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Archivio mensile:aprile 2018

°°[Intervista] Lola Marco: Super Mamma Vegan fra Allattamento, Autoproduzione e Ricette Vegetali°°

Se è vero che il lato positivo dei social network è quello di avvicinare persone che nella realtà magari non si sarebbero mai conosciute, è proprio grazie ad essi se ho potuto scoprire che al mondo esiste Lola Marco Gisbert.

Lola, con la quale ho stretto amicizia virtualmente qualche anno fa, è una delle persone che più ammiro, e per le quali nutro sincera stima.

Giovane, bella, sensibile, rispettosa della vita degli animali, amorevole nei confronti della natura, piena di interessi. E’ madre di un bellissimo bambino, vegan come lei, che ho visto crescere nel suo grembo e venire accolto al mondo circondato da tenerezza e affetto. Il bello di seguire la vita altrui attraverso attimi immortalati in foto condivise.

Lola è una ragazza troppo graziosa ed empatica per rimanere un semplice contatto fra quelli coi quali interagisco. Credo sia una persona capace di dare buon esempio, e pertanto eccomi qui, in questo nuovo articolo interamente dedicato a lei dove attraverso le mie domande ha raccontato qualche dettaglio di sé.

LolaeLorenzo

• Ciao Lola.
Come è nato in te il desiderio di diventare vegan?
La fonte di ispirazione è stata la mia gatta. E’ avvenuto circa 5 anni fa, un giorno l’ho
guardata e mi sono chiesta “perché continuo a mangiare gli animali?
E’ coerente scegliere di mangiare una mucca o una gallina e non un gatto? Perché questa grande ingiustizia se loro soffrono allo stesso modo?”
Credo che questo pensiero lo portassi dentro di me da molto tempo, sicuramente
dall’infanzia, ma non avevo avuto l’opportunità di aprire gli occhi. Questo mi ha aiutato a fare il primo passo e a riflettere sul fatto che gli animali sono individui con sentimenti e che non possiamo essere empatici solo con gli animali domestici e non con quelli “da fattoria”, quelli dimenticati. Allora ho cominciato un bellissimo percorso di vita insieme a colui che ora è mio marito, un percorso che ci ha migliorato a 360° e che non potevamo non scegliere anche per nostro figlio.

Che rapporto hai con la natura e i suoi abitanti?
Il mio rapporto con la natura è in continua evoluzione, ogni giorno mi faccio nuove
domande e provo a migliorarmi. Non solo non consumiamo prodotti animali ma evitiamo anche gli indumenti in pelle, pellicce, lana e seta, e sempre per questione etiche non visitiamo zoo, acquari, circhi o fattorie didattiche. L’ultima scelta consapevole per rispetto verso la natura è stata l’uso dei pannolini lavabili che utilizziamo per il nostro piccolo da quasi un anno. Siamo molto soddisfatti!

Sei mamma di un bellissimo bambino: raccontaci la tua esperienza con la gravidanza vegan.
Da un anno e mezzo sono mamma di un solare bimbo di nome Lorenzo, anche lui segue un’alimentazione a base vegetale. A 6 mesi abbiamo iniziato l’alimentazione
complementare a richiesta (auto-svezzamento) insieme al latte di mamma ed è sempre cresciuto benissimo. Il nostro pediatra quando andiamo a fare i controlli ci da sempre lo stesso benvenuto dicendo “signora, questo bimbo è una meraviglia!”.
Ho vissuto una bellissima gravidanza vegan, sono stata fortunata a non aver mai avuto nemmeno uno dei sintomi tipici, le mie analisi erano sempre perfette e avevo tantissima energia. Già da prima del concepimento ho cominciato a documentarmi sull’alimentazione vegan in gravidanza e allattamento, e poi per lo svezzamento del bambino. Devo dire che oggi in italia c’è tanta preparazione e si trova facilmente della bibliografia su alimentazione in gravidanza, allattamento e svezzamento. E’ stato anche molto utile poter contare sull’aiuto diretto della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana [1] e la sua rete di professionisti sempre disposti a risolvere i tuoi dubbi su integrazione, esami da fare, ecc.
Mi piacerebbe consigliare due libri che ho trovato molto validi nel mio percorso:
il testo della Dottoressa Luciana BaroniIl piatto veg mamy” su alimentazione in gravidanza e allattamento e il testo di Francesca GregoriMaria Teresa TosattiSvezzamento veg” sull’alimentazione complementare o autosvezzamento.

