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°°Caro Red Ronnie: Gli Alimenti di Origine Animale non Sono Vegan!°°

Cari lettori e care lettrici,
scrivo questo articolo a seguito di esternazioni a dir poco agghiaccianti comparse sul profilo Facebook di un personaggio televisivo, sedicente vegan: sto parlando di Red Ronnie.

Mercoledì 5 aprile 2023, ore 9.22, sul suo profilo è stato pubblicato un post riguardante un prodotto di origine animale definito “vegan”: il burro VeroGhì.
Stando a quanto affermato nella presentazione riportata come didascalia del post, questo alimento di derivazione animale sarebbe vegano perché “senza lattosio e caseina. Viene creato solo con panna d’affioramento. La fattoria dove nasce è nella campagna di Parma. Le stalle sono costruite secondo i criteri più sicuri e sani per il benessere animale: apertura sui due lati, pascoli ovunque e animali liberi di brucare pacificamente all’aria aperta. Sono alimentate con erba falciata d’estate e fieno biologico d’inverno. Prima allattano i vitellini poi il latte in eccesso diventa il burro VeroGhì.
La flora microbiologica del fieno rende il latte, lavorato crudo, ricco di nutrienti”
.




Un allevamento dipinto come un locus amoenus per femmine che allattano i propri figli e le proprie figlie.
Una stalla nella campagna di Parma con ben due aperture sui lati (ma che lusso!), e distese di erba dove poter brucare pacificamente all’aria aperta. Wow!

Lo so, state pensando di prenotare anche voi questo alloggio per le prossime vacanze, non è così?
E invece dovrete invidiare dalle vostre piccole dimore gli animali eletti per villeggiarvi.


Come era immaginabile (ed auspicabile), Red Ronnie è stato inondato di critiche mosse da persone vegane che difendono gli animali e che non mangiano alcun derivato corporeo delle altre specie. Il post ha raccolto centinaia di commenti lasciati da persone rimaste deluse dal suo promuovere tale alimento, e soprattutto per averlo definito vegan.

Ma il diplomatico Ronnie ha placato con due frasi il malcontento cittadino:
i vegani integralisti? sono peggio dei carnivori!


Con una modifica al post, Ronnie ha aggiunto:
“con la loro intransigenza spesso violenta (vedi i nazi Vegan che andavano in TV e per ansia di protagonismo non capivano che venivano sfruttati per andare contro alla cultura Vegan) [i vegani integralisti] fanno peggio che se stessero zitti. In passato sono stato attaccato anche perché pubblicizzavo Mielizia. Il miele!!! Non solo gli apicoltori non sfruttano le api, ma le nutrono quando (sempre più spesso) non riescono a raccogliere miele e le salvano!!! Ma i vegani integralisti vorrebbero cancellare gli apicoltori e di conseguenza le api. E senza api moriremmo tutti. Quindi con quello che ho scritto adesso rispondo a tutti quelli che sono solo capaci di puntare il dito e che cercano in ogni video cosa poter attaccare. Non fa bene alla causa animalista e poi, chi non lo sa, vada a leggersi la mia storia e l’impegno che ho sempre messo per difendere gli animali. E per impegno intendo i tanti soldi rifiutati. That’s all Folks!”


Caro Red Ronnie,
da dove inizio?
Quante cose ci sono da dire.

Punto primo: il consumo di derivati corporei animali non sono in linea con la filosofia di vita vegan.
Decidere di diventare vegani/e significa eliminare dalla propria alimentazione (ma anche dal proprio vestiario) ogni tipo di materia derivata dal corpo della altre specie: niente latte, niente uova, niente burro, niente miele.
È molto semplice intraprendere questa scelta, abbracciare questo modus vivendi: quando accade, si prova una sensazione di leggerezza al pensiero di quanta ingiustizia legalizzata si sosteneva prima di quel grande passo.

Punto secondo: ciò che per te è il significato di vegan, è evidentemente una tua interpretazione personale, per giunta non condivisa. Lo dimostrano le centinaia di risposte che hai ricevuto attraverso i commenti sotto questo post. Vegan non significa non nutrirsi di derivati dallo sfruttamento degli animali, ma semplicemente non nutrirsi dei derivati animali. Qualsiasi sia la modalità di ottenimento di questi.

