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[Review] Alchimia Vegetale Vegan Home Restaurant
Care lettrici e cari lettori,
in questo articolo vi parlo di un vegan home restaurant che ho avuto il piacere di provare assieme alla mia amica Silvia che me lo ha fatto conoscere, regalandomi un’esperienza culinaria unica e da ripetere. Si tratta di Alchimia Vegetale dello chef vegano Danilo Dispoto.
Alchimia Vegetale Vegan Home Restaurant si trova a Pontassieve, immerso nel verde delle colline fiorentine. È facilmente raggiungibile da altre province e dispone di un parcheggio dove poter lasciare l’auto.
Appena si giunge al portone d’ingresso di questo ristoro casalingo si percepisce subito l’atmosfera che ci attenderà al suo interno: relax, energie positive e tanto amore. Si viene accolti con cordialità e gentilezza dallo chef Danilo e da Annabella, che invitano a scegliere un tavolo dove accomodarsi dentro la sala interna oppure, in estate, sulla terrazza esterna illuminata da graziose luci che si affaccia sul giardino.
Quadri con illustrazioni vegetali impreziosiscono le pareti, mentre verdissime piante pendono dal soffitto e arricchiscono l’ambiente in ogni angolo. I tavoli, apparecchiati con gusto ed eleganza, sono disposti in modo da lasciare la giusta intimità per passare una piacevole serata fra amici/amiche, in coppia o in famiglia. Il ristoro dispone di solo otto coperti: ciò garantisce un’esperienza culinaria in cui si viene letteralmente coccolati!

Il menu proposto è interamente vegetale, anche gluten free, nel pieno rispetto di ambiente, animali e nutrizione umana. Segue la stagionalità delle bontà della terra e, basandosi sull’impiego di ingredienti genuini dell’orto o prodotti a km0, propone piatti ricercati, con combinazioni alchemiche di sapori e intrecci di consistenze differenti.
Ho avuto il piacere per le papille gustative e per gli occhi di provare il menu “Le Alchimie” che comprendeva
• Entratina: albicocche arrosto al rosmarino con cremoso di anacardi e chips di verdure
• Antipasto: millefoglie di patate e fiori di zucca con stracciatella di mandorle, mousse di zucchine alla menta e maionese allo zafferano
• Primo: Paccheri ripieni alle erbe di campo e tofu affumicato su salsa di datterino giallo alla marinara, aioli e tarallo al pepe
• Secondo: Stracotto di soia al Chianti con crema di bietola, radicchi dell’orto e yogurt greco
• Dolce: Tiramisù con sponge al cacao amaro, bagnato all’Amaretto di Saronno e mascarpone di nocciole





Come potete vedere dalle foto, ogni piatto è una piccola opera d’arte di colori, ma soprattutto di sapori. Ho letteralmente adorato sperimentare ogni portata apprezzandone il gusto e gli accostamenti ben bilanciati degli ingredienti. Le albicocche al forno non le avevo mai assaggiate: sono state una rivelazione! Deliziose. Il millefoglie di patate con mousse alle zucchine era divino, come saporiti erano i paccheri e lo stracotto di soia. I formaggi vegetali dello chef, che hanno arricchito quasi tutte le portate, li ho trovati sublimi. Il dolce è stato il tocco magico finale: una nocciola così buona probabilmente non l’avevo mai gustata!
La cena da Alchimia Vegetale Vegan Home Restaurant è stata una piacevolissima esperienza che conto di rifare per scoprire e assaporare le future creazioni dello chef Danilo Dispoto.
Se capitate in Toscana, o visitate Firenze, vi suggerisco di non perdere l’opportunità di regalarvi un momento di cucina vegetale così ricercata.
Alchimia Vegetale Vegan Home Restaurant
Via delle Croci 9, Pontassieve (FI)
Tel: +39 388 162 4322
Pagina Facebook | Pagina Instagram
Grazie Silvia per questa esperienza insieme ❤️
13.05.2024 • Protesta al Mattatoio di San Miniato (PI)
Stamattina, lunedì 13 maggio 2024, si è tenuta una delle più grandi manifestazioni antispeciste mai organizzate davanti al Consorzio Macelli di San Miniato (PI). Dopo la maxi azione davanti allo stabilimento di ItalPork del 25 marzo di quest’anno, abbiamo agito anche in provincia di Pisa dove il numero di vittime è minore ma pur sempre vergognoso.
In questa cittadina infatti, precisamente in via Guerrazzi 80 a pochi passi dai supermercati, è attivo da (troppi) anni uno stabilimento di smontaggio animale che spezza la vita a bovini, suini, ovini e non solo, anche con macellazione rituale (kosher, halal).
L’evento di protesta, organizzato da me in collaborazione con Agnese Balducci e regolarmente autorizzato, ha visto la partecipazione di quasi quaranta persone, attiviste e attivisti giunte/i da diverse province toscane. Un lavoro di sinergia e coordinazione che ha permesso di fungere da eco alle grida degli animali messe a tacere dalle pareti insonorizzate.

