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°°[ATTIVISMO] Diamo un Colpo alla Redditività del Commercio di Suini°°

Cari e care followers,
è passato qualche giorno da quando la Sfattoria degli Ultimi ci ha informate/i della notifica di abbattimento dei maiali e dei cinghiali ospiti del rifugio. Animali SANI, detenuti rispettando tutte le norme igienico-sanitarie stabilite.

Dopo aver ascoltato la diretta video dell’attivista della pagina ShinSekai – Nuovo Mondo e aver appreso che l’abbattimento è stato voluto per “tutelare la redditività dell’azienda zootecnica suinicola” eccomi qui a scrivere questo articolo per invitarvi a una nuova azione.

Nei giorni scorsi sono state mandate migliaia di email di protesta verso la ASL ROMA 1.
Sono state raccolte oltre 81 mila firme nella petizione lanciata da Emanuele Zacchini diretta a Roberto Speranza, Angelo Ferrari, Nicola Zingaretti e Sabrina Alfonsi.
Circa 50 attivisti e attiviste sono giunte/i sul luogo a seguito del comunicato, e molte altre persone raggiungeranno Via Arcore 92 nella giornata di oggi e in quelle prossime. Con i loro mezzi e i loro corpi stanno facendo ostacolo in caso di arrivo degli esecutori.

Ma oltre a essere lì presenti sul posto, per chi può, oltre a firmare petizioni e farci sentire in ogni modo possibile e immaginabile, c’è un’altra cosa che possiamo fare. Concreta, gratuita, diretta, efficace:
dare un colpo all’industria suinicola.

Vogliono abbattere questi maiali e cinghiali sani per tutelare la redditività dell’azienda zootecnica che ogni anno miete vittime di questo tipo? Facciamola CROLLARE.

Chi ha scelto di diventare vegetariano o meglio ancora vegan ha già intrapreso un percorso di alienazione dalla sofferenza, dalla prevaricazione e dalla morte degli animali, dando un segnale chiaro all’industria dello smontaggio delle altre specie.
Pertanto mi rivolgo a chi ancora la finanzia consumando i resti di queste creature.

Se questa storia di ingiustizia legalizzata vi ha particolarmente toccato
se siete contro la violenza
se volete dimostrare solidarietà alle persone che stanno difendendo La Sfattoria degli Ultimi
se desiderate stare dalla parte dei maiali e dei cinghiali sani che potrebbero essere ingiustamente ammazzati


NON ACQUISTATE CARNE DI MAIALE O DI CINGHIALE
FINO A QUANDO QUEST’ORDINANZA NON VERRA’ ANNULLATA
ESCLUDETE DALLA DIETA QUESTI ANIMALI.


Facciamo crollare la domanda, e di conseguenza anche gli introiti economici dell’azienda zootecnica suinicola.

Vi ricordo che come consumatori e consumatrici le vostre scelte CAMBIANO IL MONDO.
In che mondo vogliamo vivere?
Vogliamo vivere in un mondo dove un giorno qualcuno si sveglia e informa altri che vuole ammazzare delle vite?
Vogliamo vivere in un mondo dove l’esistenza è negata?
Dove degli esseri umani X impongono le proprie scelte ai restanti?

Io voglio vivere in un mondo dove nessuna arma viene più fabbricata e usata per negare la presenza fisica a esseri senzienti. Voglio vivere in un mondo dove si rispetta la vita. Dove c’è amore al posto della cattiveria, dove c’è cura al posto della violenza.

Aiutateci a costruire questo mondo, da oggi, con le vostre scelte.
Grazie di cuore.


Carmen.




°°[Educazione] I Cavalli non sono Lavagne o Superfici da Colorare°°

Carissime/i followers,
qualche giorno fa mi sono imbattuta in un post pubblicato da un maneggio toscano.
Come sapete, per me i maneggi in una società empatica non dovrebbero nemmeno esistere, e difatti esistono perché siamo ancora distanti dall’essere ciò che dovremmo essere, ossia una collettività sensibile, altruista e veramente rispettosa delle altre specie che la natura accoglie oltre a noi. Agli occhi di una persona che vive in modo ecocentrico e non antropocentrico, i maneggi sono luoghi dove si detengono cavalli dentro box e stalle col fine di rimanere a disposizione umana e di essere usati per “sport” dalle persone. Sì, vengono puliti, vengono alimentati.. ma quale cavallo lo ha mai chiesto?.

Ma andiamo avanti.

Nel suddetto post erano presenti delle foto che immortalavano dei cavalli usati per centri estivi ai quali partecipano bambini e bambine. Sono rimasta esterrefatta davanti alla visione di questi animali DIPINTI sul proprio manto. Uno bianco, montato da una bimba, già imbrattato di colore (foto in basso).
Un altro dal manto scuro, immortalato mentre (presumo) l’educatrice faceva vedere a un bambino come colorare con la mano l’animale. Avevo condiviso la foto con una bella critica costruttiva in didascalia, ma è stata rimossa poco dopo.