Chi ti segue sa che stai proseguendo con l’allattamento al seno: cosa ti senti di
consigliare alle altre mamme?
Allatto al seno il mio bambino di 18 mesi, e anche se abbiamo iniziato con qualche
difficoltà ne è valsa la pena. E’ stata ed è un’esperienza meravigliosa, forse una delle più  belle ed intense della mia vita. Il latte materno è l’alimento principale durante il primo anno di vita e come ogni mammifero solo quello specifico della specie riesce ad essere perfetto per il proprio cucciolo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità [2] consiglia di allattare non solo per tutto il primo anno ma anche durante il secondo anno di vita del bambino e se mamma e bimbo lo desiderano anche oltre. E questo è dovuto al fatto che il latte materno non smette mai di essere nutriente, cambiando la sua composizione a seconda delle necessità del bambino. Questo alimento prezioso fornisce anche una protezione immunologica al bambino oltre che una buona dose di coccole. Il mio bimbo anche se mangia di tutto continua ad integrare con il latte di mamma e ancora fa le sue 6-8 poppate nell’arco delle 24 ore. Mi sento di consigliare alla mamma che desidera allattare il suo bambino di informarsi già durante la gravidanza proprio per non seguire
eventuali consigli sbagliati, e in caso di problemi contattare la figura professionale che si occupa di allattamento, le Consulenti Certificate. Mi piacerebbe poi
consigliare un prezioso libro molto conosciuto in Italia sull’allattamento:
Un dono per tutta la vita” di Carlos Gonzalez.

• Svelaci un piatto o una merenda a cui il tuo bambino non sa resistere.
Per merenda il mio bimbo adora molte cose, il pane con Tahin (crema di sesamo), gli
avocadi, la frutta secca, la frutta fresca, yogurt di soia, la torta e grissini fatti in casa.
Un piatto per cui va matto? Le polpettine di lenticchie e grano saraceno con sugo di
pomodoro, o la pasta di farro con crema di anacardi, fave spezzate e piselli, e tanti tanti altri 🙂

 

Lorenzo

Il piccolo Lorenzo

Sei molto interessata in autoproduzione e al ritorno alla vita semplice: secondo te lo stile di vita eco-compatibile può essere d’esempio e raggiungere tante persone?
Di solito si pensa che l’autoproduzione toglie molto tempo ed energia ma la verità è che basta sapersi organizzare e diventa facile e veloce! Sembrerà esagerato, ma impiego più tempo e fatica ad andare ad acquistare i grissini che a farli 🙂
Lo stesso per il pane, imposto la macchina del pane la sera e abbiamo pane fresco anche per la mattina. Stessa cosa per i dolci, qui ne inforniamo tanti e li trovo un ottimo modo per creare delle merende nutritive mettendoci dentro tanti ingredienti che raramente troviamo nei prodotti già fatti, usando ad esempio farine di qualità, frutta secca, semi vari, ecc. L’autoproduzione in cucina è un modo economico e salutare per far da magiare ai nostri piccoli, ed è anche una bellissima esperienza educativa per coloro che presto decideranno di mettere le mani e partecipare 😉
Da quando è nato il nostro cucciolo ho cominciato anche a fare prodotti di igiene per la casa a base di oli essenziali ed altri prodotti naturali. Nel mio piccolo provo ad incoraggiare le mamme a ridurre il consumo di prodotti animali e a cercare di praticare una cucina genuina, semplice e ovviamente fatta in casa. Il ritorno
alle origini in certi aspetti della nostra vita non può che giovare a noi stessi e alla natura, per questo mi auguro che sempre più persone si rendano conto che il contributo di ciascuno di noi è importante, lo dobbiamo alla natura, agli animali e ai nostri figli.

 

Un affettuoso ringraziamento a Lola per essersi prestata per questa mia intervista.

 


[1] SSNV Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – www.scienzavegetariana.it
[2] http://www.who.int/fr/news-room/detail/11-04-2018-who-and-unicef-issue-new-guidance-to-promote-breastfeeding-in-health-facilities-globally

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°°[Review] Infuso Ciliegia Selvatica ~ L’Erbolario°°

Questo mese, in occasione del mio compleanno, ho ricevuto dalle mie amiche dei regali davvero bellissimi.

Oggi vi parlo dell’infuso alla Ciliegia Selvatica che mi ha regalato Giulia.

Sapendo che adoro i thé e le tisane ha pensato di deliziarmi con questa confezione da 100 grammi acquistata in un punto vendita Erbolario.

L’infuso, come si può vedere dell’etichetta, contiene

• fiori di Karkadè

• Rosa canina cinorrodi

• Mela

• Uva passita

• Amarena

• Aromi

Un cucchiaino e mezzo del contenuto della bustina è sufficiente per avere una tazza di infuso intenso, color rubino, estremamente profumato.

Dopo aver preparato e degustato l’infuso ben tre pomeriggi, accompagnato da dolci e biscotti, posso dirvi che il suo aroma è davvero ottimo. Il mix di ingredienti floreali unito alla presenza di pezzi di frutta rendono la bevanda delicata e piacevole. Per chi ama particolarmente la ciliegia, piccolo frutto estivo dall’aroma inconfondibile, questo infuso può regalare una pausa deliziosa. Ottimo anche da bere fresco.

