Archivi Blog

°° Buona Pasqua – 2017 °°

Car* followers,
con questo articolo intendo augurarvi una felice Pasqua (se siete credenti) o semplicemente una buona domenica ❤

17972036_1327045580698014_6105583757191072149_o.jpg

Anche quest’anno, come gli ultimi 15 anni, non festeggerò tale ricorrenza portando la morte di qualcuno in tavola. Per il pranzo o per la cena, sia oggi che domani, ci saranno solo piatti 100% vegetali in nome del rispetto per ogni specie animale.

Non può invece mancare l’uovo di cioccolato equosolidale vegan, simbolo di rinascita, di nuova vita. Anche Russell è curioso di scoprire la sorpresa che contiene.

In queste settimane ho cercato di attivarmi molto per sensibilizzare le persone affinché il numero di animali uccisi diminuisca fino ad azzerarsi.
Ho preso parte allo stand di Animal Equality a Pisa lo scorso 8 Aprile, ho pubblicato ricette da seguire sul mio blog ed ho diffuso materiale informativo sulla scelta etica vegan a Pisa, Empoli e Montelupo Fiorentino.

17951652_1325046597564579_6626564359121815513_n.jpg

Sono sicura che con l’impegno di tutti metteremo basi solide ad una società migliore fatta di persone sensibili in grado di coesistere pacificamente con tutti gli abitanti di questo bellissimo pianeta.

qmD3Kf8.jpg

Ancora tanti auguri a tutt* voi ❤

°° 8.04.2017 Animal Equality @ Pisa – Foto & Dettagli °°

Sabato 8 Aprile 2017 a Pisa si è tenuto il secondo appuntamento con lo stand di Animal Equality, associazione che da circa 11 anni promuove consapevolezza e difende gli animali in più Stati nel mondo.
Anche stavolta ho avuto il piacere di fare volontariato al tavolo informativo.

Eccovi qualche dettaglio in più! 😉

17800241_10212719148356700_9017157397936550449_n.jpg
Come nel mese precedente, lo stand Animal Equality è stato situato in Corso Italia, davanti al negozio di cosmetici vegetariani e vegani LUSH.

20170408_111537.jpg

Dalle 11 alle 18.00 abbiamo distribuito materiale informativo sui diritti degli animali, sull’alimentazione vegetale e sull’abbandono della tradizione del consumare carne d’agnello per Pasqua. E’ stata una giornata particolarmente carica.
Sono state tantissime infatti le persone che si sono fermate allo stand per avere maggiori informazioni e per provare iAnimal, la realtà virtuale firmata Animal Equality che permette di immergersi a 360° nel mondo degli allevamenti intensivi.

20170408_123321.jpg

Gruppi di amici, ragazzi, coppie e persone di ogni età si sono fermati per provare il dispositivo. Ci sono stati momenti in cui si sono formate code d’attesa.
Ben 55 persone, fra italiani e turisti, hanno vissuto minuti interi della breve vita dei maiali allevati dall’industria alimentare.
Le reazioni sono state tutte molto interessanti.

20170408_113137.jpg

La maggior parte delle persone che si sono fermate per provare iAnimal era costituita da ragazzi tra i 15 e i 20 anni.
Alcuni spinti dalla curiosità di provare l’apparecchio elettronico, altri dalla volontà di capire come il cibo di origine animale viene realizzato.
Anche molti turisti si sono fermati. Abbiamo spiegato loro in inglese ed in spagnolo in cosa consistesse il viaggio attraverso gli occhi degli animali allevati.

“Faccio parte del settore alberghiero” ha detto un ragazzo mentre indossava il visore.
“E’ il mio ambiente quindi sono curioso di vedere”.
Dopo aver preso visione del filmato in realtà virtuale gli abbiamo chiesto cosa ne pensasse.
“Sì, ero a conoscenza di come vengono trattati i maiali negli allevamenti e di come vengono uccisi. Sentirsi all’interno delle scene però fa tutt’altro effetto” ha ammesso.

 

“Avevo visto delle scene sulla macellazione degli animali tempo fa, ma non immaginavo fossero così crudeli le persone che lavorano in questo settore” ha dichiarato un signore.

 

“Non ce la faccio a continuare a vederlo” ha detto una ragazza mentre chiedeva aiuto per togliere visore e cuffie con il video che ancora continuava.

 

“E’ incredibile ciò che accade negli allevamenti” ha espresso un ragazzo visibilmente scioccato. “Non ho parole. E’ davvero brutto”.

 

“La scena più impressionante è stata quella dove il maiale vede il suo stesso sangue per terra” ha spiegato un ragazzo.

 

“Fate benissimo a mostrare queste cose. L’industria dovrebbe essere trasparente e far vedere come questi esseri vengono trasformati in cibo, ma è ovvio che non accade perché le persone rimarrebbero scioccate” ha aggiunto una signora dopo aver provato iAnimal.

 

“Non riuscirò mai più a mangiare carne di maiale in vita mia” ha detto un altro ragazzo.