A partire dalle 7 del mattino, in presenza di Carabinieri, Vigili e Polizia che ha garantito il regolare svolgimento della protesta, abbiamo difeso gli animali che sono arrivati su diversi mezzi guidati da gente priva di empatia e giunti fino al luogo dell’orrore: decine di poveri maiali, di bovini e addirittura un povero cavallo. Creature meravigliose impaurite, con la bava alla bocca e intente a defecare.
Abbiamo cercato di parlare con le persone che lavorano in questo stabilimento, purtroppo fra di loro anche individui molto giovani, per quanto sia possibile parlare con chi ha deciso di ammazzare o di condurre alla morte come mestiere: un uomo ci ha detto che ‘quel lavoro lì’ (ossia di portare gli animali al macello, n.d.r) lo avevano fatto sia suo nonno che suo padre come per giustificare la sua presenza alla guida del camion. Con le lacrime agli occhi gli abbiamo chiesto di cambiare lavoro e proposto di aiutarlo a cercarne un altro. Per qualche istante abbiamo visto un’espressione cupa sul suo volto; altri ragazzi hanno preferito innalzare un muro di omertoso silenzio non rispondendo al perché hanno scelto quel mestiere gramo, mentre un operaio con addosso un camice bianco ha fatto un gesto volgare con le mani invitandoci a praticargli del sesso orale.
Sono state ore intense intrise di strazio.
Sapere tali creature giungere fino al loro patibolo ci ha devastate/i.
Vedere un povero vitello impaurito sbattere la testa contro le staffe del camion che lo trasportava e sentire strillare i maiali ci ha spezzato il cuore.

Per tre ore abbiamo dato voce agli animali che oggi sono stati ammazzati senza pietà e fatti a pezzi, in quel macabro luogo che è il mattatoio del Consorzio Macelli di San Miniato. Un luogo dove nell’aria si sentono feci, urine e sangue innocente.
Abbiamo condannato moralmente il loro prestarsi per soldi a questo assassinio legalizzato, dicendo chiaramente killer di animali cosa pensiamo di loro: ci vergogniamo di far parte della stessa specie. Ci vergogniamo di sapere che esistano ancora queste pratiche barbare ai danni di creature rese indifese.

