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°°[Cerreto Guidi] Introdotto Menu Vegan nelle Scuole Dell’Infanzia e Primarie°°

Cari lettori e care lettrici,
dopo avervi parlato della svolta vegan friendly delle mense universitarie della Toscana (DSU),
con questo articolo vi informo di un’altra bellissima notizia che ha come protagoniste le scuole dell’Infanzia e Primarie del Comune di Cerreto Guidi, in provincia di Firenze.

Dopo circa due anni dalla richiesta presentata da una mamma, è stato finalmente introdotto un menu vegano, interamente vegetale, nella mensa gestita da CIRFOOD. Il nuovo menu invernale indirizzato a bimbi e bimbe di famiglie che rispettano la vita degli animali e che non li mangiano è stato pubblicato sul sito del suddetto Comune.

Eccovi un’anteprima dei piatti proposti ai più piccoli.


Pasta, riso, gnocchi, passato di verdure, burgers, verdure, ortaggi, legumi.. un menu ricco che non fa mancare il giusto equilibrio fra carboidrati, proteine, vitamine & co.

Un esempio di cambiamento etico che si spera possa raggiungere presto tutte le scuole d’Italia.
Se desiderate ottenere menu vegan anche nelle scuole dei vostri figli e delle vostre figlie, scaricate l’opuscolo informativo AgireOra cliccando QUI.


Complimenti vivissimi ai genitori che si sono impegnati per ottenere questo bel risultato, e alla mensa Cirfood e al Comune di Cerreto Guidi per essere venuti incontro alle esigenze di queste famiglie.



Al prossimo articolo.

°°Trova un Cucciolo di Ratto e lo Allatta fino allo Svezzamento: la Meravigliosa Esperienza di Samanta°°

La storia di cui sto per parlarvi ha del meraviglioso, come meraviglioso è ogni atto di amore incondizionato verso ogni forma di vita. Si tratta del salvataggio di un cucciolo di ratto da parte di un’anima di luce buona che ho tra i contatti di Facebook ormai da anni: Samanta Jain.
In un mondo dove non mancano persone prive di empatia, ne esistono altre capaci di colmare grandi vuoti e di compiere gesti carichi di energie alte.

Samanta ha trovato un cucciolo neonato abbandonato e non si è voltata dall’altra parte. Si è fatta carico di lui allattandolo e accudendolo fino allo svezzamento. È stato così bello ed emozionante sapere che è riuscita a farlo crescere fino a liberarlo, restituendolo alla natura, che le ho chiesto di concedermi un’intervista per il mio blog.

Personalmente ho fatto da mamma a decine di gattini rimasti orfani, creature delicate che con tanto impegno sono riuscita a far diventare adulte, ma cosa significa fare da mamma a una creaturina ancora più piccola e per giunta demonizzata dalla cultura umana? Come si può intervenire per salvare questi piccoli esemplari se si trovano in difficoltà?
Ciò che mi ha portato a desiderare di scrivere questo articolo non è stato solo il bisogno di capire come si possono accudire dei cuccioli simili, ma anche un sentimento di riscatto per la mia coscienza.

Anni fa, quando ero piccola, il cane dei miei nonni fece scappare dei topi che avevano un nido con dei piccolini all’interno.
Riuscii a convincerli a non ammazzarli. Ho sperato tanto che la coppia di genitori tornasse poi dai loro cuccioli, ma non accadde mai. Per me, sempre stata ipersensibile verso ogni forma di vita, è stato straziante saperli senza cure e destinati alla morte.
Sentivo che mancava il respiro anche a me. Chiesi se potevamo fare qualcosa, suggerii di allattarli in qualche modo, ma la mia richiesta fu liquidata con un insensibile “sono solo topi”, come se fossero creature immeritevoli di esistere ma solo di perire.
Quegli esserini rosa tenue, con gli occhi chiusi e il cuoricino che batteva, gli uni che si stringevano agli altri per farsi calore, indifesi, lasciati a morire sono rimasti nel mio cuore e anche sulla mia coscienza.

