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°° LIMPIDO – Poesia Ecologista °°

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Limpido

***

Pieno, in secca, irrequieto oppure calmo
mi presento a voi: sono il fiume Arno.
Della Toscana son io il corso principale
nasco da Monte Falterona e arrivo fino al mare.

Tra numerose città mi snodo ormai da anni,
del mio passato son celebri alcuni danni.
Come quella volta, sebbene innocue in parvenza
esondaron le mie acque comprendo l’antica città di Fiorenza.

Mi dolgo e me ne dispiaccio, e lo dico con umiltà
di tormentar gli umani non ho mai avuto la volontà.
I problemi causati sarebbero stati di minor impatto
se fossi stato trattato con un po’ più di tatto.

Da secoli purtroppo vengo dall’uomo inquinato.
Povero me, di questo colore non son mai stato!
Rifiuti, sporcizia, scarichi sulle rive
continuano incessanti mentre gli animali rischiano di perire.

Qualche anno fa di pesci vi fu una moria.
Di chi è stata la colpa? Di sicuro non la mia.
Gli alberi pien di plastica sulla mia superficie realizzano il loro riflesso
ormai lo sanno anche loro che l’ambiente fluviale non è più lo stesso.

Cari umani, confesso di avere un desiderio:
vorrei che il vostro comportamento fosse un po’ più serio.
Vorrei essere una volta per tutte ripulito. Chiedo forse troppo quando in passato
i vostri panni ho risciacquato?

Vorrei che nella vostra vita vi prendeste almeno un momento
per riflettere come risolvere il problema del mio inquinamento
affinché un giorno possa io ritornare
chiaro e limpido, come ha la fortuna di essere il mare.

***
Carmen Luciano

°° Supermercati Esselunga: il latte in vendita vegetale supera quello animale °°

Qualche anno fa ero di passaggio a Lucca. Entrando nella filiale Esselunga del posto nacque una delle mie Guide agli Acquisti Vegan, articoli con foto ideati per essere d’utilità a chi fa spesa etica.
Questa catena di supermercati già all’epoca si contraddistingueva per l’enorme quantità di alimenti vegetariani e vegani proposta.
Ieri, tornando dopo molto tempo nella stessa filiale, ho avuto modo di constatare una bella realtà: i prodotti veg che c’erano quando scattai le foto tra gli scaffali non solo ci sono sempre, ma addirittura sono raddoppiati!

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Banco frigo: burgers, affettati, formaggi, tofu e seitan.

 

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Banco frigo: le opzioni vegetali dello yogurt sono sempre più numerose!

 

Altro dettaglio importantissimo è l’evoluzione dei marchi che da decenni offrivano solo opzioni onnivore.
Pedon, Biffi e tante altre aziende note hanno ampliato la gamma dei loro prodotti aggiungendo varianti vegane 100% vegetali.

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Ricollegandomi al titolo di questo articolo, è stato arrivando nel reparto dedicato al latte che mi sono veramente stupita.
Scaffali interi carichi di confezioni da un litro o mezzo litro, di decine di marchi diversi. Credevo fossero di latte animale e invece erano bevande vegetali!
Latte di soia, di riso, di mandorla, di nocciola, avena, orzo.. alla vaniglia, al cioccolato, al cocco..
Le opzioni vegetali, seppur di poco, SUPERAVANO QUELLE DI DERIVAZIONE ANIMALE.

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Già ero a conoscenza dell’aumento di vendita del latte vegetale (circa +24%) e del crollo delle vendite del latte vaccino (-17% circa, fonte EssereAnimali).
Trovarsi davanti a questo scaffale ne è stata la conferma visiva.

Adesso che il latte vegetale ha conquistato terreno, adesso che il consumo di bevande etiche e salutari sta diventando largamente diffuso, è arrivato il momento di pretendere che l’iva del 22% attualmente imposta scenda al 4% come quella del latte di mucca. Non è possibile che questi drink abbiano la stessa iva di beni di lusso quali Ferrari e Rolex.

Ad avviare una petizione ad hoc ci ha già pensato il vegan attivista Lorenzo Lombardi.
Sono già state raccolte decine di migliaia di firme.
Se non avete ancora firmato, potete farlo cliccando QUI.

Per concludere, sono davvero felice che le cose stiano cambiando.
In un solo decennio ci sono stati dei progressi enormi.
La strada da fare è ancora tanta ma sono sicura che riusciremo a far comprendere a chi ancora ne è ignaro che si può (e si deve) vivere senza sfruttare gli animali.

– Carmen.

 

°° E’ di Madrid la Vetrina con Animali Uccisi che da anni fa indignare il Web °°

Proprio in questi giorni ho avuto modo di rivedere, dopo tanto tempo, una foto che da anni fa il giro del web per l’indignazione che genera la crudeltà in essa contenuta.

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Si tratta di una vetrina, presumibilmente di una macelleria, con esposti su un ripiano di marmo una scrofa di giovane età con 4 maialini da latte: tutti uccisi, morti e disposti in modo da rappresentare la scena di un momento dolce e materno come quello dell’allattamento.

Intorno ai resti integri dei poveri protagonisti, altri animali sezionati.

In molti si sono chiesti dove fosse mai stata scattata la foto e di quale negozio si trattasse. Dopo un’ora di analisi dell’immagine e ricerche in rete posso finalmente darmi e darvi la risposta.

La foto raffigurante questa realtà cruda e violenta è stata scattata in Spagna, esattamente nella città di Madrid.
La Spagna è molto nota in Europa, purtroppo, per la scarsità di rispetto nei confronti degli animali e non solo per le corride. In più luoghi di questo Stato il maialino da latte è un “alimento” tipico, come lo è anche in Italia in paesi ancora eticamente arretrati.

Lo scatto è stato fatto molto probabilmente durante le feste natalizie. Lo indica il cartello “Felices Fiestas” scritto a mano poco più in alto dei maiali.

Individuare il luogo esatto dove è stata fatta la foto è stato possibile modificandola e zoomando sui dettagli delle insegne il cui riflesso è visibile dalla vetrina stessa.

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Clinica Dental Alcalà” sulla destra e “Foto Express” sulla sinistra ed eccoci che ci ritroviamo sulla trafficata Calle de Alcalà a Madrid.

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Se ci si volta per vedere dalla parte opposta della strada possiamo intravedere un negozio chiuso, forse proprio quello della macelleria che ha realizzato questa macabra composizione.

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Lo scatto è stato fatto sicuramente anni fa.
Google Maps e in particolar modo Street View sono aggiornati all’anno 2016.
E’ molto probabile che la “carniceria” dove sono stati esposti questi poveri animali abbia chiuso i battenti, a differenza dei negozi adiacenti che invece continuano ad esistere.

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