 

“Quello  che facciamo agli altri abitanti di questo pianeta è abominevole. Ci pensi? Li facciamo nascere per ucciderli. Mangiamo le loro sofferenze. Per fortuna le cose stanno cambiando. Voi giovani avete delle vibrazioni, delle energie nettamente superiori alle generazioni passate. Continuiamo così verso la strada della sensibilizzazione e della sensibilità perché dobbiamo arrivare alla coesistenza pacifica tra uomo e animale” ha espresso un signore.

I miei parenti in Albania avevano o hanno ancora degli animali da cortile. Li ho visti come li uccidevano ma io non ce l’ho mai fatta a fare le stesse cose che facevano loro.
Quando uno li alleva in casa almeno hanno una vita dignitosa, ma negli allevamenti intensivi sono ridotti a oggetti. E’ bruttissimo” è stata l’opinione di un ragazzo.

 

“Come ti è sembrato? Sapevi cosa si nascondeva dietro l’industria della macellazione animale?” ho chiesto ad un ragazzo che ha deciso di togliere il visore prima della fine del filmato. “Io non.. non..” ha iniziato a dire, prima di portarsi la mano alla bocca senza riuscire a dirmi altro. Impressionato dalla cruda realtà è corso lontano a sedersi su un muretto per rimanere qualche minuto con la testa fra le mani.

 

Come ho già scritto nell’articolo di resoconto del primo appuntamento con Animal Equality a Pisa, fare questo tipo di volontariato per me è davvero gratificante.
Credo che l’associazione abbia trovato il mezzo perfetto per mostrare come vengono trattati gli animali. Quasi nessuno sa con esattezza come funziona l’industria dello smontaggio animale. Sebbene articoli, foto e documentari siano materiale importante per far consapevolizzare le persone, la realtà virtuale ha quel qualcosa in più.
Una volta indossato il visore e posizionate le cuffie, per qualche minuto si è totalmente estraniati dalla realtà che ci circonda. Si rimane in compagnia di noi stessi, e della nostra coscienza. Ci si sente parte di quello scenario truce, e inaccettabile.
Quei minuti, quelle immagini che coinvolgono i nostri sensi rimangono impresse nella nostra mente. Diventano ricordi che vanno a riempire i cassetti della nostra memoria. Cassetti che, vuoi o non vuoi, si aprono a loro piacimento.

Ritengo pertanto importante che questo progetto continui, e darò sempre il mio sostegno affinché iAnimal arrivi in più piazze possibili.
Le persone devono sapere, devono essere informate.
La verità deve essere divulgata.

Rimanete collegati al mio blog per scoprire quali saranno le future date di Animal Equality in Toscana.

– Carmen.

°° Mangi Uova, Formaggi e Miele? Non Sei Femminista °°

Se fossi nata in Italia circa un secolo fa, in questo momento non sarei seduta alla scrivania, impegnata nella stesura del presente articolo.
Non mi sarebbe stato concesso alfabetizzarmi correttamente, frequentare un liceo, continuare gli studi all’università e nel frattempo lavorare per essere economicamente indipendente. Non avrei potuto comprare da sola l’auto che desideravo, coi miei risparmi, o addirittura guidarla, perché il mio ruolo nella società sarebbe stato quello di ogni ragazza che sta in casa, che pulisce la casa, che obbedisce ai genitori e che a tempo debito passa dalla sottomissione del padre a quella del marito. Non avrei potuto lasciare l’eventuale fidanzato bugiardo, quello qualunquista, quello che tradisce, perché mi sarei dovuta semplicemente accontentare, rassegnandomi all’idea che era quello l’individuo da “sopportare e supportare” per il resto dei miei giorni.
Una donna con una vita intera davanti da dedicare all’abitazione-gabbia dove viene confinata, tra figli e marito che invece è emancipato e può tutto.

Se penso a come sarebbero potute andare le cose se fossi nata in un altro periodo e non negli anni ’90, rabbrividisco. Sarei stata un’altra me. Un’infelice, triste me.

Mi sento fortunata e privilegiata nell’esser nata in un tempo e in un luogo ormai abbastanza liberi da alcune trappole sociali maschiliste.
Se oggi posso godermi tanti diritti (studiare, lavorare, viaggiare, vestirmi come voglio, amare chi voglio, guidare, scrivere, fare conferenze, parlare di diritti altrui ecc) è merito di chi ha dato la propria vita per conquistarli ed estenderli anche a me, che faccio parte di quelle nuove generazioni senza volto ma tanto tutelate.
Non dimentico cosa è stato fatto, non sottovaluto l’impegno e lo sforzo di altre donne nate prima di me e cerco ogni giorno di meritarmi il risultato del loro enorme coraggio.

Come faccio a meritarmi i diritti che qualcuno ha conquistato anche per me?
Semplicemente, porto avanti l’impegno.
Perché la lotta non è ancora finita.

