°° 8.04.2017 Animal Equality @ Pisa – Foto & Dettagli °°

Sabato 8 Aprile 2017 a Pisa si è tenuto il secondo appuntamento con lo stand di Animal Equality, associazione che da circa 11 anni promuove consapevolezza e difende gli animali in più Stati nel mondo.
Anche stavolta ho avuto il piacere di fare volontariato al tavolo informativo.

Eccovi qualche dettaglio in più! 😉

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Come nel mese precedente, lo stand Animal Equality è stato situato in Corso Italia, davanti al negozio di cosmetici vegetariani e vegani LUSH.

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Dalle 11 alle 18.00 abbiamo distribuito materiale informativo sui diritti degli animali, sull’alimentazione vegetale e sull’abbandono della tradizione del consumare carne d’agnello per Pasqua. E’ stata una giornata particolarmente carica.
Sono state tantissime infatti le persone che si sono fermate allo stand per avere maggiori informazioni e per provare iAnimal, la realtà virtuale firmata Animal Equality che permette di immergersi a 360° nel mondo degli allevamenti intensivi.

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Gruppi di amici, ragazzi, coppie e persone di ogni età si sono fermati per provare il dispositivo. Ci sono stati momenti in cui si sono formate code d’attesa.
Ben 55 persone, fra italiani e turisti, hanno vissuto minuti interi della breve vita dei maiali allevati dall’industria alimentare.
Le reazioni sono state tutte molto interessanti.

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La maggior parte delle persone che si sono fermate per provare iAnimal era costituita da ragazzi tra i 15 e i 20 anni.
Alcuni spinti dalla curiosità di provare l’apparecchio elettronico, altri dalla volontà di capire come il cibo di origine animale viene realizzato.
Anche molti turisti si sono fermati. Abbiamo spiegato loro in inglese ed in spagnolo in cosa consistesse il viaggio attraverso gli occhi degli animali allevati.

“Faccio parte del settore alberghiero” ha detto un ragazzo mentre indossava il visore.
“E’ il mio ambiente quindi sono curioso di vedere”.
Dopo aver preso visione del filmato in realtà virtuale gli abbiamo chiesto cosa ne pensasse.
“Sì, ero a conoscenza di come vengono trattati i maiali negli allevamenti e di come vengono uccisi. Sentirsi all’interno delle scene però fa tutt’altro effetto” ha ammesso.

 

“Avevo visto delle scene sulla macellazione degli animali tempo fa, ma non immaginavo fossero così crudeli le persone che lavorano in questo settore” ha dichiarato un signore.

 

“Non ce la faccio a continuare a vederlo” ha detto una ragazza mentre chiedeva aiuto per togliere visore e cuffie con il video che ancora continuava.

 

“E’ incredibile ciò che accade negli allevamenti” ha espresso un ragazzo visibilmente scioccato. “Non ho parole. E’ davvero brutto”.

 

“La scena più impressionante è stata quella dove il maiale vede il suo stesso sangue per terra” ha spiegato un ragazzo.

 

“Fate benissimo a mostrare queste cose. L’industria dovrebbe essere trasparente e far vedere come questi esseri vengono trasformati in cibo, ma è ovvio che non accade perché le persone rimarrebbero scioccate” ha aggiunto una signora dopo aver provato iAnimal.

 

“Non riuscirò mai più a mangiare carne di maiale in vita mia” ha detto un altro ragazzo.

 

“Quello  che facciamo agli altri abitanti di questo pianeta è abominevole. Ci pensi? Li facciamo nascere per ucciderli. Mangiamo le loro sofferenze. Per fortuna le cose stanno cambiando. Voi giovani avete delle vibrazioni, delle energie nettamente superiori alle generazioni passate. Continuiamo così verso la strada della sensibilizzazione e della sensibilità perché dobbiamo arrivare alla coesistenza pacifica tra uomo e animale” ha espresso un signore.