→ Diretta video 1: arriva un cavallo al mattatoio
Il presidio si è concluso alle 10, ma l’azione antispecista è continuata ancora un’ora davanti ai supermercati per coinvolgere e consapevolizzare coloro che, con le proprie passive scelte alimentari, rendono possibile il massacro degli animali e pagano lo stipendio ai loro carnefici.
Abbiamo chiesto a decine di persone giunte a fare spesa se mangiassero animali.
La domanda a molti è sembrata del tutto straniante, tanto è visto normale il consumo di corpi di esseri senzienti come noi, ma c’è stato anche chi ci ha detto che non li mangia.
Abbiamo avuto modo di dialogare e di lasciare materiale informativo sulla nutrizione vegetale alle persone interessate, e di abbracciare chi non ha retto all’emotività e ha pianto davanti ai filmati che abbiamo girato stamattina.
Non tutte le persone erano a conoscenza che a poche centinaia di metri dal supermercato stessero ammazzando animali. Abbiamo visto tristezza, rabbia e disgusto sui loro volti.
L’azione si è così conclusa, con la consapevolezza di aver scosso animi, accarezzato col cuore l’ultima volta creature a cui nessuno ha voluto mai bene e con la promessa di continuare a opporci contro la violenza sugli animali fino a quando non sarà dichiarata illegale e punibile.
Vi aspettiamo adesso domenica 19 maggio 2024 davanti alla buca del palio di Fucecchio (FI) per difendere i cavalli dal loro sfruttamento.
Carmen Luciano
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Difesa delle Colombe “a Scopo di Lucro”: Le Mendaci Affermazioni sul Caso di Sulmona
Care lettrici e cari lettori,
la campagna di sensibilizzazione avviata per chiedere al Comune di Sulmona e alla Confraternita di Loreto, in modo del tutto civile, di non usare più animali per la tradizionale “Madonna che scappa in piazza” è sfociata in risvolti molto gravi.
Venerdì 22 marzo è stato pubblicato un articolo su un quotidiano online, poi diffuso nel web, con esternazioni del tutto infondate rese pubbliche da un consigliere comunale, affiancate al mio nome.

Angelo D’Aloisio, del Movimento 5 Stelle di Sulmona, sarebbe dunque stupito dalla protesta avviata da Martina • Piccioni Paralimpici e da me, trovandola “assurda”.
Se tale campagna di sensibilizzazione ha coinvolto, e continua a coinvolgere, così tante persone evidentemente quanto da noi espresso e portato avanti si basa su qualcosa di concreto, ossia la l’impellente volontà di molti di sapere gli animali lontani da tradizioni, usanze, culti e tradizioni umane.
Ma arriviamo al dunque.
Come si può leggere dal fermo immagine, il consigliere ha pensato di sollevare un dubbio circa la natura dell’azione di sensibilizzazione intrapresa, virando il discorso sull’aspetto economico.
Forse non è un caso, che sul quotidiano “OndaTV” il titolo sensazionalistico scelto sia stato “Colombe della Madonna: chieste donazioni per campagna degli animalisti. Protesta D’Aloisio“.
“Non proprio una campagna per i volatili”, viene scritto in didascalia su Facebook.

“E non solo, ho scoperto che chi ha avviato questa protesta chiede anche donazioni sul suo iban“.
Visto il metodo d’indagine, forse è una fortuna che il signor D’Aloisio si dedichi alla politica e non a scoperte che interessano il bene dell’umanità.
La “scoperta” del consigliere comunale sarebbe stata il link fissato in alto nel profilo di Martina • Piccioni Paralimpici, su Instagram. Un link che riporta non al proprio IBAN, come erroneamente indicato, ma a un conto Paypal dove chi desidera può inviare una donazione spontanea per sostenere l’operato di Martina che va incontro a ingenti spese per il recupero, la riabilitazione e il reinserimento dei piccioni e di altri animali, ai quali viene data una seconda possibilità di vita.
Ma le colombe usate a Sulmona non c’entrano.
Come si può constatare sia dal video di Martina sull’invio email a Sulmona che dai miei articoli, nessuna richiesta di denaro è mai stata fatta né da lei né da me in occasione di questa campagna di sensibilizzazione in difesa delle colombe. Nessun atto di strumentalizzazione è stato compiuto.

Continuando con l’analisi delle esternazioni, D’Aloisio chiede:
“Davvero? Ma non è più sensato trovare un lavoro piuttosto che strumentalizzare su inesistenti violenze agli animali?”
La sua domanda retorica, che trovo del tutto imbarazzante, non lascia dubbi.
Peccato per l’onestà intellettuale di qualcuno che Martina abbia eccome un lavoro, e che non stia affatto usando questa lecita richiesta di smettere di usare animali per ottenere soldi.
“Sono veramente basita e disgustata. Sarebbe bello far vedere a queste persone come io non solo non lucro sulle donazioni, ma addirittura le donazioni a me non bastano. Il mio stipendio (non basato sul recupero degli animali, n.d.r), oltre ai beni primari di cui ho bisogno, va tutto al recupero di queste creature” ha espresso Martina in merito.
Gravissime sono state le affermazioni di una donna, pubblicate in un commento sulla pagina del Movimento 5 Stelle di Sulmona, che ha espresso:

Accuse pesanti – di cui è già stata fatta dovuta documentazione – che mi auguro Martina denunci per diffamazione aggravata a mezzo stampa.
Sulla vicenda è intervenuta anche Fabrizia Morelli, consigliera comunale del Comune di Fucecchio (FI), anche lei del Movimento 5 Stelle ma con una sensibilità nettamente diversa nei confronti degli animali:
“Il Movimento 5 Stelle è uno dei pochi partiti che da sempre ha oggetto nel proprio programma la tutela degli animali e l’abolizione della caccia. Mi meraviglio di come un gruppo come quello di Sulmona accetti lo sfruttamento di animali per manifestazioni civili.
Ben vengano le tradizioni antiche ma senza uso degli animali. Ci sono moltissime diverse modalità per coinvolgere bambini, persone e tanto altro che rendano la manifestazione comunque bella e valorizzata. È l’ora di cambiarla la tradizione e di omologarsi ai principi che questo Movimento ha sempre professato. Mi affianco dunque alla protesta di Carmen Luciano e sono pienamente d’accordo con lei e con chiunque abbia criticato quest’azione.
Sbagliare si può, basta riconoscerlo e cercare di migliorare la sensibilità verso ogni essere vivente.
Confido dunque, in una prossima manifestazione vostra senza uso di animali.
Le colombe non sono giocattoli, pensateci”.
Tornando alle parole di D’Aloisio “Ma davvero pensiamo che liberare queste colombe sia una forma di violenza?” è necessario ricordare il significato del verbo LIBERARE.
Da Treccani:
1. Rendere libero, restituire alla libertà
2. salvare da pericoli, da un male, sottrarre a danni, molestie e sim.
Stando alle risposte che fino ad ora ci sono giunte dai comunicati riportati dai giornali,
le colombe sarebbero allevate in un allevamento a qualche chilometro dalla piazza dove la domenica di pasqua vengono fatte “volare”.
Dal punto di vista pratico e linguistico questa non è liberazione, ma solo utilizzo e impiego di tali creature al fine di abbellire e rendere suggestiva una scena di tradizione, culto e usanza religiosa.
Tale utilizzo avviene assieme all’esplosione di mortaretti e botti, in una piazza gremita di persone.
Le colombe farebbero volentieri a meno di esser fatte volare in questo contesto.
Occorre ricordare, ancora una volta, che la campagna di sensibilizzazione accolta da numerose persone è stata avviata per chiedere che si smetta di coinvolgere gli animali, esistenze che non hanno religione, in eventi umani.
Visto e considerato il feedback politico di Sulmona, facciamo allora appello alla sensibilità delle persone: disertate eventi dove gli animali vengono coinvolti, dove vengono usati, nei quali vengono tirati in ballo. Questo ovunque, in Italia e nel mondo. Il diritto alla libera esistenza deve venire prima di ogni altra cosa.
Gli animali sono creature reali, vere, vive, inclini allo stress e alla paura a cui deve essere riconosciuto il diritto alla libera esistenza lontano da realtà antropocentriche e speciste.
Non sostenete con la vostra presenza nessuna usanza che veda in loro dei decori, dei simboli.
Gli animali esistono su questo pianeta per sé stessi, non per noi.
Visto e considerato poi l’immancabile ‘muro di gomma’ innalzato della chiesa ogniqualvolta si cerca di far comprendere che le altre creature devono essere lasciate in pace, chiesa che appare restia al cambiamento e ad accettare che la sensibilità umana stia evolvendo, valutate di prendere formalmente le distanze dalla suddetta mediante l’apostasia.
Trovate il modulo per richiedere lo sbattezzo sul sito dell’UAAR – Unione Atei Agnostici Razionalisti.
Non frequentare la chiesa non basta: occorre far rimuovere il proprio nominativo dai registri affinché non si venga più conteggiati nel numero di ‘fedeli’ che sostengono le loro iniziative. Anche quelle che purtroppo continuano a coinvolgere gli animali.











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