°° [Europa] Mai più Gabbie negli Allevamenti di Conigli °°

Condivido con voi il comunicato stampa di Animal Equality Italia
ricevuto da Pompea Gualano di Iwy Ethical Communication and Pr – Milano.


Voto storico oggi al Parlamento Europeo spiana la strada per il divieto dell’uso di gabbie negli allevamenti di conigli.

Animal Equality, insieme con i suoi sostenitori, ha fatto pressioni sui deputati di tutta Europa, grazie all’invio di oltre 120,000 email, sostenendo questa iniziativa a favore dei conigli d’allevamento.

Bruxelles, 14 marzo 2017.
Con 410 voti a favore, 205 contrari e 59 astensioni, il Parlamento Europeo ha votato oggi a favore di misure volte a migliorare le condizioni dei conigli d’allevamento in tutta Europa. La proposta, presentata dal parlamentare Stefan Eck, spiana la strada all’introduzione di una normativa che consegnerà al passato le gabbie per l’allevamento di conigli.

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Questo risultato storico allevierà notevolmente la sofferenza a cui sono sottoposti 340 milioni di conigli ogni anno negli allevamenti europei. Animal Equality e i suoi sostenitori hanno esercitato pressione sul Parlamento europeo tramite l’invio di oltre 120,000 email a tutti gli eurodeputati, invitandoli a votare a favore di questa iniziativa volta a proteggere i conigli d’allevamento. A livello internazionale, volti noti come Evanna Lynch, Victoria Estate, Peter Egan e Dave Spikey hanno appoggiato la campagna dell’organizzazione.

In Europa ogni anno vengono macellati circa 340 milioni di conigli, la quasi totalità dei quali vengono allevati in gabbie di batteria. Un numero spaventoso, soprattutto se si considera che il tasso di mortalità nelle gabbie è estremamente elevato, tra il 15-30%. Questo dato, superiore a quello di qualsiasi altro animale d’allevamento, è dovuto al fatto che i conigli sono animali molto delicati e dunque particolarmente sensibili ai maltrattamenti a cui sono sottoposti negli allevamenti. Inoltre, nonostante il coniglio sia il secondo animale più allevato in Europa, ad oggi non esistono requisiti minimi obbligatori per la loro protezione.

«Quella di oggi è una svolta storica. Confinare gli animali in gabbie minuscole per tutta la vita è una delle pratiche più crudeli dell’industria alimentare, ma presto, per i 340 milioni di conigli allevati all’interno dell’Unione Europea, potrebbe essere solo un ricordo»

ha dichiarato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, a seguito della votazione.

Le immagini delle investigazioni di Animal Equality svolte all’interno degli allevamenti di conigli in Spagna e in Italia sono state determinanti per questa storica decisione. Le indagini, realizzate all’interno di oltre 75 allevamenti, hanno svelato il dolore e la sofferenza a cui sono costretti i conigli in gabbia: ferite aperte e infette, corpi senza vita lasciati a decomporsi nelle stesse gabbie dei compagni vivi, e episodi di cannibalismo causati dalle condizioni innaturali e di stress.

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Con questo voto, il Parlamento dell’Unione Europea ha incaricato la Commissione Agricola di elaborare le norme minime per la protezione dei conigli d’allevamento. Questo processo richiederà probabilmente diversi mesi di tempo, ma Animal Equality si impegnerà a mantenere alta la pressione sulle istituzioni competenti, fino a che la volontà del Parlamento e dei cittadini diverrà realtà.

Questo è solo il primo passo: abolire le gabbie non equivale ad eliminare la crudeltà, ma significa ridurre considerevolmente la sofferenza di 340 milioni di conigli in tutta l’Unione Europea.

Fonte video investigazioni: https://www.youtube.com/watch?v=N6bmFvAypC0

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Evanna Lynch – Attrice


Animal Equality è un’organizzazione internazionale dedicata alla protezione degli animali allevati a scopo alimentare, presente in Italia, Germania, Spagna, Regno Unito, Messico, Brasile, India e Stati Uniti. Conta più di tre milioni e mezzo di simpatizzanti e svolge la sua missione tramite attività di sensibilizzazione, divulgazione e investigazioni volte a promuovere cambiamenti sociali e legislativi a favore degli animali. Lo staff di ogni Paese è guidato e formato da professionisti altamente qualificati con vari anni di esperienza nelle attività in difesa degli animali. Animal Equality lavora perché ogni animale possa avere una voce, una vita priva di dolore e sofferenza e per ottenere un efficace cambiamento nei comportamenti della Società attuale. Lo strumento principale e più efficace utilizzato dall’associazione sono le investigazioni, capaci di sensibilizzare l’opinione pubblica, con l’obiettivo di costringere i poteri decisionali a prendere dei provvedimenti, svelando orrori e maltrattamenti subiti dagli animali per il loro sfruttamento e che si celano molto spesso proprio dietro prodotti di normale acquisto quotidiano.

