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°°[Pistoia] Manifesti-Invito a Disertare la Giostra dell’Orso°°
Lunedì 25 luglio 2022, dopo due anni di fermo dovuti alla pandemia (pensate, non la ragione umana ma solo l’emergenza sanitaria è riuscita a far cessare momentaneamente certi eventi specisti), nella città di Pistoia verrà proposta nuovamente la Giostra dell’Orso, una tradizione dai richiami medievali in cui vengono utilizzati dei cavalli.
La giornata è dedicata a San Jacopo – come poteva mancare l’onnipresente contributo della religione cattolica quando si parla di uso delle altre creature? – e vede la messa in atto di un vero palio dove si contendono quattro rioni con quattro fantini sopra un cavallo.
Nessuno, fra Comune di Pistoia, fantini, cittadini, Regione Toscana che patrocina la Giostra ecc, ha mai chiesto a questi animali coinvolti se fossero d’accordo oppure no di correre mettendo in palio la propria libertà, il proprio corpo, e talvolta anche la propria vita.
Sono stati tanti i cavalli che sono morti all’interno della Giostra dell’Orso di Pistoia. Troppi.
Vite spezzate in nome di tradizioni anacronistiche che perdono tutta la loro suggestività tirando in ballo l’esistenza degli animali.
Per dare loro voce, e ricordare quelli che hanno perso la vita per colpa di questo triste evento, le associazioni ENPA Pistoia e OIPA Pistoia hanno realizzato delle affissioni nella città.
I maxi cartelli ricordano i nomi di ben 14 cavalli morti durante le scorse edizioni.

Con il presente articolo mi unisco alle associazioni suddette e a tutte le persone che difendono gli animali e vi invito anch’io a DISERTARE LA GIOSTRA DELL’ORSO di Pistoia.
Non pagate mai per assistere a eventi dove vengono utilizzati gli animali contro la loro volontà.
Fatelo per questi esemplari usati contro il loro volere, ma fatelo soprattutto per la specie umana: non siamo solo creature prevaricatrici, siamo anche esistenze capaci di alienarsi, di prendere le distanze dalla subordinazione animale, dalle imposizioni che ancora altri attuano immoralmente.
°°[Sondaggio] Carrozze Trainate dai Cavalli: Sì o No?°°
Cari e care followers,
questo articolo nasce per accogliere un sondaggio importante rivolto a cittadini e cittadine in Italia affinché possano esprimere la propria opinione sull’uso dei cavalli per trainare carrozze turistiche presenti a Roma, Palermo, Sorrento, Pisa, Lucca, Firenze e altre città.
I dati raccolti verranno utilizzati per futuri articoli e iniziative.
Vi invito pertanto a votare esprimendo la vostra sincera opinione e a condividere
per far votare tutte le persone che conoscete.
Grazie.

Carmen
°°Con lo Sguardo al Cielo – Visita all’Osservatorio Astronomico Beppe Forti di Montelupo F.No°°
Qualche sera fa ho realizzato un sogno che da tanto, troppo tempo, dimorava dentro a uno dei miei cassetti dove tengo custodite esperienze che devono ancora manifestarsi: visitare un osservatorio astronomico per sguardare più da vicino il cielo, le stelle, i pianeti.
Assieme al mio compagno, che ringrazio per aver condiviso con me questa meravigliosa esperienza, ho visitato il K83 Beppe Forti di Montelupo Fiorentino (Fi).

Il cielo era limpido, le stelle scintillanti come pietre preziose cucite in un manto di velluto blu.
Gli antichi ci avevano visto proprio bene a creare questa similitudine con i corpi celesti.
Siamo arrivati sul posto, situato in un’area collinare e boschiva, che la luna ancora non era visibile.
Nel frattempo che attendevamo il suo spuntare dall’orizzonte scuro, alcuni dei volontari dell’osservatorio ci hanno accompagnati all’interno della struttura per mostrarci uno degli ultimi telescopi approdato nel 2020. Un modello tecnologico realizzato in Italia dall’azienda Marcon.

Ho particolarmente apprezzato la passione, evidente e chiara, che traspariva dalle spiegazioni dei due volontari che ci hanno seguito durante la visita.
Ed ho apprezzato ancora di più l’idea di apprendere cose nuove, che prima non conoscevo.
Con gli occhi al cielo, stelle e pianeti indicati dal laser verde della guida, ci è stato spiegato come riconoscere le costellazioni, l’etimologia del termine “solleone” (col sole nel segno del leone, n.d.r), come trovare la stella polare e tanto altro.
Nel frattempo, la luna stava spuntando in cielo, avvolta da un colore ambrato.
Lentamente si è alzata, schiarendosi fino a raggiungere il suo magnifico pallore, e finalmente ho potuto ammirarla ad una grandezza maggiore, avvicinando l’occhio alla lente di uno dei telescopi presenti all’esterno dell’osservatorio.