A loro vanno le mie più profonde scuse, e la dedica di questo articolo che spero possa sensibilizzare le persone.


Buona lettura.






Cara Samanta, in che condizioni è stato trovato il cucciolo che hai recuperato?
Il piccolo ratto Norvegese selvatico era un neonato con gli occhi chiusi, l’ho trovato all’esterno davanti il portone di casa in buone condizioni di salute. E’ stato portato dai miei gatti oppure la sua mamma lo ha lasciato e allontanato forse perché malata o in pericolo di vita.


Hai chiesto aiuto a qualche veterinario specializzato?
Già ho avuto esperienze passate di assistenza per ratti e topolini, vivendo in un bosco incontro molto spesso animali selvatici sani e in difficoltà, quindi sapevo come organizzarmi ed agire. Successivamente mi sono rivolta a biologi, veterinari per animali esotici e volontari che si occupano di ratti per consigli sulla sua liberazione in natura dopo lo svezzamento.


Che tipo di latte è stato somministrato e quante volte?
Il latte che ho somministrato è quello adattato per cuccioli di gattini, ho usato un contagocce. Il ratto beveva fino a sazietà. Non bisogna dare latte vaccino a questi animali, perché possono morire. Quando è neonato il latte deve essere dato ogni due ore anche di notte. Dopo 10/15 giorni circa il rattino ha aperto gli occhietti e lo allattavo ogni tre-quattro ore.


Quali cure sono state dedicate al piccolino?
Tenevo al caldo costantemente il ratto con la borsa dell’acqua calda coperta da un copri cuscino in pile e lui si accucciava e dormiva felicemente. Ma per mantenere la stessa temperatura calda, in futuro, comprerò i tappetini elettrici riscaldanti ottimi anche per i gattini neonati abbandonati. Dopo aver mangiato occorre far fare al piccolo i bisogni e io utilizzavo un semplice batuffolo di cotone che bagnavo con l’acqua tiepida e lo passavo sui genitali. Quando il ratto ha aperto gli occhi ho continuato a dare il latte aggiungendo qualche alimento come gli omogenizzati, la frutta fresca come la banana, frutta secca, verdura, legumi e cereali cotti. Ho evitato rigorosamente alimenti commerciali con coloranti, grassi e zuccheri. Le mie mani erano la sua mamma, la sua sicurezza e gioia, il ratto mi saliva sulla mano e voleva tante coccole sulla testolina. In vista della liberazione dopo poco lo svezzamento non l’ho più toccato, quando ormai era autonomo e soffriva la prigionia


Che messaggio senti di dare alle persone?
Mi sento di dire che non bisogna assolutamente uccidere i ratti e i topi, primo perché è ingiusto togliere la vita a qualsiasi essere vivente essendo la cosa più bella che si ha, secondo perché non sono animali che fanno male all’uomo;
sono ricettivi, molto intelligenti e sensibili, socievoli e simpatici.
E’ molto raro che un ratto possa contagiare con malattie trasmissibili all’essere umano come la leptospirosi, perché il contagio avviene se ingeriamo le sue urine e feci o se ci morde a sangue, cosa molto improbabile se noi non lo aggrediamo.
Il ratto è una preda e ha l’istinto di nascondersi, è timido e non ha l’intenzione di far del male agli umani.
Il veleno che diamo ai topi e ratti provoca l’arresto cardiaco, le trappole possono paralizzarlo e la colla lo farebbe soffrire lentamente per molto tempo e morirebbe tra atroci agonie!
Tutti questi metodi sono crudeli! Sono animali innocenti, indifesi e dolcissimi e come qualsiasi altro animale non merita di soffrire. Concludo dicendo che nessuno ha il diritto di fare violenza verso questi animali, ma bisogna conoscere la loro natura, rispettarli e trattarli con compassione! Consiglio di contattare associazioni e volontari che si occupano nello specifico di ratti e topi qualora qualcuno inesperto dovesse aiutarli e salvargli la vita.
Su internet ci sono molti riferimenti di attivisti animalisti.
Lascio anche la mia email per qualsiasi informazione al riguardo jainismoitalia@gmail.com




Foto-testimonianza di Samanta Jain:


Il ritrovamento




Durante l’allattamento con contagocce




Crescita del rattino e infoltimento della pelliccia



Trasformazione in morbido rattino, prima di essere liberato



Ringrazio Samanta Jain per aver salvato questa creatura della Natura, e per avermi concesso questa intervista per farvi conoscere una stupenda testimonianza di amore incondizionato.