Punto terzo: una stalla, anche se dotata dei più tecnologici “comfort”, rimane pur sempre una stalla.
Tu, chi la pensa come te, e quelli che vendono derivati animali, sapete cosa significa nascere in un allevamento, confinati in uno spazio, per condurre una vita prestabilita e con fine ultimo gli interessi economici di terzi?
No, evidentemente. Che fortuna.
Il fatto che siate umani – quindi appartenenti a una specie che si autotutela, evitando accuratamente di non subire dagli animali ciò che essa impone a loro – non vi rende per natura autorizzati ad arbitrare l’esistenza altrui.
Che gli esseri umani abbiano il diritto di decidere della vita, e della morte, delle altre creature che vivono su questo pianeta con noi (purtroppo per loro) è una costruzione sociale e culturale, alla quale ci iniziano, facendola passare per vera. L’antropocentrismo di cui è affetto il nostro genere è uno dei morbi più difficili da debellare.

Punto quarto: a ciascuna specie mammifera, il proprio latte.
Siamo gli unici animali che sottraggono, per giunta con la scusa dell’esubero, il latte ad altri cuccioli.
In natura non esistono altri individui che si appropriano della secrezione mammaria di femmine che hanno da poco partorito. Basta veramente poco per capire quale ingiustizia permea questo modus agendi: immaginate di essere voi, quei neonati e quelle neonate. Chi avrebbe il piacere di sapere che la propria madre viene munta dopo che siamo stati allattati?
Le ghiandole delle femmine che hanno partorito, che siano umane o animali, secernono secrezione attraverso la sollecitazione data dalla suzione.
Molto triste che degli adulti (già allattati e svezzati) si frappongano nel delicato rapporto fra madre e figlio/a.
E che la si finisca di parlare di “esubero”: lo abbiamo visto con il triste epilogo del sedicente allevamento “etico” LatteAmore cosa significa tenere femmine a partorire figli per tenersi il latte.

Punto quinto: il miele è l’unico alimento delle api, se lo autoproducono, è LORO!
Per aiutare questi preziosi animali che impollinano vita è necessario avere degli accorgimenti, disinteressati, senza per forza vendere il loro miele: esistono fiori, per esempio, da poter piantare per dare loro sostentamento. Importante non sostenere l’uso di pesticidi, cercare di avere un minor impatto possibile sull’ambiente. Gli apicoltori edulcorano la loro attività imprenditoriale con la scusa della salvaguardia di queste creaturine, ma chi ha a cuore veramente la loro vita non toglie loro il cibo che con molta fatica autoproducono.
Questo vassallaggio interspecie non è mai stato autorizzato dalle api. Esse non hanno mai dato il consenso a essere “protette” in cambio del loro lavoro, e il fatto che non si possa comunicare con esse per capire cosa vogliono non ci dà il diritto di credere che siano d’accordo.

Punto sesto: che volgarità il termine Nazi Vegan.
Ma come ti permetti?
Per quanto questo prefisso abbia oggigiorno acquisito una connotazione diversa che sicuramente hai inteso anche tu (ossia individuo ‘fissato’ con qualcosa), a me, con studi linguistici nel bagaglio culturale, richiama sempre la sua estensione originale, ossia “nazista“. Nazi a chi? A persone che difendono la vita? A persone che con coraggio si sono liberate da false convinzioni sociali e hanno deciso di rifiutarsi di sostenere l’assoggettamento delle altre specie e il loro utilizzo per fini economici?
Il nazismo è stato l’esatto opposto, purtroppo. Questo neologismo dovrebbe SPARIRE dalla bocca della gente.
Chissà se un giorno arriveremo anche a ritenerlo diffamatorio davanti alla Legge, tanto da condannare chi ne fa uso per etichettare altre persone.

