il cambiamento. Pare sia stimato che ogni singolo vegano, non mangiando animali e derivati, salva con la sua scelta, ben 900 animali d’allevamento all’anno!
E questo non vuol dire fare già la differenza?





© Carmen Luciano

°°[Pisa] Cercasi Adozione del Cuore per Dragon°°


Dragon è un micio molto giovane, ha circa 8 mesi di età.
“Viveva” in un campo dove è rimasto ferito e dolorante chissà per quanto tempo, sicuramene non per un breve periodo.
Dragon è stato recuperato da volontarie di Pisa.
La zampa, non più recuperabile, è stata amputata.
Inoltre è stato sterilizzato e testato e risulta negativo sia a fiv che felv.
Si cerca adozione del cuore per lui ❤️
Qualcuno che lo accolga e gli dia il tempo di sciogliersi, ambientarsi e capire che si può fidare.
Qualcuno che abbia un cuore grande e pazienza.
Preferibilmente una famiglia senza bambini, dai quali è terrorizzato.
Adozione in appartamento o giardino in sicurezza.

Per informazioni e adozione contattare via messaggio
Sara 3470648227
Jenny 329 9614530

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