 

°° [Recensione] La Casina di Alice: Ristorante Vegano a Livorno °°

C’era una volta, in una città sul mare, una Casina bianca confortevole e accogliente.
Si chiamava la Casina di Alice ed era dimora di una bambina fatina che amava tantissimo gli animali e di numerosi folletti magici.
I folletti erano in grado di realizzare su richiesta di Alice cibi incredibili, e
tutti gli abitanti del paese, ma anche dei paesi vicino, lo sapevano ed erano curiosi di assaggiare quei piatti.
Nella Casina c’erano tre grandi stanze con tavoli e sedie in legno chiaro e, una volta seduti , aveva inizio un vero spettacolo di magia naturale: verdure, ortaggi, frutta, cerali impreziositi da profumati fiori.
Tutti i sensi venivano coinvolti e gli ospiti non potevano che vivere un vero incantesimo culinario.

C’era una volta la Casina di Alice e, ancor meglio delle fiabe, c’era e c’è ancora!
Dove? A Livorno!

Sabato 11 Marzo 2017 ho avuto modo di provare questo ristorante grazie ad una sorpresa organizzata dal mio ragazzo (che ringrazio tantissimo!).
L’esperienza è stata fantastica, da ripetere, e ovviamente non potevo non scrivere una recensione in merito.

Il ristorante, situato al numero 14 di via Cambini a Livorno (una strada dalla movida frizzante soprattutto nel week end grazie ai locali presenti), presenta dei tavolini con delle sedie di colore bianco all’esterno per la stagione più calda.
Suonando al campanello viene aperta la porta con vetrata che mostra già l’ingresso confortevole nel quale si farà accesso: divanetto, lampade e ambiente che richiama molto lo stile shabby chic.
Salendo le scale si arriva fino al cuore del ristorante che ha ben 3 salette dove potersi accomodare.

Durante la nostra visita il locale era al completo: coppiette, gruppi di amici, persone di ogni età erano sedute ai tavoli ed intente a gustarsi i fantastici piatti che il personale, in tempi celeri, portava fuori dalla cucina a vista.

Ci ha accolti il titolare, vegano, che ha raccontato:

“Il locale è aperto da circa 3 anni. E’ stato chiamato così come omaggio a mia figlia Alice, di 4 anni e mezzo. Anche lei, come me, vegana e amante degli animali. Questo locale si prefigge di dimostrare che chi passa all’alimentazione 100% vegetale mangia bene e con gusto. Adoriamo proporre piatti colorati con ingredienti sani.
Da quando abbiamo aperto abbiamo ricevuto a pranzo e a cena molte persone. L’80% della clientela non è vegan, ed è un vero piacere scoprire poi col tempo che alcuni abbiano smesso di mangiare animali proprio grazie a noi e al nostro dimostrare che ci si può alimentare in modo diverso”.

Dopo esserci accomodati abbiamo guardato il menù.
Ricco di opzioni fra antipasti, primi, secondi e dolci abbiamo scelto le seguenti portate.

ANTIPASTI:
Pappa al pomodoro con tartufo per me e verdure glassate per il mio ragazzo.
I piatti, come potete vedere dalle foto, erano davvero delle opere d’arte.
Sapore buonissimo, ingredienti freschi e presenza di fiorellini ovviamente da poter mangiare.

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PRIMI E SECONDI:

Come primo piatto il mio ragazzo ha scelto gli spaghettoni al pesto nero.
Io invece, reduce da una merenda fuori orario, ho puntato direttamente per il secondo scegliendo il piatto “il Giardino di Alice”.
Era uno sformatino di patate e zucca con crema di funghi, piselli, germogli e fiori servito in una composizione che mi ha lasciata senza parole!

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La scelta del secondo del mio ragazzo è finita invece sulle scaloppine di seitan al limone.
Il piatto era stato scelto da tanti altri ospiti a cena e così la curiosità (e la voglia di provare quel piatto!) ha vinto.

Il seitan (fatto a mano) era davvero morbidissimo, e la cremina al limone molto delicata.
Ci è piaciuto molto.

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DOLCI:

Finito di mangiare il secondo abbiamo scelto, fra le numerose opzioni proposte dalla cameriera, il nostro dolce preferito: tiramisù per me e millefoglie al cioccolato per il mio ragazzo.

Anche i dolci, come i piatti salati, li abbiamo trovati buonissimi.

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L’esperienza in questo ristorante è stata super soddisfacente.
Sottolineo volentieri dei dettagli a mio avviso importanti:

– Locale ben arredato, accogliente e pulito.
– Personale gentile
– Ingredienti freschi
– Piatti ricercati, creativi, belli da vedere e da assaggiare
– Costo del coperto onesto (1 euro, pane incluso)
– Prezzi nella media ( 4 euro i dolci, dai 7 ai 10 euro i piatti salati)

Se non siete mai stati alla Casina di Alice, dopo averne provato la buonissima cucina vi consiglio di prenotare presto!