Integralisti, “peggio dei carnivori”, addirittura faremmo meglio a stare zitti.
Ripeto, come ti permetti?
Noi parliamo e siamo eco degli animali che non possono parlarvi per dirvi DI LASCIARLI IN PACE.
E parleremo fino a quando non capirete che siete solo UNA fra le specie, e che le altre non hanno minore importanza.
Una specie che può essere padrona di sé stessa, ma non delle altre.
Il dominio umano sugli animali deve finire.


Non abbiamo bisogno di burro.
Non abbiamo bisogno di miele.
Non abbiamo bisogno di carne di animali terrestri o marini.
Abbiamo bisogno di imparare a coesistere con queste povere creature che assoggettiamo alle nostre antropocentriche volontà da millenni.


Abbiamo bisogno che tu, e chi la pensa come te, lo comprendiate presto, perché il cambiamento decisivo ed epocale per l’evoluzione della nostra specie.


Carmen

°°Le Galline Felici di Essere Usate Non Esistono°°

Cari lettori e care lettrici,
scrivo questo articolo in quanto urge un chiarimento serio riguardo al tema delle galline “ovaiole“. Il consumo e il non consumo di ovuli di gallina è un argomento spinoso che ho trattato sulla mia pagina Facebook in questi giorni, per spronare le persone vegetariane a diventare vegan, e che mi ha fatto capire quanto si sia ancora lontani/e dal rispetto per queste creature grazie ai feedback che ho ricevuto.

Molte persone, incluse sedicenti vegan, sono convinte e intestardite del fatto che non vi sia nulla di male nel consumare uova di “galline felici”, perché:
• questi animali le fanno lo stesso
• vengono tenute libere
• sono (a volte) salvate da allevamenti intensivi
• viene concesso loro di morire “di vecchiaia”

Ma perché, anche se tenute libere in cortile e addirittura amate, è profondamente sbagliato mangiare i loro ovuli?

Prima di argomentare questo articolo con i miei pensieri, vorrei invitarvi a prendere visione del video “Uova Felici” che il collega antispecista Gianni Palagi ha pubblicato sul suo account YouTube. Un video della durata di 8 minuti che deve essere visto per iniziare a sfatare miti sulle uova e sulle galline.


Il perché sia ingiusto approfittarsi delle uova delle galline, anche di quelle tenute “libere”, è ampiamente spiegato nel video sopra riportato. In aggiunta alle informazioni fornite dal video, vorrei adesso esternare i miei pensieri dal punto di vista etico e morale.


LA DETENZIONE DELLE GALLINE PER FINI UTILITARISTICI È UN RETAGGIO SPECISTA

È necessario, parlando di una delle specie più sfruttate dal genere umano, prendere consapevolezza e ammettere che quando si parla di acquisto/adozione/salvataggio di galline per tenerle con sé, la scelta è quasi sempre dettata dall’idea che da esse si otterranno le uova.
Sono rari i casi in cui le persone decidono di adottare una gallina col solo scopo di tenerla da compagnia, senza pretendere nulla in cambio e senza approfittarsi di quanto fuoriesce dal suo organismo. Accade nei santuari di animali salvati dal macello, accade in alcuni rifugi, accade fra pochi cittadini privati. Il più delle volte però, purtroppo, la detenzione ha come fine primario, se non il solo ed unico, l’ottenere appunto gli ovuli e averli “freschi” di giornata.

C’è chi ha avuto il coraggio di dire che le uova le galline le fanno lo stesso, che è un peccato buttarle via, e che nel prenderle non vi è nulla di male perché così si viene compensati dei favori che vengono fatti loro (“protezione”, alimentazione ecc).

L’idea che degli animali debbano sdebitarsi con gli esseri umani poiché questi hanno deciso (senza il consenso degli animali in questione ovviamente) di detenerli, confinarli dentro i propri spazi privati, è di una bassezza disarmante, frutto di uno specismo antropocentrico irrazionale, radicato nella mente, e di catene mentali che devono essere spezzate.