I miei parenti in Albania avevano o hanno ancora degli animali da cortile. Li ho visti come li uccidevano ma io non ce l’ho mai fatta a fare le stesse cose che facevano loro.
Quando uno li alleva in casa almeno hanno una vita dignitosa, ma negli allevamenti intensivi sono ridotti a oggetti. E’ bruttissimo” è stata l’opinione di un ragazzo.

 

“Come ti è sembrato? Sapevi cosa si nascondeva dietro l’industria della macellazione animale?” ho chiesto ad un ragazzo che ha deciso di togliere il visore prima della fine del filmato. “Io non.. non..” ha iniziato a dire, prima di portarsi la mano alla bocca senza riuscire a dirmi altro. Impressionato dalla cruda realtà è corso lontano a sedersi su un muretto per rimanere qualche minuto con la testa fra le mani.

 

Come ho già scritto nell’articolo di resoconto del primo appuntamento con Animal Equality a Pisa, fare questo tipo di volontariato per me è davvero gratificante.
Credo che l’associazione abbia trovato il mezzo perfetto per mostrare come vengono trattati gli animali. Quasi nessuno sa con esattezza come funziona l’industria dello smontaggio animale. Sebbene articoli, foto e documentari siano materiale importante per far consapevolizzare le persone, la realtà virtuale ha quel qualcosa in più.
Una volta indossato il visore e posizionate le cuffie, per qualche minuto si è totalmente estraniati dalla realtà che ci circonda. Si rimane in compagnia di noi stessi, e della nostra coscienza. Ci si sente parte di quello scenario truce, e inaccettabile.
Quei minuti, quelle immagini che coinvolgono i nostri sensi rimangono impresse nella nostra mente. Diventano ricordi che vanno a riempire i cassetti della nostra memoria. Cassetti che, vuoi o non vuoi, si aprono a loro piacimento.

Ritengo pertanto importante che questo progetto continui, e darò sempre il mio sostegno affinché iAnimal arrivi in più piazze possibili.
Le persone devono sapere, devono essere informate.
La verità deve essere divulgata.

Rimanete collegati al mio blog per scoprire quali saranno le future date di Animal Equality in Toscana.

– Carmen.

°° 08.04.2017 #SalvaUnAgnello AnimalEquality @ Pisa °°

La Pasqua si avvicina e gli attivisti di AnimalEquality sono pronti a festeggiarla all’insegna della Vita! Ti unirai anche tu?

L’ultimo progetto di AnimalEquality, in collaborazione con l’attore Tullio Solenghi, abbraccia questa festività invitando alla compassione ed al rispetto, in particolare nei confronti dei più piccoli. Agnelli e capretti sono infatti gli sfortunati protagonisti del periodo pasquale e la loro vita dipende dalle nostre scelte. A spiegarcelo, con parole semplici e sorrisi sinceri, sono proprio dei bambini, su www.salvaunagnello.com

Anche grazie all’impegno di questa associazione nel 2016 ben 7 famiglie su 10 hanno deciso di proteggere questi cuccioli e quest’anno speriamo che a tavola le scelte di tutti saranno mosse da altrettanta compassione.

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Questo sabato 8 Aprile vieni a trovare AnimalEquality allo stand!
Lo trovi in Corso Italia a Pisa dalle ore 11:00 alle 18:00.

Ti aspetto anche io, in veste di volontaria.

AnimalEquality & Carmen Luciano

°° Clonazione dei Cani: La Nuova Frontiera dell’Egoismo Umano °°

Sul numero 13 del settimanale Vanity Fair, a cura di Alberto Giuliani è stato pubblicato un articolo sulla clonazione degli animali domestici, in particolar modo quella dei cani. Che dire, veramente sconcertante.

Allego foto dell’articolo.
Leggete e inorridite.

