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°°[Intervista] Lola Marco: Super Mamma Vegan fra Allattamento, Autoproduzione e Ricette Vegetali°°

Se è vero che il lato positivo dei social network è quello di avvicinare persone che nella realtà magari non si sarebbero mai conosciute, è proprio grazie ad essi se ho potuto scoprire che al mondo esiste Lola Marco Gisbert.

Lola, con la quale ho stretto amicizia virtualmente qualche anno fa, è una delle persone che più ammiro, e per le quali nutro sincera stima.

Giovane, bella, sensibile, rispettosa della vita degli animali, amorevole nei confronti della natura, piena di interessi. E’ madre di un bellissimo bambino, vegan come lei, che ho visto crescere nel suo grembo e venire accolto al mondo circondato da tenerezza e affetto. Il bello di seguire la vita altrui attraverso attimi immortalati in foto condivise.

Lola è una ragazza troppo graziosa ed empatica per rimanere un semplice contatto fra quelli coi quali interagisco. Credo sia una persona capace di dare buon esempio, e pertanto eccomi qui, in questo nuovo articolo interamente dedicato a lei dove attraverso le mie domande ha raccontato qualche dettaglio di sé.

LolaeLorenzo

• Ciao Lola.
Come è nato in te il desiderio di diventare vegan?
La fonte di ispirazione è stata la mia gatta. E’ avvenuto circa 5 anni fa, un giorno l’ho
guardata e mi sono chiesta “perché continuo a mangiare gli animali?
E’ coerente scegliere di mangiare una mucca o una gallina e non un gatto? Perché questa grande ingiustizia se loro soffrono allo stesso modo?”
Credo che questo pensiero lo portassi dentro di me da molto tempo, sicuramente
dall’infanzia, ma non avevo avuto l’opportunità di aprire gli occhi. Questo mi ha aiutato a fare il primo passo e a riflettere sul fatto che gli animali sono individui con sentimenti e che non possiamo essere empatici solo con gli animali domestici e non con quelli “da fattoria”, quelli dimenticati. Allora ho cominciato un bellissimo percorso di vita insieme a colui che ora è mio marito, un percorso che ci ha migliorato a 360° e che non potevamo non scegliere anche per nostro figlio.

Che rapporto hai con la natura e i suoi abitanti?
Il mio rapporto con la natura è in continua evoluzione, ogni giorno mi faccio nuove
domande e provo a migliorarmi. Non solo non consumiamo prodotti animali ma evitiamo anche gli indumenti in pelle, pellicce, lana e seta, e sempre per questione etiche non visitiamo zoo, acquari, circhi o fattorie didattiche. L’ultima scelta consapevole per rispetto verso la natura è stata l’uso dei pannolini lavabili che utilizziamo per il nostro piccolo da quasi un anno. Siamo molto soddisfatti!

Sei mamma di un bellissimo bambino: raccontaci la tua esperienza con la gravidanza vegan.
Da un anno e mezzo sono mamma di un solare bimbo di nome Lorenzo, anche lui segue un’alimentazione a base vegetale. A 6 mesi abbiamo iniziato l’alimentazione
complementare a richiesta (auto-svezzamento) insieme al latte di mamma ed è sempre cresciuto benissimo. Il nostro pediatra quando andiamo a fare i controlli ci da sempre lo stesso benvenuto dicendo “signora, questo bimbo è una meraviglia!”.
Ho vissuto una bellissima gravidanza vegan, sono stata fortunata a non aver mai avuto nemmeno uno dei sintomi tipici, le mie analisi erano sempre perfette e avevo tantissima energia. Già da prima del concepimento ho cominciato a documentarmi sull’alimentazione vegan in gravidanza e allattamento, e poi per lo svezzamento del bambino. Devo dire che oggi in italia c’è tanta preparazione e si trova facilmente della bibliografia su alimentazione in gravidanza, allattamento e svezzamento. E’ stato anche molto utile poter contare sull’aiuto diretto della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana [1] e la sua rete di professionisti sempre disposti a risolvere i tuoi dubbi su integrazione, esami da fare, ecc.
Mi piacerebbe consigliare due libri che ho trovato molto validi nel mio percorso:
il testo della Dottoressa Luciana BaroniIl piatto veg mamy” su alimentazione in gravidanza e allattamento e il testo di Francesca GregoriMaria Teresa TosattiSvezzamento veg” sull’alimentazione complementare o autosvezzamento.