Togliamoci dalla testa il racconto distorto e non veritiero che vede come protagonista la specie umana, in un mondo con altre creature messe nelle sue mani, alla sua mercé.
Gli esseri umani non sono padroni di nessuna delle vite che li circondano, non detengono alcun potere.
Sono solo alcune forme di vita che coesistono con altre forme di vita su un pianeta.
Non esistono gerarchie, non esistono specie superiori o inferiori. Fine.

Nessuna delle specie presenti sulla Terra è in debito con noi. Nessuna ha l’obbligo, il dovere di servirci, di darci qualcosa di sé, di porgerci parte del proprio corpo, di alimentarci, di soddisfare ogni nostro capriccio.

Dovremmo imparare, una volta per tutte, che ogni esistenza al mondo esiste per fare esperienza, e che non abbiamo alcun diritto di trasformare la loro in privazione, negazione, cattività, detenzione, sfruttamento e morte.


L’OVULAZIONE DELLE GALLINE NON È ALLA NOSTRA MERCE’

La nostra società porta avanti azioni a cui è stato dato inizio da generazioni passate, da persone che non hanno un’identità o un volto a noi conosciuti e alle quali non possiamo più chiedere i motivi e il perché di tali usanze.
È un segno di profondità d’animo e di coscienza mettere in discussione quanto ci appare “normale”, e realizzare che talvolta si continua a fare ciò che per secoli si è fatto per mera abitudine.
Se c’è stato un periodo in cui delle persone, per bisogno, hanno iniziato a derubare le galline delle proprie uova (ovuli che se fecondati diventano loro figli e figlie), non è detto che ad oggi, nel XXI secolo, si debba continuare a consumare i loro derivati corporei.

Le galline esistono al mondo per se stesse, non perché sono macchinari di produzione di alimenti destinati alla specie umana.
Nei secoli, negli ultimi decenni sono state selezionate appositamente per rendere i loro corpi più produttivi, oltre le loro possibilità naturali. Tutto ciò è un insulto alla vita, è un affronto al rispetto per la loro esistenza.


NECESSARIA L’IMMEDESIMAZIONE

Soprattutto le donne, che hanno le ovaie e possibilità di ovulare come queste femmine, dovrebbero spezzare le catene di assoggettamento che schiavizzano le galline confinandole nello stereotipo di “animale da cui attingere qualcosa”.
Quale animale alleva donne umane col fine di ottenere donne che ovulano 30 volte in più delle loro possibilità fisiche?
Quale specie si tiene in cortile delle donne, alimentandole per carità, ma solo per togliergli di volta in volta l’ovulo?

Donne, mi rivolgo a voi: se qualcuno vi tenesse dentro uno spazio confinato perché dal vostro corpo esce quasi un ovulo al giorno, vi sentireste libere? sareste felici? non vi sentireste forse un tantino USATE?
I periodi storici in cui eravamo utili solo come incubatrice si seme maschile per procreare sono finiti, facciamo finire anche quello in cui altre femmine sono rese schiave e sottomesse.


• OVULI DI GALLINA NON NECESSARI PER LA NOSTRA ALIMENTAZIONE

Ci sono studi che dimostrano che non è dannoso il consumo di uova, altri invece che affermano il contrario. Non importa. Ciò che dovrebbe essere chiaro a tutti/e è che gli ovuli delle galline non sono necessari nella nostra alimentazione.
Non ne abbiamo bisogno, si vive egregiamente senza.


Per preparare dolci non sono indispensabili.
Se avete delle ricette con uova fra gli ingredienti, potete sostituirle seguendo questa guida di Vegolosi
Al posto delle frittate, cariche di colesterolo, si possono fare farifrittate con farina di ceci
→ Per realizzare ricette più complesse, si possono usare alternative interamente vegetali. Alcuni esempi:


VeggFast Total (per le ricette che implicano uso dell’uovo intero)
VeggFast Red (per le ricette dove si utilizza il tuorlo)
VeggFast White (per le ricette dove si utilizza l’albume)

Cosa accade se si smette di mangiare uova di galline?
– non sosteniamo più gli allevamenti intensivi o estensivi dove vengono sfruttate e successivamente spedite al mattatoio
– non sosteniamo più la selezione di femmine dall’organismo più ovulante
– non portiamo avanti lo stereotipo di “gallina = animale da cui trarre qualcosa”
– impariamo a rispettare le loro esistenze
– viviamo senza vedere nelle altre creature delle vite di cui approfittarsi
– le nostre ricette saranno interamente vegetali, più leggere e libere dallo specismo

• Cosa fare con le uova delle galline che si hanno con sé?
Si può prendere esempio dai santuari, come quello Capra Libera Tutti, che scrive:

CHE CI FACCIAMO CON LE UOVA?