– Carmen


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°° Carta TENDERLY Carezza di Latte: Pulirsi il Culo sulla Sofferenza degli Animali °°

Qualche giorno fa ho ricevuto una segnalazione che mi ha lasciato davvero senza parole.
Attraverso un acquisto errato una mia cara amica ha avuto modo di accorgersi di una caratteristica alquanto assurda di un pacco di carta igienica a marchio TENDERLY (dell’azienda toscana LUCART, già nota per i fazzoletti al profumo di LATTE E MIELE).
Lo aveva preso dallo scaffale senza fare caso alla confezione. Una volta arrivata a casa, ecco l’amara sorpresa.

Di quale caratteristica assurda sto parlando?
Della componente della carta stessa: da quanto si può leggere sulla confezione altro non è che FIBRA NATURALE DI LATTE.

In un primo momento ho pensato che fosse solo una scritta messa là tanto per fare. In realtà, più che averlo pensato l’ho sperato.
E invece….

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Per capire meglio di che latte si trattasse sono andata sul sito ufficiale del marchio registrato QMILK ( http://www.qmilk.it ), un marchio che a quanto pare è tedesco.

Stando a quanto riportato dal sito, che si occupa della realizzazione anche di abbigliamento con la stessa materia prima, le proteine utilizzate sarebbero derivate da “latte alimentare” riciclato. In pratica, il latte non più adatto all’uso alimentare potrebbe avere una seconda vita invece di diventare rifiuto.
Secondo QMILK questo potrebbe essere il “materiale del futuro” poiché sostenibile per il pianeta.

Se il materiale utilizzato è davvero latte animale, mi domando..
Sono consapevoli i titolari di questo marchio dell’impatto ambientale che ha l’allevamento per la produzione di derivati, come appunto il latte?
Ma soprattutto, sono a conoscenza di cosa comporta la “vita” in allevamento per gli animali scelti, per loro sfortuna e senza il loro consenso, come “macchine da produzione viventi”?
Parlano di sostenibilità, ma quanto possiamo sostenere dal punto di vista razionale lo sfruttamento delle altre specie?

Negli allevamenti intensivi le vacche (principali femmine schiavizzate) vengono fecondate artificialemente (o per meglio dire, ingravidate manualmente, in quella che è a mio avviso pura violenza) e costrette a partorire giusto per avere le ghiandole mammarie attive.
Una volta nato il loro figlio questo viene quasi sempre allontanato affinché il nutrimento che gli spetterebbe (la secrezione mammaria)  possa venire utilizzato interamente per fini alimentari umani. Ormai la verità è nota a tutti grazie alle numerose indagini sotto copertura girate da attivisti animalisti (vedi qua)

Una gravidanza imposta, il legame madre-figlio spezzato in nome del business più crudele.
Un abominio, una realtà inaccettabile che anziché esser sostenuta andrebbe ostacolata in ogni modo possibile.

Il latte sottratto a delle femmine dopo la loro gravidanza ( “buono” o “non più buono” che sia) utilizzato per farci dei vestiti o peggio ancora della carta igienica.

Ma allora è proprio vero che del diritto di esistere delle altre specie il genere umano ci si pulisce il culo.

Francamente, anche se faccio parte di questa specie, capita sempre più spesso di sentirmi fuori luogo. Possibile che l’umanità debba ancora, nel 2017, sfruttare gli altri esseri viventi animali che popolano il pianeta?
Come si può arrivare a sentirsi padroni di tutto quando niente ci appartiene?

Ho trovato la decisione di Tenderly ( dell’azienda Lucart, di Porcari – Lucca) davvero di pessimo gusto.
Per questo motivo ho deciso di scrivere una mail all’ufficio marketing.
Se anche voi ritenete che non dovrebbe esserci latte di scarto impiegato per fare della carta igienica perché gli animali non vanno sfruttati, potete copiare e incollare il testo inviandolo a Lucart attraverso il primo form  e secondo form presenti sul sito.
E’ importante esprimere il proprio parere rimanendo sempre di tono civile ed educato.

Gentile azienda,
ho notato che il vostro prodotto “Tenderly Carezza di Latte” contiene fibre di latte.
Stando a quanto riportato sul sito QMILK la materia prima sarebbe proprio di origine animale.
Vi scrivo questo messaggio per informarvi del mio parere contrario alla vostra scelta produttiva. Ritengo che il latte non debba essere utilizzato per fini alimentari umani, e nemmeno riciclato (in caso divenisse rifiuto) per la realizzazione di carta igienica.
Il latte per ogni mammifero è l’alimento che lo accompagna nella crescita fino alla piena facolatà di alimentarsi autonomamente. Il latte dunque deve solo e soltanto servire per nutrire i piccoli. Trovo disgustoso che migliaia di femmine vengano ingravidate, costrette a partorire e private di ogni loro diritto per diventare macchine viventi da produzione latte.
Vi informo che non comprerò mai questo vostro prodotto e che inviterò amici, familiari e parenti ad evitarne l’acquisto.
Nello stesso tempo, invito voi a riflettere sull’etica della vostra scelta e sulla necessità di iniziare ad essere più sensibili nei confronti dei diritti degli animali.

Saluti,

Nome, Cognome, Città.

 

Grazie in anticipo a tutt*.

– Carmen.

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Vacche allevate: quale umano prenderebbe volentieri il loro posto?

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