Chi ti segue sa che stai proseguendo con l’allattamento al seno: cosa ti senti di
consigliare alle altre mamme?
Allatto al seno il mio bambino di 18 mesi, e anche se abbiamo iniziato con qualche
difficoltà ne è valsa la pena. E’ stata ed è un’esperienza meravigliosa, forse una delle più  belle ed intense della mia vita. Il latte materno è l’alimento principale durante il primo anno di vita e come ogni mammifero solo quello specifico della specie riesce ad essere perfetto per il proprio cucciolo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità [2] consiglia di allattare non solo per tutto il primo anno ma anche durante il secondo anno di vita del bambino e se mamma e bimbo lo desiderano anche oltre. E questo è dovuto al fatto che il latte materno non smette mai di essere nutriente, cambiando la sua composizione a seconda delle necessità del bambino. Questo alimento prezioso fornisce anche una protezione immunologica al bambino oltre che una buona dose di coccole. Il mio bimbo anche se mangia di tutto continua ad integrare con il latte di mamma e ancora fa le sue 6-8 poppate nell’arco delle 24 ore. Mi sento di consigliare alla mamma che desidera allattare il suo bambino di informarsi già durante la gravidanza proprio per non seguire
eventuali consigli sbagliati, e in caso di problemi contattare la figura professionale che si occupa di allattamento, le Consulenti Certificate. Mi piacerebbe poi
consigliare un prezioso libro molto conosciuto in Italia sull’allattamento:
Un dono per tutta la vita” di Carlos Gonzalez.

• Svelaci un piatto o una merenda a cui il tuo bambino non sa resistere.
Per merenda il mio bimbo adora molte cose, il pane con Tahin (crema di sesamo), gli
avocadi, la frutta secca, la frutta fresca, yogurt di soia, la torta e grissini fatti in casa.
Un piatto per cui va matto? Le polpettine di lenticchie e grano saraceno con sugo di
pomodoro, o la pasta di farro con crema di anacardi, fave spezzate e piselli, e tanti tanti altri 🙂

 

Lorenzo

Il piccolo Lorenzo

Sei molto interessata in autoproduzione e al ritorno alla vita semplice: secondo te lo stile di vita eco-compatibile può essere d’esempio e raggiungere tante persone?
Di solito si pensa che l’autoproduzione toglie molto tempo ed energia ma la verità è che basta sapersi organizzare e diventa facile e veloce! Sembrerà esagerato, ma impiego più tempo e fatica ad andare ad acquistare i grissini che a farli 🙂
Lo stesso per il pane, imposto la macchina del pane la sera e abbiamo pane fresco anche per la mattina. Stessa cosa per i dolci, qui ne inforniamo tanti e li trovo un ottimo modo per creare delle merende nutritive mettendoci dentro tanti ingredienti che raramente troviamo nei prodotti già fatti, usando ad esempio farine di qualità, frutta secca, semi vari, ecc. L’autoproduzione in cucina è un modo economico e salutare per far da magiare ai nostri piccoli, ed è anche una bellissima esperienza educativa per coloro che presto decideranno di mettere le mani e partecipare 😉
Da quando è nato il nostro cucciolo ho cominciato anche a fare prodotti di igiene per la casa a base di oli essenziali ed altri prodotti naturali. Nel mio piccolo provo ad incoraggiare le mamme a ridurre il consumo di prodotti animali e a cercare di praticare una cucina genuina, semplice e ovviamente fatta in casa. Il ritorno
alle origini in certi aspetti della nostra vita non può che giovare a noi stessi e alla natura, per questo mi auguro che sempre più persone si rendano conto che il contributo di ciascuno di noi è importante, lo dobbiamo alla natura, agli animali e ai nostri figli.