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Nell’articolo si parla di un laboratorio coreano nel quale ogni anno vengono clonati alcuni “cani speciali” deceduti affinché ce ne siano copie identiche viventi.
La Sooam Biotech Foundation (così si chiama), guidata dal biologo Woo Suk, è in grado di ricreare qualsiasi animale partendo dal suo DNA.
Al momento gli animali più richiesti per la clonazione sono i cani. Per le altre specie invece “non c’è abbastanza mercato”.
I clienti del laboratorio sono principalmente privati facoltosi che hanno perso l’amico speciale a quattro zampe, ma anche il governo americano stesso (che avrebbe fatto realizzare 5 copie di un pastore tedesco eroe delle Torri Gemelle), la polizia coreana (che ha richiesto 150 copie di un cane che è stato capace di ritrovare una bambina) e i Navy Seals americani (che hanno prenotato svariati cloni di un cane in grado di di attaccare il nemico e di ucciderlo spezzandogli il collo).
Per ottenere la clonazione perfetta sono stati fatti ben 30 mila tentativi, e questo significa 30 mila parti con altrettanti mila animali fatti nascere.
La cellula dell’animale da ricreare viene manipolata dal biologo e inserita nelle ovaie di una femmina della stessa specie che avrà la funzione di “ospitare” chi deve nascere. Con un numero al posto del nome queste femmine hanno l’unico scopo di essere aperte, fecondate artificialmente e costrette a partorire il risultato della clonazione.
Il costo di questo sporco lavoretto? Solo 100 mila dollari.

Ciò che mi preme evidenziarvi è il crudele egoismo di base che si cela dietro questa nuova pratica che sta diventando un business milionario.
Questa atroce realtà dimostra quanto gli animali siano ancora visti come beni di proprietà (e basta) da parte degli umani.
Qualcosa da possedere, che sia per appagare i propri sentimenti o per svolgere funzioni che vogliamo attribuirgli. Qualcosa che, se giustamente per cause naturali smette di essere nostro, può ritornare in nostro possesso. A pagamento.
Un affronto alla natura. Un insulto all’autenticità di ogni individuo.

Le persone che credono di amare un animale a tal punto di “farlo tornare in vita” dopo la morte semplicemente si illudono di essere in grado di amare.
La signora che ha deciso di far clonare il suo cane, “quello più speciale fra tutti gli animali avuti”, ha solo concretizzato un suo capriccio. Solo una persona egoista, e che non rispetta né la vita né la morte di un individuo, può arrivare a farne congelare i resti per farsi recapitare a casa in formato cucciolo chi non c’è più.
Solo una persona specista, che si illude di potersi permettere tutto grazie a quei pezzi di carta e cotone inventati dall’umanità, può accettare che delle femmine vengano sfruttate per diventare macchine di generazione di esseri clonati.

Che dire poi del governo americano, della polizia coreana e di tutti gli altri enti che decidono di far clonare animali per uso militare e bellico?
Mi sento di dire che sono affetti da disumanità acuta.
Già è deplorevole sfruttare le altre specie per riparare azioni che commettiamo noi umani stessi, figuriamoci poi pretendere che lo facciano sempre i soliti, clonati.

Clonare un cane capace di uccidere una persona spezzandole l’osso del collo?
Davvero ne abbiamo bisogno?

Questa è pura follia, puro sadismo.
Una situazione che ci sta sfuggendo di mano e che va contrastata ad ogni costo.

Ogni essere vivente è e deve rimanere unico al mondo.
La Natura ci crea tutti infinitamente diversi e unici nel nostro genere.
L’umanità deve smettere di credersi superiore all’entità stessa che ci ha generati e che ci permette di vivere.
I soldi per la Natura non valgono NIENTE. Sono pura invenzione umana. Dobbiamo smettere di credere che essi possano permetterci di fare qualsiasi cosa. Smettiamola di giocare con la vita degli altri esseri che ci ritroviamo accanto.
L’atteggiamento deplorevole che ci spinge a sentirci proprietari di ciò che non ci appartiene, perché niente ci appartiene, deve venir meno.

Iniziamo a rispettare sul serio la vita e questo pianeta.
Ne siamo ospiti, non padroni.

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