Nella società in cui viviamo sembra quasi inconcepibile pensare che gli altri animali possano esistere – sia a livello individuale che in quanto membri di una collettività – semplicemente come soggetti di vita, senza una finalità utile a soddisfare determinati “bisogni” umani.

👉 Eppure – attraverso la quotidianità di questo luogo e dei suoi abitanti – cerchiamo di raccontare che vera natura degli animali convenzionalmente allevati e definiti “da reddito” è molto distante da quella propagandata dall’industria e dalla pubblicità, e che essa non coincide affatto con la funzione produttiva che il sistema assegna loro per legittimarne e normalizzarne l’utilizzo e lo sfruttamento.

Nei santuari gli animali sono finalmente liberi di vivere senza uno scopo indotto, senza produrre utili e guadagni.

🤔 Spesso ci viene chiesto perché non ci sosteniamo vendendo le uova o il latte degli abitanti del Santuario: come se dovessero in qualche modo sdebitarsi della libertà che li aiutiamo a riconquistare.

Ma il punto è proprio questo: nei santuari gli animali sono liberi di fare ciò per cui ogni essere vivente nasce: vivere.

💡 Lo ripeteremo fino allo sfinimento: le uniche cose che gli abitanti del Santuario Capra Libera Tutti producono sono consapevolezza e cambiamento nelle persone che vengono a contatto con le loro storie!

Qui è possibile incontrarli, conoscerli e riconoscerli come esseri viventi e senzienti artefici della propria esistenza e liberi di autodeterminarsi.

🐔 Quando venite a trovarci prendetevi qualche minuto per osservare le galline libere riappropriarsi dei loro corpi, dei loro ritmi, del loro spazio. Focalizzatevi sulla loro individualità e non sul prodotto dietro il quale, altrove, questa individualità viene nascosta.

E se proprio volete saperlo, “che ci fanno con le uova” chiedetelo a loro: perché solo a loro appartengono.

°°[Viaggi Vegan] Salerno e le bellezze della Campania°°

Cari lettori e care lettrici,
in questo articolo vi parlo nel dettaglio di un bellissimo viaggio fatto assieme al mio fidanzato nel mese di settembre 2022. Questo articolo va ad aggiungersi agli altri articoli-guida turistici che trovate QUI sul mio blog, e che spero possano esservi d’aiuto per le vostre vacanze o gite fuori porta! 🙂

Se desiderate passare una settimana (o più giorni) all’insegna del mare, della cultura, della calda ospitalità e del buon cibo vegan affidandovi ai mezzi pubblici e senza usare l’auto, la Campania è la meta che fa per voi! Abbiamo visitato luoghi bellissimi, fatto il bagno vicino ai templi di Paestum, assaggiato i gustosi sorbetti di limone di Amalfi, girato a piedi fra meraviglie culturali.. un’esperienza vissuta che merita di essere condivisa con voi!


Viaggio verso Salerno & ritorno

Abbiamo viaggiato comodamente in treno alta velocità Italo, acquistando i biglietti online (un prezzo onesto, 60euro a/r), partendo da Firenze Santa Maria Novella e arrivando fino a Salerno città. Italo ha aggiunto questa nuova tratta, che per noi è stata perfetta.
Durante il viaggio in prima classe ci sono stati offerti degli snack. È stato bello constatare che erano vegan per tutte le persone! 🙂