 

Un affettuoso ringraziamento a Lola per essersi prestata per questa mia intervista.

 


[1] SSNV Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – www.scienzavegetariana.it
[2] http://www.who.int/fr/news-room/detail/11-04-2018-who-and-unicef-issue-new-guidance-to-promote-breastfeeding-in-health-facilities-globally

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°° [ Intervista ] |Genitori Vegan Raccontano : ” I nostri figli stanno benissimo ” °°

Fino a qualche decennio fa sembrava utopia..
Adesso eccoci qua ad ammirare coi nostri occhi la presenza nella società di splendide famiglie vegan, formate da genitori con un amore infinito per gli animali intenti a trasmetterlo anche ai propri figli.

Da tempo desideravo scrivere un articolo su questa tematica davvero importante, e oggi eccomi qui a concretizzare il desiderio grazie alla preziosa collaborazione di coppie e genitori vegan.
Ho intervistato per voi questi genitori speciali.
Sono pieni di ideali e di rispetto per ogni forma di vita presente sul pianeta. Sono persone che condividono la stessa filosofia di vita e che si sono “trovati” fra tanti.

Luoghi comuni, stereotipi e notizie piene di disinformazione stanno cercando di etichettare i genitori vegan come modelli da non seguire, come individui che metterebbero a repentaglio la salute dei loro bambini scegliendo per loro un’alimentazione 100% vegetale lontanissima da quella convenzionale ( piena di animali e derivati ).
Come tutti sappiamo, il ruolo del genitore è uno dei più importanti e al contempo difficili a questo mondo proprio perchè si ha la responsabilità enorme di far crescere nel migliore dei modi possibili una nuova vita, un nuovo individuo che si formerà in base a ciò che lo circonda e secondo l’educazione e gli stimoli ricevuti.

Che crescere i propri figli in salute seguendo uno stile di vita vegan sia possibile ce lo racconta
Michela V., 37 anni, madre di un bimbo di 5 anni di nome Nicola.
Michela è diventata vegana nel settembre 2011 e per lei le porte di questa filosofia di vita si sono aperte proprio dopo aver avuto suo figlio.

<< Ho letto molti libri e mi sono informata parecchio prima di scegliere questa alimentazione per mio figlio. Per sicurezza poi sono stata anche all’ambulatorio di nutrizione vegetariana in età pediatrica a Verona del dottor Leonardo Pinelli e mi è stato dato qualche suggerimento in più. >> spiega.

Suo figlio Nicola non ha nessun tipo di problema di salute.
Della dieta vegan ha un’opinione ben chiara:

<< Penso sia l’alimentazione più adatta e naturale per la crescita un bambino sano e la consiglierei a tutti i genitori.
Ne conosco altri che fanno seguire ai loro figli questo tipo di alimentazione e i loro figli sono in ottima salute >> racconta Michela.

Ovviamente le critiche da parte di chi ignora molte cose non tardano ad arrivare, ma per fortuna raramente le sono state mosse contro.

<< All’inizio non è facile affrontare certe critiche perché molte persone non sono informate e spesso parlano a sproposito. Ma ora cerco di affrontarle nel modo più sereno e costruttivo possibile con chi ha davvero voglia di ascoltare. Con chi invece critica e basta penso sia meglio lasciar stare qualsiasi discorso >>.

Le due notizie su presunti bambini vegan finiti all’ospedale a causa della loro alimentazione ha sollevato un polverone mediatico che ha tirato in ballo la serietà e la reputazione di tantissimi genitori vegan. In merito a questo Michela ci da una sua opinione:

<< Beh, che dire..
Innanzitutto queste due notizie sono state alla fine smentite poco dopo. I bambini in questione non erano vegani, erano proprio stati svezzati inadeguatamente.
Poi la cosa che più mi fa arrabbiare è che quando è un bambino “onnivoro” ad essere denutrito o a soffrire di problemi di salute, tutti puntano il dito contro quei due genitori accusandoli di non aver saputo crescere adeguatamente il loro figlio.
Quando invece capita ad un bambino vegano di sentirsi male purtroppo si punta il dito non sulla singola coppia di genitori ma su tutti i genitori vegani che decidono di alimentare allo stesso modo i loro figli. E questo lo trovo scorretto >>.