Carmen.

°°[PISA] 22.10.2022 Manifestazione per L’Abolizione dell’Uso dei Cavalli per le Carrozze Turistiche°°

Cari e care followers,
vi informo che sabato 22 ottobre 2022 si terrà una seconda manifestazione autorizzata a Pisa contro l’uso dei cavalli per trainare carrozze turistiche organizzata in collaborazione con l’associazione Animalisti Italiani. La protesta avrà luogo ancora una volta in Piazza Arcivescovado, dalle 10.00 alle 12.00, accanto alla Torre pendente, e davanti all’area dove sostano i vetturini in attesa dei clienti da far portare in giro dagli animali che detengono.

Da anni stiamo chiedendo che il Comune di Pisa non offra più questo servizio turistico anacronistico che coinvolge 16 cavalli (2 per ciascuna delle 8 carrozze), creature meravigliose che meritano rispetto, ma soprattutto libertà, e che invece sono obbligate a lavorare per lucro umano quando quegli stessi umani potrebbero avere uno stipendio con altre forme di reddito.

La testa dei cavalli è confinata dentro la testiera, parte iniziale delle briglie, che serve ad avere il controllo su di loro. La loro vista è limitata dal paraocchi, che non gli permette di guardare dietro. Per spronarli nell’andamento o per cambiare direzione sono sottoposti poi al frustino, il tutto mentre percorrono le strade della città in mezzo ad auto e a mezzi pubblici, con un sonaglio fastidioso al seguito e una carrozza agganciata alla schiena.

Se un essere umano venisse usato contro la propria volontà e ridotto allo stesso modo, si chiamerebbe schiavitù. Ma gli esseri umani, ammalati di antropocentrismo, non riescono a vedere oltre ai propri interessi e oltre lo specismo, per questo a tale forma di schiavitù animale cercano di trovare molteplici scuse: che i cavalli sono sempre stati usati, che essi hanno forza abbastanza per sostenere un certo peso ecc ecc.
Le azioni dei nostri antenati nei secoli o millenni addietro non giustificano il perpetrare di azioni INGIUSTE nei confronti delle altre specie, e solo perché una creatura ha una determinata forza fisica non dà diritto alla specie umana di usufruirne a piacimento.


Alla richiesta di abolizione e riconversione delle carrozze trainate dai cavalli, per rendere la città di Pisa un luogo di cultura che non preveda assoggettamento animale, si sono unite oltre 8.250 persone che hanno firmato la petizione online rivolta al Sindaco Michele Conti e all’Assessore Filippo Bedini.

Nel frattempo, è stata inviata una mail alla Segreteria del Sindaco e all’Assessore per l’apertura di un tavolo di lavoro fra noi (me, Claudia Corsini di Animalisti Italiani, e Sonny Richichi presidente di IHP Italian Horse Protection) ed eventuali rappresentati dei vetturini per trovare una soluzione ed eventuale riconversione delle licenze.


Non manca molto alla data della manifestazione.
Preparate cartelli, striscioni, slogan per dare voce ai cavalli assieme a noi.
Vi aspettiamo in piazza Arcivescovado a Pisa, dalle 10.00 alle 12.00
.


Per rimanere aggiornati/e in tempo reale sulla protesta a Pisa, seguite la pagina dell’evento su Facebook cliccando QUI.

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Ps: ho realizzato per il mio blog un altro meme ironico sulle critiche che ricevo per il mio impegno per i cavalli. Ovviamente non faremo cessare l’uso delle carrozze trainate dagli animali facendo “Uii” 🙂


© Carmen Luciano
Vietata la riproduzione

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