Pernottamento

Abbiamo deciso di scegliere la città di Salerno come luogo dove pernottare poiché è una località di mare molto bella e tranquilla, ma anche particolarmente comoda per raggiungere diversi punti di interesse della Campania.
Attraverso Airbnb abbiamo affittato una camera privata de La Casa di Alice, situata in un luogo davvero strategico e ben recensita. Ilaria, la host, è stata gentilissima. Sapendo della nostra alimentazione, ci ha fatto trovare tanti cibi interamente vegetali per la colazione: biscotti senza latte e uova, fette biscottate, crema spalmabile alle nocciole, yogurt di soia Valsoia, succhi, tisane e caffè.. siamo rimasti senza parole! Veramente un tesoro, ed è sempre stata disponibile con preziosi consigli turistici per noi! Recensire a pieni voti la sua struttura è per me il minimo che possa fare per ricambiare la sua gentilezza.

Consiglio vivamente il suo alloggio non solo per l’ospitalità ricevuta, ma anche perché è dotato di ogni comfort: è un piccolo monolocale al primo piano con letto matrimoniale, armadio, tavolino per colazione e pasti, bagno privato, cucina con fornelli e frigo, aria condizionata e stendino per mettere ad asciugare i vestiti fuori dalla finestra. La camera viene pulita diverse volte in una settimana e vengono forniti asciugamani puliti e saponi monouso per la doccia.


Scegliere la camera privata di Ilaria è stato perfetto perché oltre ad essere super comoda è anche situata in una strada tranquilla con di fronte un supermercato, fornito di alimenti vegan, vicinissima poi alla stazione ferroviaria (12 minuti a piedi), alle varie fermate dei bus e al porto dove partono traghetti e aliscafi (10 minuti a piedi). Inoltre, l’alloggio dista veramente poco da ristoranti e locali con opzioni vegan: solo 6 minuti a piedi da Un Gelsomino – Alimentazione Naturale. Uno spettacolo!


Spostamenti

Per muoverci, abbiamo volutamente scelto di usare solo i mezzi pubblici. Sebbene su questi in Campania vi siano molti pregiudizi (ritardi, disservizi ecc) ci siamo veramente trovati bene e siamo riusciti a raggiungere le mete desiderate in orario, risparmiando su carburante e parcheggi (soldi investiti poi per il cibo, eheheh) e senza il minimo stress da guida. Mica poco!
Abbiamo raggiunto tranquillamente passeggiando la stazione ferroviaria, la fermata dei bus, il porto, per approdare in luoghi di cultura da visitare camminando. Quasi 100.000 km a piedi in una settimana, un bel traguardo! E con l’applicazione WeWard abbiamo anche guadagnato tantissimi Wards 🙂

Con i mezzi pubblici abbiamo raggiunto:
Napoli → viaggio in treno da Salerno fino a Napoli Centrale
Paestum → viaggio in treno. È stato bellissimo perché la fermata è proprio in linea d’aria davanti al parco archeologico, facilissimo da raggiungere a piedi. La stazione è di nuova ristrutturazione, molto pulita.
Scavi di Pompei → viaggio in treno + circa 20 minuti di bus fino agli scavi
Reggia di Caserta → viaggio in treno. La stazione è a poche centinaia di metri dalla bellissima Reggia.
Costiera Amalfitana: Vietri sul mare, Amalfi, Positano, Sorrento → in bus. Esiste un biglietto dal costo di 10 euro con validità 24 ore che permette di usare in modo illimitato i bus (Unico Costiera Sita). Con questo biglietto abbiamo fatto andata e ritorno da Salerno fino a Sorrento fermandoci a visitare le bellissime città sul mare della costiera. Senza il pensiero di dover guidare nel traffico, dover cercare parcheggio, dover pagare per parcheggiare ecc. Quando ne abbiamo parlato con una famiglia conosciuta sul posto, che per parcheggiare la macchina aveva speso 30 euro, sono rimasti sbalorditi della comodità e dell’economicità della nostra scelta del bus! Inoltre, vedere comodamente dal finestrino su un sedile rialzato le bellezze del mare è stato una meraviglia.
Capri → con aliscafo dal Porto Molo Manfredi (circa 50 euro a/r, circa 4 ore di viaggio nel complesso)