Vi mostriamo due foto che ritraggono il piccolo Nicola alle prese con esperienze nella natura  🙂

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Se come prima testimonianza abbiamo avuto una mamma che non aveva mai immaginato di alimentare un giorno i propri figli in modo vegan e che poi si è piacevolmente  ricreduta, adesso abbiamo una seconda testimonianza da parte di una coppia che già fantasticava sull’avere figli vegan.

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Alessandro, 43 anni, e Marina, 42, sono una coppia di genitori vegan che vivono al sud Italia.
Hanno deciso di diventare vegani rispettivamente 4 e 12 anni fa.
Due anni fa dal loro amore è nato Alessio, vegan dal concepimento.

Prima di decidere di avere un bambino si sono documentati molto.
Ci raccontano :

<< Fin dalla gravidanza abbiamo avuto un’attenzione maggiore per il suo benessere e la sua crescita attraverso l’alimentazione. Personalmente siamo due genitori che studiano e si documentano molto e questo ci ha dato modo di creare per lui una dieta equilibrata. Purtroppo spesso ci è capitato di confrontarci con medici indottrinati da una medicina/alimentazione “tradizionale” che ne sapessero davvero poco sul nostro stile di vita >>.

Nonostante il carente interesse e la precaria informazione sul veganismo da parte dei medici disponibili nel loro territorio, il bimbo seguito da entrambi gode di ottima salute.

<< Nostro figlio sta straordinariamente bene. È vivace, attento e perfettamente in linea con i percentili di crescita >>
spiega la coppia che l’alimentazione vegan la consiglia a tutti.
<< Per noi che lo seguiamo da anni possiamo tranquillamente affermare che è lo stile di vita migliore da adottare, anche per un bambino, e lo consigliamo sempre a chiunque si interessi anche solo per curiosità >> aggiungono.

Anche Alessandro e Marina hanno dovuto far fronte a critiche per la scelta di alimentare il proprio bambino in modo naturale.
Ammettono :

<< Siamo continuamente bersaglio di critiche. Cerchiamo di spiegare semplicemente le motivazioni delle nostre scelte, ci mostriamo come esempio e spesso proprio chi ci critica rimane senza argomenti per controbattere >>.

Sul caso dei due bambini vegan finiti in ospedale danno la loro opinione:

<< Pensiamo che i media dovrebbero prestare altrettanta attenzione verso la malnutrizione onnivora e ancor più verso l’obesità infantile, invece di demonizzare uno stile di vita sano e corretto quale è quello vegan dando delle informazioni fuorvianti. Purtroppo a volte si ha a che fare con dei genitori disinformati e vegani fai-da-te del tutto impreparati,
che per ignoranza o orgoglio non chiedono aiuto >> .


Anche Concetta, 30 anni, ha alimentato sua figlia in modo vegan sin dal concepimento.
La piccola Ginevra, che adesso ha 8 mesi, è stata allattata fino ai 7 con solo latte materno.
Da un mese la bambina è in fase di svezzamento vegano, seguita dal dottor Luciano Proietti.

<< La mia è stata un’ottima gravidanza >> inizia a raccontare Concetta.
<< Non  ho avuto nessuna carenza e le mie analisi mese per mese erano sempre perfette. Anche negli ultimi mesi nonostante la “mole” mi sentivo attiva e piena di energia!
Il 12 febbraio è nata Ginevra, 3.640 kg x 50 cm !!
É nata bella grossa e ha continuato a crescere bene, sia in peso che in lunghezza, sempre sopra la media! >> spiega.
<< Da quando abbiamo iniziato lo svezzamento Gin ha subito gradito le pappe!
Mangia volentieri ed è il ritratto della salute! Io e mio marito siamo convinti della nostra scelta nonostante l’ostracismo di alcuni parenti e della pediatra della mutua. Andiamo avanti per il bene di nostra figlia (e non solo!) >> aggiunge.