In pratica, per far relazionare i piccoli con questi animali, viene permesso loro anche di intingere le proprie manine nella tinta e di lasciare degli “stampi” sulla loro pelle.

Ho fatto presente che la cosa non era per niente educativa, ma i miei commenti al post del maneggio sono stati prontamente rimossi, assieme a quelli di persone che hanno espresso pensiero simile al mio.

Vista la censura vissuta sui social da parte di questo maneggio, e visto il mio interesse accademico e professionale nella formazione dei giovani, eccomi qui a dire pubblicamente ciò che penso di questa pratica che purtroppo sembra diffusa fra vari maneggi che propongono percorsi estivi per bambini.

Vorrei intanto dire ai genitori che se si vuole insegnare il vero rispetto per gli animali, conviene portare i propri figli e le proprie figlie a vederli e scoprirli da vicino in un rifugio o santuario di esemplari salvati da abusi, maltrattamenti o dalla morte. Dove vengono accuditi senza alcun fine economico personale e per solo amore nei loro confronti, che è ben diverso dal detenerli per fini fiscali.

A mio avviso, far praticare equitazione ai più piccoli li inizia a un’idea sbagliata, ossia quella che i cavalli siano animali che si USANO per essere montati, e che sono al servizio umano.
L’idea antropocentrica dell’utilità di ogni singola specie animale per servire la nostra specie andrebbe completamente rimossa.
Anche se essa viene edulcorata dalla favola del “rapporto simbiotico fra uomo e animale” e dal mitologico racconto dello “scambio di favori fra uomo e animale“, dietro ogni cavallo usato c’è una nascita in uno stadio di non libertà, una doma o un’assoggettamento a qualche padrone o struttura.
I cavalli non decidono autonomamente questa vita, viene imposta loro. A chi piacciono le imposizioni?

Trovo poi il dipingere il corpo di questi animali qualcosa di davvero deplorevole.
Tutti gli animali sono molto attenti alla propria pulizia e nessuno dovrebbe sporcarli, nemmeno per gioco. Imbrattare il loro manto per far divertire dei bambini è diseducativo. I cavalli, come qualsiasi altro animale, non sono lavagne o fogli sui quali scrivere, fare disegni, lasciare segni e colori.
Nessun animale al mondo detiene un essere umano o più esseri umani dentro dei box, costringendoli a portare sulle proprie spalle qualcuno mentre hanno la pelle dipinta.

Vi invito pertanto a disertare strutture simili, e ad educare le giovani generazioni in modo empatico ed etico affidandoli a strutture che propongono metodologie didattiche non speciste.


Carmen

°°[Pistoia] Manifesti-Invito a Disertare la Giostra dell’Orso°°

Lunedì 25 luglio 2022, dopo due anni di fermo dovuti alla pandemia (pensate, non la ragione umana ma solo l’emergenza sanitaria è riuscita a far cessare momentaneamente certi eventi specisti), nella città di Pistoia verrà proposta nuovamente la Giostra dell’Orso, una tradizione dai richiami medievali in cui vengono utilizzati dei cavalli.

La giornata è dedicata a San Jacopo come poteva mancare l’onnipresente contributo della religione cattolica quando si parla di uso delle altre creature? – e vede la messa in atto di un vero palio dove si contendono quattro rioni con quattro fantini sopra un cavallo.

Nessuno, fra Comune di Pistoia, fantini, cittadini, Regione Toscana che patrocina la Giostra ecc, ha mai chiesto a questi animali coinvolti se fossero d’accordo oppure no di correre mettendo in palio la propria libertà, il proprio corpo, e talvolta anche la propria vita.

Sono stati tanti i cavalli che sono morti all’interno della Giostra dell’Orso di Pistoia. Troppi.
Vite spezzate in nome di tradizioni anacronistiche che perdono tutta la loro suggestività tirando in ballo l’esistenza degli animali.

Per dare loro voce, e ricordare quelli che hanno perso la vita per colpa di questo triste evento, le associazioni ENPA Pistoia e OIPA Pistoia hanno realizzato delle affissioni nella città.

I maxi cartelli ricordano i nomi di ben 14 cavalli morti durante le scorse edizioni.

Con il presente articolo mi unisco alle associazioni suddette e a tutte le persone che difendono gli animali e vi invito anch’io a DISERTARE LA GIOSTRA DELL’ORSO di Pistoia.

Non pagate mai per assistere a eventi dove vengono utilizzati gli animali contro la loro volontà.
Fatelo per questi esemplari usati contro il loro volere, ma fatelo soprattutto per la specie umana: non siamo solo creature prevaricatrici, siamo anche esistenze capaci di alienarsi, di prendere le distanze dalla subordinazione animale, dalle imposizioni che ancora altri attuano immoralmente.

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