Biglietti ingresso per i luoghi di cultura

Per goderci appieno delle bellezze artistiche e monumentali della Campania abbiamo organizzato il viaggio in modo tale da essere in vacanza per la prima domenica del mese, ossia quando gli ingressi sono gratuiti (abbiamo visitato gli Scavi di Pompei gratuitamente). Per le altre visite, abbiamo acquistato la Campania ArteCard di 3 giorni, che dava diritto a 2 ingressi gratuiti di una lunga lista di luoghi di cultura (dal 3° ingresso in poi effettuato nei tre giorni della durata della card, si pagava la metà) più il trasporto gratuito sui mezzi pubblici per raggiungerli. Un vero affare: la card ha il costo di 32 euro, cifra che si spenderebbe già pagando un biglietto a/r in treno + ingresso di un solo luogo di cultura. Molto vantaggiosa!


Luoghi visitati & suggerimenti

La Reggia di Caserta → vi suggerisco di visitarla nel fine settimana perché è aperto anche il teatro del palazzo, una vera chicca. I giardini esterni? Visitateli in bici! Si possono noleggiare per 4 o 6 euro bici classiche o con pedalata assistita che vi permettono di fare il giro di tutta l’area verde esterna. Le carrozze con i cavalli da traino sono state fortunatamente abolite qualche anno fa (dopo la morte di un povero cavallo, e la massiccia protesta che abbiamo portato avanti, me lo hanno confermato all’ingresso della Reggia). Adesso si può raggiungere il giardino inglese a piedi, ma anche comodamente con il bus navetta (dal costo di 2 euro).




Napoli → una città caotica ma bella. Dopo essere arrivati dalla suggestiva fermata Toledo (la adoro!), abbiamo visto Piazza del Plebiscito, il Museo Nazionale (enorme, immenso, con tutte le sue opere), il Museo Cappella Sansevero con il Cristo Velato (è una struttura privata, non rientra fra i luoghi della Campania ArteCard), il Complesso Museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio. Quest’ultima chiesa, con ingresso scontato con la Campania ArteCard, fa particolarmente impressione con la sua cripta e con tutti i corpi che ospita. Gli ossari sono ben visibili e si può camminare fra le tombe. Un mix di brividi!




Scavi di Pompei → assolutamente da visitare, è letteralmente fare un tuffo nel passato attraversando le strade, visitando le dimore, le ville, le botteghe rimaste come cristallizzate nel tempo. La visita prende diverse ore di tempo. Munitevi di scarpe comode ☺



Paestum → il parco archeologico di Paestum è bellissimo. L’unica nota dolente? L’allevamento di bovini (penso bufale) a poche centinaia di metri che rende l’aria pregna di odore acre di specismo. A parte questo dato di fatto tristissimo, il parco merita di essere visitato in ogni suo angolo. Poco distante c’è il museo con guide introduttive organizzate. Noi abbiamo partecipato a una dove ci hanno mostrato vari reperti archeologici funerari, addirittura facendoceli toccare. Davvero interessante!
La visita merita di essere organizzata in una bella giornata di sole, perché il mare con spiaggia libera è raggiungibile a piedi per fare un eventuale bagno (circa mezz’ora di distanza, ma fattibilissimo).

• Costiera Amalfitana: fermatevi qualche ora a Vietri sul Mare, suggestivo paesino dove l’arte della ceramica è protagonista, e poi ad Amalfi, bellissima, Sorrento e Positano. Sono luoghi che non si possono descrivere, vanno vissuti!

Salerno: è veramente una città di mare che mi è rimasta nel cuore. C’è vita, non è confusionaria come altre zone, ci sono tanti negozi, locali, luoghi di cultura da visitare. Da vedere assolutamente il Giardino della Minerva, fra le università più antiche del mondo, dove poter scoprire dettagli affascinanti della natura e della botanica. Ne sono rimasta veramente colpita!!