Ed eccola lì, la mia tanto amata luna.
È riaffiorato un ricordo di quando ero piccola. Non ricordo l’età.
Affacciata al balcone per respirare aria fresca, lei era lì, quasi piena, in alto a illuminare il piazzale.
La sua luce chiara faceva risplendere le forme delle cose davanti a me: i tetti delle case di fronte, i rami degli alberi, il ferro battuto delle ringhiere, i lampioni che illuminavano le strade. Illuminava tutto, anche il mio volto intento a osservarla in modo sognante.
Perché era lì? Perché io ero sulla Terra? Perché così bella ma lontana per essere toccata?
Ho sempre amato la luna. In tutte le sue fasi.
Da grande, scoperto il potere del suo influsso sul nostro pianeta e sulle nostre vite, la amo ancora di più.
Dal 2012 un ciondolo in Adularia, conosciuta come Pietra di Luna, è appeso al mio collo vicino al cuore.
Dal 2019, da quasi 3 anni, è la mia fonte di energie per le mie intenzioni. Alleata di conquiste, traguardi, successi, concretizzazione di desideri e volontà.
Vederla lì, così ravvicinata e scorgere le sue caratteristiche è stata una forte emozione.
“La luna non è niente, devi vedere i pianeti” ha detto poi una delle nostre guide, alludendo al fatto che di meraviglie nel cielo ce ne erano ancora di più.
Difatti, è arrivata.
Dopo aver osservato, fotografato, filmato la luna, il telescopio è stato indirizzato verso il vicino Saturno.
Mai avrei immaginato che avvicinando nuovamente l’occhio a quello strumento la mia vita sarebbe cambiata. È stato come sentire il rumore di una crepa interiore, come distaccarsi da qualcosa di passato e andato, come lasciare cadere un vecchio guscio e scoprirsi con una pelle nuova.
Vedere con i miei occhi quel pianeta, quel meraviglioso puntino lontano ma ravvicinato dalla lente, mi ha commossa. Sì, è scesa una lacrima di commozione. I miei occhi, la mia conoscenza hanno incontrato il sublime. È stato come se la mia vita si fosse istantaneamente divisa in due parti: il prima di vedere il cielo, e dal momento in cui ho visto il cielo. La sua forma sferica, gli anelli al suo intorno.
Saturno è stata una delle cose più belle che abbiano mai visto i miei occhi.
Tale visione mi ha immediatamente trasmesso un senso di appartenenza all’universo.
La consapevolezza di far parte del mondo e di essere circondata dalle sue bellezze era già dentro di me da anni, ma guardare luoghi lontani dove il nostro corpo mortale non arriverà forse mai, mentre la nostra mente e il nostro spirito sono raggiungibili, fa sentire estremamente piccoli.
D’un tratto, perdendo lo sguardo nell’infinità dello spazio, si naufraga nel dolce mare della consapevolezza. Non sappiamo se altrove, lontano da noi, esistano altre forme di vita.
La curiosità si fa spazio tra i pensieri, l’immaginazione diventa vivida.
Nell’incertezza, nell’impossibilità di sapere, sopraggiunge anche il sentirsi davvero umani,
la sensazione di appartenere a questo mondo, e la meraviglia di sapere che non siamo soli, ma circondati da infinite creature dalle forme diverse, che dobbiamo ancora imparare a rispettare,
che dobbiamo ancora imparare a lasciare vivere senza abusarne corpi e coscienze.
Questa è una mia missione quotidiana.
Ringrazio lo staff di volontari dell’Osservatorio Astronomico Beppe Forti di Montelupo Fiorentino (FI) per il lavoro che viene svolto con passione e per le attività culturali proposte.
L’osservatorio è visitabile ogni venerdì sera, dalle 21.00 in poi, a fronte di una piccola donazione che serve alla struttura per autofinanziarsi. Trovate maggiori informazioni cliccando QUI.
Vi invito vivamente a visitarlo, perché merita. Se abitate distanti, visitatene uno vicino alla vostra città.
È un’esperienza che cambia la prospettiva attraverso la quale guardiamo la vita. Davvero.
Carmen











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