Mi è piaciuto particolarmente, pertanto è promosso a pieni voti.

Ringrazio ancora la mia amica Giulia per questo graditissimo pensiero.

Alla prossima recensione 🙂

Carmen

°°[Ricetta] Torta Cioccolato e Mandorle con Glassa alla Vaniglia°°

In occasione del mio compleanno ho preparato una versione alternativa della torta al cioccolato già presente nelle ricette sul mio blog.

Questa versione è caratterizzata dalla presenza di mandorle intere nell’impasto e dalla glassa vanigliata in superficie.

Ecco cosa serve per prepararla.

Ingredienti:

– 150 g di cioccolato fondente
– 150 g di margarina di soia
– 140 g di zucchero di canna integrale
– 200 g di farina bio
– 200 ml di latte di soia bio
– mandorle

Per decorare:

– 80 g di margarina di soia
– 85 g di zucchero a velo + essenza di vaniglia

Preparazione:

Fate sciogliere in un pentolino la margarina, aggiungendo 75 g di zucchero di canna integrale e mescolando fino a quando non si ottiene una crema omogenea. E lasciate tutto da una parte.

Nel frattempo fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente.
In un contenitore posizionate i restanti 75 g di zucchero.
Una volta diventato liquido il cioccolato, versatene un cucchiaio alla volta sullo zucchero mescolando bene. Su zucchero e cioccolato aggiungete il latte vegetale (quello che più preferite) e la farina un po’ alla volta, alternandoli, continuando a mescolare bene.

Fatto questo unite al composto la cremina di margarina e zucchero di canna preparata in precedenza, continuando a mescolare. Aggiungete infine le mandorle (due manciate sono sufficienti) e mescolate ancora.
Versate poi il composto in una tortiera bassa,cosparsa con un po’ di margarina e una spolverata di farina all’interno.
Fate cuocere in forno a 180° per 45 minuti.

Una volta cotta, fate raffreddare la torta e poi capovolgetela in un piatto adatto per dolci oppure un vassoio.

Per la glassa:

In un contenitore inserite la margarina di soia e lo zucchero. Mescolate benissimo con una frusta da cucina. Aggiungete poi essenza di vaniglia e fate raffreddare in frigo per circa 10 minuti. Dopodiché con l’aiuto di una spatola spalmate la glassa sulla superficie della torta fatta raffreddare.

In aggiunta, si può decorare la torta con gocce di cioccolato e altre decorazioni.

Il risultato è una torta squisita dal sapore intenso di cioccolato con un tocco dolce di vaniglia 🙂

Alla prossima ricetta!

Carmen

°°[Pisa] Cornacchia Morta Intrappolata nei Dissuasori per Uccelli°°

Passeggiando lungo Borgo Largo a Pisa si può assistere ad una scena molto spiacevole.

Sopra l’insegna del negozio “Francesco Rossi”, a pochi passi da bar e locali frequentati, è rimasto il corpo privo di vita di un volatile, probabilmente una cornacchia.

L’animale, ovviamente immobile, riporta sul piumaggio un numero elevato di feci. Il che lascia supporre che sia lì ormai da molto tempo.

Non si sa come sia finito sopra i dissuasori (gli spilli) e sotto le reti di allontamento. Sta di fatto che tale spettacolo è davvero triste.

È forse il caso di domandarsi se i dissuasori per quegli uccelli oggigiorno abituati a vivere in città e tanto detestati siano poi così utili, o se la loro presenza non sia addirittura controproducente.

Finalizzati a tener lontane le specie sgradite, spesso e volentieri diventano trappole mortali dove i corpi rimangono in stato di decomposizione per un tempo indeterminato.

Gli animali non sanno dove poter stare, e nonostante gli spilli possano ferire e far male a zampe e corpo, cercano comunque di costruirsi un giaciglio dove riposare.

Un forte senso di sopravvivenza e spirito di adattamento lo si nota poi dal “vicino di dissuasore” della cornacchia morta, che vedete in foto.

Questo adorabile piccione per evitare di farsi del male ha creato una sorta di cuscinetto, fatto con foglie e piume raccolte.

È terribile anche il solo pensare che la nostra specie si senta così unica, importante e superiore da arrivare a ritenere altre forme di vita un qualcosa di ripugnante, sporco e da tenere a debita distanza.

Spesso dimentichiamo che se gli uccelli arrivano a fare il nido sotto i tetti e sulle travi delle nostre abitazioni è perché noi, senza chiedere niente a nessuno, abbattiamo gli alberi, la loro casa.

Senso di immedesimazione sembra non esistere. Ancor meno la pietà. Figuriamoci il rispetto.

L’essere umano ad oggi risulta ancora esser l’inquilino più invadente e maleducato del mondo.

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