Archivio mensile:ottobre 2019

°°Intimo in Pelle di Agnello: incontro fra LAV e INTIMISSIMI°°

La notizia della messa in vendita di abbigliamento realizzato in pelle di agnello da parte di Intimissimi ha generato enormi polemiche.

Grazie al post facebook di Lav Bergamo e ad un mio articolo dove vi invitavo ad inviare una mail al brand Calzedonia, tantissime persone si sono mosse per esternare il proprio essere dalla parte degli animali.

Moltissime clienti, anche quelle più affezionate, hanno trovato così di pessimo gusto tale scelta aziendale da decidere di non acquistarne più le proposte di abbigliamento.

Il gruppo Calzedonia, che comprende Intimissimi e Tezenis, ha risposto alla valanga di email ricevute dicendo che la pelle utilizzata per il confezionamento dei top è derivata da animali allevati per fini alimentari.

Il responso, un classico già sentito da altre aziende, non è bastato per placare gli animi giacché le email di protesta sono state inviate da chi gli agnelli non li mangia.

Mentre il malcontento prosegue, LAV attraverso la propria pagina Facebook ci fa sapere che la prossima settimana si terrà un incontro con di confronto con i vertici dell’azienda.

Speriamo che uno scambio di opinioni con la più importante associazione di diritti animali italiana possa portare un cambiamento positivo per il brand.

Carmen.

°°Pisa: Verso la Fine dello Sfruttamento dei Cavalli?°°

Recentemente alcuni esponenti delle associazioni animaliste presenti nel territorio pisano hanno avuto modo di esporre al Sindaco Michele Conti la propria idea circa la presenza in città delle carrozze turistiche trainate dai cavalli.


Parere contrario all’impiego di questi animali, costretti a trainare ciascuno una carrozza con a bordo turisti (ma anche italiani) che non si fanno problemi a gravare fisicamente sul corpo altrui.

Da quanto riportato dalle principali testate giornalistiche del luogo che hanno dato notizia dell’incontro con le associazioni, il Sindaco sembrerebbe essere favorevole alla fine dell’impiego dei cavalli.
Ma non solo: sarebbero favorevoli a cambiare tipologia di lavoro anche alcuni fiaccherai stessi, che da tempo hanno chiesto al Comune un cambio di licenza per guidare taxi.

Con la speranza che venga messo un punto definitivo a questo che a mio avviso è sfruttamento di una specie per business, continua la raccolta firme da me lanciata su Change.org: se non vi siete ancora uniti con la vostra firma, potete farlo cliccando qui.

Un grazie a chi ha firmato già la petizione e alle associazioni che si stanno interessando di questa delicata realtà.

Carmen.

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