Concetta e suo marito quotidianamente condividono con la loro bambina l’amore per gli animali.
Ginevra infatti ha 3 fratellini pelosi: 1 cane, Simba, e 2 gatti, Nerone e Ottaviano, che adora.

<< Crescerà imparando il rispetto per tutte le creature del mondo! >> conclude.


Un’altra testimonianza vegan è quella della coppia formata da Giorgia, 27 anni, e da  Manuel Comandini , entrambi di Cesena.
Sono diventati da poco genitori di Libero, un bellissimo bimbo biondo , vegano dal concepimento.
Tra la casa, il bambino e gli impegni di lavoro legati al Mommut Outlet Concept Store 0-14 di cui è co-fondatrice, Giorgia ha aderito volentieri all’iniziativa facendosi intervistare e regalandoci delle foto davvero bellissime.

<< Ad Aprile 2016 per me saranno già 3 anni di veganismo ❤ >> racconta.

La decisione di alimentare allo stesso modo suo figlio era già stata presa in precedenza.

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[ Ph: Marta Tomassetti – Chamise RICADO di Beatrice Placucci ]

<< Durante i 9 mesi di gravidanza io e Manuel ci siamo informati tanto tramite libri, testimonianze, conferenze ed incontri con medici/ nutrizionisti e ricercatori >> spiega.

proprio sulla gravidanza vegan Giorgia racconta:

<< E’ un momento unico nella vita di una donna
con i suoi momenti si e momenti no.
Nel complesso ho vissuto una gravidanza tranquilla,
ho preso solo 9/10 kg (il minimo),  non ho mai avuto nausee, vomito, ho lavorato fino al giorno prima del parto, trasportato cose pesanti, mai sentito troppo il peso della pancia o la stanchezza, sopportato il caldo essendomi fatta tutti i mesi di questa torrida estate.
Ho sempre mangiato quello che mi andava
, assumendo come integratori unicamente la vit D e B12. Ho riscontrato solo due problemi: alla tiroide curata purtroppo con un farmaco e infezione vaginale curata con l’omeopatia, situazioni che possono tranquillamente succedere in gravidanza poiché ogni valore e ormone è alterato, pur non avendo mai avuto prima problemi di questo tipo. >>

Per affrontare al meglio l’arrivo del loro bambino, Giorgia e Manuel si sono documentati molto.

<< Abbiamo letto due libri: “Figli Vegetariani ” del pediatra vegetariano Luciano Proietti e ” Figli Vegan ” di Stefano Momentè , oltre ad aver partecipato ad una conferenza ( per poi incontrarlo personalmente) del pediatra nutrizionista Mario Berveglieri .
Quest’ultimo ci ha inviato materiale e informazioni utili per lo svezzamento di Libero, partendo dal presupposto che “la dieta vegana se ben bilanciata è consigliata/raccomandata”
dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità >>
racconta.

Libero è nato in casa con parto naturale e Lotus Birth pesando 3,180 kg.
Al momento beve unicamente latte materno ed ha una crescita regolare.
Ad oggi pesa quasi 6 kg.

<< Penso che i nostri figli saranno più fortunati di noi >> continua Giorgia, << perché oltre ad imparare subito il rispetto per ogni forma di vita (l’empatia è già innata) si nutriranno sin dalla gravidanza unicamente di cibi di origine vegetale, gli unici adatti all’uomo biologicamente e fisiologicamente.
Il pasto di un bambino, come per l’adulto, deve comprendere cereali integrali, legumi decorticati, oli e semi oleosi e naturalmente verdura e frutta.
Nutrire i propri bambini con cibo industriale, raffinato e morto non giova alla sua salute:
l’Italia è al primo posto per obesità infantile e rischi di diabete/problemi cardiovascolari già in eta prescolare. Un alimento acido per eccellenza è il formaggio che guarda caso viene spolverato nelle pappine dei neonati condannandoli già in tenera età ad osteoporosi.
Il ph naturale diventa acido ed il bambino inizia ad ammalarsi >> spiega Giorgia dopo essersi documentata alle conferenze del dottor Proietti.