Capri → meravigliosa, che dire? Un mare stupendo, una vista stupenda, fiori, colori, profumi.. Ci sono tanti luoghi dove si può fare il bagno con spiaggia libera. Merita assolutamente di essere visitata. Fatevi però bene i conti in tasca perché se desiderate pranzare o cenare lì i prezzi sono alti. Ad ogni modo, anche se l’abbiamo pagata parecchio, la pizza mangiata in riva al mare è stata fra le più buone mai assaggiate in vita nostra! Impasto morbido, olio pazzesco, pomodoro sublime. Bravi!




… e adesso parliamo di CIBO!

Come si dice in Campania, c’amm cunsulat prop‘ con tutte le delizie vegetali e senza crudeltà che abbiamo mangiato! ☺

A Salerno siamo stati ben 3 volte a mangiare da Un Gelsomino – Alimentazione Naturale (Via Zara 24), locale meraviglioso e vegan di cui vi ho parlato in questo articolo. Era a soli 6 minuti a piedi dalla nostra camera, come vi ho già riportato in alto, e quindi è stata una vera goduria farsi una passeggiata per andare a cena o a pranzo dai mitici fratelli che gestiscono in locale.
Alcune recensioni su Google affermano che vale la pena andare a Salerno solo per fermarsi da Un Gelsomino: concordiamo appieno!



Oltre alla meravigliosa cucina di Un Gelsomino, abbiamo mangiato un bel Poke da I Love Poke nel corso principale (Corso Vittorio Emanuele 236), che ha tante opzioni vegan per comporre la bowl, come per esempio: base di riso bianco e nero 🍚 con cavolo viola, zucchine alla menta, chips dolci, mais, pomodorini, hummus, edamame, tofu e maionese vegetale!. Il personale è stato davvero gentile con noi. Consigliato!


Al Bar Gelateria Nettuno (Lungomare Trieste 126) ci siamo deliziati con un buonissimo gelato vegan, su cono di cialda senza latte e uova, con un sacco di gusti diversi. Una gelateria fornitissima, con prezzi onesti, che ha sempre una fila enorme tanto è buono ciò che serve!




Sempre a Salerno, siamo stati a cena alla pizzeria Salerno Centro Pizza Gourmet (Via Roma 202) dopo che passandoci in bus davanti abbiamo visto delle tende con scritto maxi VEGAN: come non fermarsi?! Personale gentilissimo, pizze con formaggi vegetali morbide e gustose, e prezzi giusti. Una sera, rientrati stanchissimi per poterci spostare nuovamente, abbiamo usufruito della consegna a domicilio di due calzoni vegan: sono arrivati da noi al B&B caldi fumanti, e senza alcun supplemento per la consegna.
Favoloso.

A Napoli volevo far conoscere al mio fidanzato il ristorante vegano Cavoli Nostri, visitato nel 2018 con un mio amico e recensito a pieni voti qui sul mio blog, ma sono rimasta molto delusa dalla nuova gestione, e non credo che ci ritornerò più.
In compenso siamo stati benissimo da Sbuccia e Bevi Vegan House (Via Duomo 238) sia per la bontà del cibo sia per i prezzi onesti. I dolci poi, spaziali! Il mio fidanzato ha assaggiato per la prima volta un babà vegan (o babbà in napoletano) con crema al limone e ne è rimasto colpito per l’ottimo sapore!


Per i pranzi al sacco che ci siamo preparati sul posto con la cucina che avevamo in camera, abbiamo fatto acquisti nel supermercato davanti l’alloggio. Aveva diversi alimenti vegan Valsoia, panini davvero freschi e gustosi, frutta e verdura.




Quello a Salerno e fra le bellezze della Campania è stato davvero un viaggio indimenticabile, diventato un bellissimo ricordo grazie a tutte le foto scattate e alla realizzazione di un album apposito.
Ringrazio il mio amore Tony per averlo condiviso con me come tanti altri viaggi già fatti assieme.


Spero con questo articolo-guida di avervi ispirato se avevate questa meta fra i prossimi viaggi da fare.
L’Italia è bellissima, abbiamo dei patrimoni culturali preziosi, una natura stupenda e.. il cibo vegan fra i più buoni del mondo!



Al prossimo articolo!

Carmen

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