Sia Giorgia che Manuel hanno ricevuto qualche critica per aver deciso di far crescere Libero seguendo l’alimentazione vegan.

<< Affrontiamo tutto con tranquillità riconoscendo che le critiche vengono mosse da persone completamente ignoranti in materia. Lasciamo che esternino le loro affermazioni non curandocene, tanto il tempo ci dirà chi aveva ragione nel fare la scelta che è stata fatta. >>

Di recente le critiche si sono amplificate sempre grazie alle due notizie fuorvianti dei “bambini vegan malnutriti”.

<< Anzitutto entrambe le notizie si sono rivelate false, addirittura in un caso il neonato era svezzato da madre onnivora con carenza di vitamina b12.
Il movimento vegano e animalista fa paura alle multinazionali, ai potenti, alle lobby farmaceutiche perché è in continua evoluzione.
Il loro scopo è quello di utilizzare come sono soliti una politica di terrore e mano pesante.
l’importante è mantenere la calma e fermezza nelle proprie convinzioni.
La malnutrizione non è né vegana né onnivora
fa parte di persone unicamente ignoranti >>
conclude.

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[ Ph: Marta Tomassetti – Chamise RICADO di Beatrice Placucci ]


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Ringrazio questi genitori vegan per aver preso parte all’articolo contribuendone la stesura con la loro esperienza personale.
Spero che il messaggio possa giungere veramente a tante persone fino ad arrivare a coloro che hanno bisogno di delucidazioni e consigli poiché interessati a crescere i loro figli seguendo l’alimentazione vegan.
Vi ricordo di chiedere sempre il parere ad esperti della nutrizione e di informarvi bene perché c’è un abisso tra mangiare e alimentarsi in modo corretto.

→ https://www.asl.lecco.it/docs_file/1-BERVEGLIERI.pdf

Per maggiori informazioni potete consultare i seguenti volumi :

Figli Vegetariani
Come allevare i figli dall’infanzia all’adolescenza con la dieta vegetariana e vegana

Voto medio su 5 recensioni: Da non perdere


L'Alimentazione Vegan nei Bambini
Indicazioni pratiche per lo svezzamento, ricette di pappe per lo svezzamento, e ricette invitanti per bambini da un anno in su

Voto medio su 4 recensioni: Da non perdere


Figli Vegan
Nutrirsi naturalmente

Carmen.

°° Supermercati COOP: In arrivo un reparto tutto vegano °°

Sembrava impossibile nel 2002, quando ho smesso di mangiare animali, credere che un giorno ci sarebbero stati tantissimi alimenti veg in vendita nei supermercati dove si potevano acquistare solo prodotti ordinari.
Quasi utopia invece, immaginare di ritrovarseli tutti esposti in un reparto apposito. Perchè se esiste la pescheria, la macelleria, sarebbe stato giusto un reparto vegano per chi gli altri reparti nemmeno li fiancheggiava col carrello.

Ebbene.
Come dico sempre: viviamo su un Pianeta che gira intorno ad una Stella Nana di pura luce, mentre ruota su se stesso rimanendo in equilibrio nel buio infinito dello Spazio.
Niente dunque è impossibile!
E nemmeno questo!

Dopo soli 12 anni, un periodo veramente brevissimo, quello che poteva sembrare un miraggio sta diventando una concreta realtà.
Infatti, è da poco stato allestito in 3 supermercati COOP (in Via Carlo del Prete e Via Forlanini a Firenze, e inVia Petrosa a Sesto Fiorentino)  un reparto dedicato solo ed esclusivamente ai prodotti di origine vegetale.
Nato come un esperimento per testare l’apprezzamento tra i clienti, l’idea si è rivelata un vero successo e quindi sarà gradualmente estesa in tutti gli altri punti vendita COOP.

A darne la notizia è la stessa catena di supermercati , che ha informato i lettori rispondendo ad una lettera inviata da un cliente vegano pubblicata poi su “L’Informatore” di Dicembre 2013.

Ciò che ha portato alla realizzazione dei reparti vegani è stato l’inaspettato boom di richieste di prodotti vegetali.
Le vendite hanno raggiunto un +20% e anche più.
Sempre più clienti acquistano prodotti vegan nei supermercati COOP, per motivazioni anche diverse tra loro.
Ci sono persone che li acquistano per la propria salute ( gli alimenti vegan sono ricchi di fibre e poveri di colesterolo e grassi) , chi per motivi etici ( animalisti che si rifiutano di mangiare animali) e chi invece per rispettare la natura ( questi prodotti infatti sono a basso impatto ambientale e quindi eco-friendly).
La motivazione fondamentale comunque rimane quella dell’etica:
prevalentemente chi svuota gli scaffali dove sono riposti questi prodotti sono proprio le persone che da tempo seguono l’alimentazione vegetariana e vegana.
Alcune ricerche dimostrano che circa il 6,7% della popolazione italiana si rifiuta di mangiare animali. Una”minoranza” sempre più in crescita che si stima, nel 2050 diventerà pari a metà popolazione.

In attesa che il reparto vegan arrivi anche ai punti vendita vicini a tutti, vi ricordo che al momento è possibile trovare in vendita tantissimi prodotti veg di quattro linee ( in foto alcuni prodotti) :
– ViviVerde COOP
– Compagnia Italiana Alimenti Biologici
– Con.Bio
– Tripolac ( Francese )

PRODOTTI COOP

In soli 2 anni siamo passati dal vedere sugli scaffali le onnipresenti cotolette Valsoia a veri e propri capolavori di alimenti bio:
Burger di spinaci, di lupino, hummus, polpette vegetali, ragù di seitan, tofu alla piastra, tofu alle erbe aromatiche e tantissimo altro.

Cos’altro aggiungere?
GO VEGAN! 🙂


Alimentazione Naturale - Vol. 2
Le chiavi per una dietetica razionale – Conoscere il proprio corpo

Voto medio su 10 recensioni: Da non perdere

°° Mangiare Carne: Imposizione o scelta libera? °°

Mangiare carne e dire che è una propria scelta
è come andare al ristorante e ordinare l’unico piatto sul menù
dicendo di aver ordinato ciò che si preferiva.

Inizio con questa mia frase-riflessione l’articolo che state per leggere.
Tema: Alimentazione onnivora e carne animale come alimento.

Capita spesso di sentirmi chiedere dalle persone, al momento che scoprono che sono vegan, se è una scelta mia o “già in casa mangiavano vegano”. Rispondo che è stata una scelta mia e che nessuno in famiglia lo era.
“Io non potrei mai, mi hanno abituato così”, rispondono il più delle volte.
“Anch’io ero abituata così fino a 12 anni. Poi ho riflettuto sulla cosa e ho preso una decisione, ovvero quella di non mangiare più animali perchè non è etico uccidere delle vite, visto che posso vivere senza”, è quasi sempre la mia risposta.
“Questa è una tua scelta. Ognuno sceglie cosa mangiare e cosa no”. Mi sento dire.

E qui, mi soffermo.
OGNUNO SCEGLIE…”.
Siamo sicuri che il verbo giusto sia SCEGLIERE?
Temo proprio di no.
Quando si parla di alimentazione a base di carne, non si può assolutamente parlare di scelta.
La scelta implica almeno due opzioni, di cui preferirne una.
A” oppure “B“.
A nessuno quando nasce viene posta la domanda “Vuoi mangiare animali oppure no?”.
Pertanto, alimentarsi di carne è piuttosto un’imposizione, un obbligo, un ordine.
Che non viviamo in maniera razionale poichè avviene nell’infanzia, dai 0 ai 5 anni, dove ciò che ci circonda diventa la base della nostra “normalità”.
Da qui, la classica frase “ormai sono abituato così…”.
Spesso l’interlocutore onnivoro trova una giustificazione al mangiare animali dicendo che i propri genitori hanno fatto la scelta migliore per lui.
Ma come si può dire che essi abbiano fatto la scelta migliore per il proprio figlio o figlia, se a loro volta sono stati bambini abituati alla carne per imposizione e non per libera scelta?
E’ un vortice senza fine di un’abitudine accettata dalla società e messa in discussione da pochi.

Tale abitudine è dovuta da un bombardamento di immagini, notizie e parole mirate ad incanalare la massa verso un pensiero stereotipato che li conduce a una direzione proficua per le casse dell’industria.
Un lavaggio del cervello che inizia in tenera età con l’intento di accompagnarci per l’intera esistenza.
Pubblicità, film, immagini, notizie in tv, luoghi comuni, religione, politica.
Un insieme di cose che, messe insieme, ci modificano lentamente la facoltà di elaborare idee riducendo l’uomo in un burattino da manovrare.

Ed è per questo che tutti pensano che…

– la mucca fa il latte
– la gallina fa l’uovo
– il maiale è cibo
– la pecora produce lana
– l’oca è un animale stupido, utile per imbottire le coperte.
– il cane è il migliore amico dell’uomo
– il gatto è egoista e si affeziona solo alla casa
– il tonno si taglia con un grissino
– il latte è quello della Lola
– le mucche sono felici di produrre latte per il cioccolato
– l’asino è poco intelligente
– le marmotte impacchettano le confezioni di cioccolata
– i merluzzi sono bastoncini
– i polli sono dj e mangiano crocchette di pollo
– i delfini sono curiosi di assaggiare le caramelle e felici di stare nei delfinari
– i cavalli sono curiosi come i delfini

ecc ecc ecc.

E se questo avviene, è grazie a questo:

Tutte queste immagini sono tratte da pubblicità di multinazionali che contribuiscono al lavaggio del cervello quotidiano bombardando la nostra mente con canzoncine orecchiabili, colori vivaci che rimangono impressi e foto che catturano la nostra attenzione.
Sono tecniche di grafica pubblicitaria ( tipo il colore Giallo e Rosso del McDonald’s) che tacitamente rimangono nella nostra memoria.

Pertanto, educati ad una visione distorta degli animali che vengono fatti passare come cibo, oggetti di divertimento e non come esseri senzienti, ci ritroviamo spesso a diventare adulti e a non aver ancora capito che in realtà tutto questo è sbagliato.
Che le nostre convinzioni non sono le nostre in verità, e che la realtà ci è tenuta ben lontana.

In natura nessuna mucca è felice di essere dipinta di viola e di finire i suoi giorni in una stalla, munta 10 ore in piedi, privata del proprio vitellino.
Nessun pollo vi inviterà a mangiare crocchette fatte col proprio corpo mentre vi mixa una canzone.
Nessun delfino vi inviterà mai a prender parte ad uno spettacolo dove è forzato ad eseguire degli ordini.

Gli animali non sono felici della loro schiavitù.
Non sono impazienti di essere utili allo sfruttamento per servire all’uomo.

Le menti sotto controllo sono principalmente quelle dei bambini.
I bambini infatti sono sensibili in maniera maggiore rispetto agli adulti.
Se ad un bambino viene detto che un animale viene ucciso, perde sangue, grida e ha paura, non accetterà mai di mangiarlo.
Perchè è innato il senso di compassione e rispetto.
Indole che invece viene repressa e ostacolata dal Business della carne che lucra sulla nostra non scelta.

Pertanto, vi invito a riflettere sulla pseudo-libertà di scelta che vi hanno convinto di avere.
Siamo dotati di una mente individuale.. non dovremmo pensare in comune !

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