Mi sento di essere femminista, orgogliosamente femminista, perché sono consapevole che in questo momento, in altri luoghi nel mondo, tante mie sorelle di specie non possono vivere liberamente come invece accade a me, questo per colpa della società fallocratica che le vuole inferiori e sottomesse all’uomo.
E’ pertanto necessario, a mio avviso, non dimenticare mai che dobbiamo continuare a lottare per i diritti delle donne, soprattutto noi donne, fino a quando non saranno estesi in tutti i paesi del mondo. Su ogni singola persona.

Un’altra cosa che ho capito poi, è che non ci si può definire femministe vivendo una vita a discapito di altre femmine.
Per circa 15 anni della mia esistenza ho vissuto in uno stato di parassitismo maschilista nei confronti di femmine di specie diversa dalla mia.
Bevevo il latte a colazione (lo usavo come aggiunta al muesli), mangiavo formaggi (immancabile la mozzarella sulla piazza) e di tanto in tanto gustavo dei dolci con dentro il miele. A 12 anni ho smesso di mangiarli, gli animali, e credevo di aver fatto tutto quello che era in mio potere per evitargli sofferenza e morte. Credevo anche, però, che continuare a mangiare i derivati non comportasse nulla di grave per loro. Ero convinta che “tanto le mucche facessero lo stesso il latte” e che “le uova comunque venivano deposte dalle galline”, quindi il consumo che ne facevo era più che lecito.

Per molto tempo dunque ho vissuto godendomi i diritti che le femministe mi hanno fatto avere e parallelamente li toglievo ad altre femmine, costrette alla reclusione, alla violenza e alla morte a causa mia.

Io, ragazza adolescente, con la mia alimentazione mi intromettevo nella maternità, nel delicatissimo rapporto madre-figlio/a di altre femmine, solo per un gusto personale, solo per egoismo.

Se sono qui, oggi, a scrivere questo articolo è perché sento necessario che ciò che ho compreso possano comprenderlo anche chi crede di essere femminista nonostante sia un peso per altre femmine.

Si può essere femministe mangiando uova, formaggi, miele e bevendo latte?
La risposta è NO.
Non si può.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Macchinario per estrarre latte dalle ghiandole di una vacca – Foto Web

L’industria dei derivati animali è basata sul quotidiano oltraggio all’universo femminile, al deturpamento e allo sfruttamento dei corpi femminili.

  • LATTE E FORMAGGI:

    Affinché le vacche, le capre ed altre femmine di specie elette schiave ideali per la “produzione” di latte abbiano ghiandole mammarie attive è necessario che esse siano gravide. E’ caratteristica  di tutti i mammiferi infatti allattare solo ed esclusivamente quando c’è la presenza di un cucciolo, e dopo il parto dello stesso.
    Per sottrarre a queste femmine la secrezione mammaria vengono ingravidate a mano dagli allevatori, che inseriscono nella vagina lo sperma di un maschio della stessa specie raccolto in precedenza (come accade con altri animali).
    L’atto messo in pratica dagli allevatori non è altro che VIOLENZA SESSUALE.
    Nessuno di questi animali è consenziente. Nessuna di queste femmine ha mai chiesto che un umano infilasse il braccio nel proprio utero.

    Una volta ingravidate le femmine vivono i mesi di gravidanza sempre richiuse negli allevamenti. Quando il piccolo, o la piccola, è pronto per nascere non sa minimamente cosa lo aspetta.
    Essendo un “extra”, un surplus non utile per l’industria casearia i cuccioli nati da femmine schiavizzate per il latte vengono spediti al macello oppure uccisi.

    L’animale che ha partorito il proprio figlio, e che per istinto materno sente la necessità di averlo accanto per accudirlo ed alimentarlo attraverso le proprie mammelle, non può farlo. Il legame madre-figlio viene spezzato, e questa negazione porta ulteriore stress e sofferenza per questi individui che per anni verranno sfruttati prima della macellazione.

    Se bevi il latte o mangi formaggi fatti con esso
    la mano che si inserisce violentemente nella vagina delle femmine schiavizzate è anche la tua.

    3806623013_b5f7ed585c_b.jpg

    vitellino deceduto in un allevamento di vacche da latte

  • UOVA:

    Nell’industria della produzione di uova le galline sono piccole operaie schiave costrette a deporre circa un uovo al giorno. Negli allevamenti “in batteria” vivono dentro gabbie piccolissime (grandi quanto un foglio A4). Negli allevamenti “a terra”, vivono in capanni sovraffollati, illuminati da luce artificiale. In natura le galline deporrebbero un numero nettamente inferiore rispetto alle centinaia attuali: circa 22-24 unità.
    Anche per quanto riguarda questi animali, l’industria non tiene conto del legame che ogni femmina ha con ciò che crea il proprio corpo.
    Le galline sono animali molto protettivi. Una volta deposte le uova si innesca in loro la necessità di proteggere i piccoli che vi potrebbero nascere.
    E’ per questo che, nei modi di dire, utilizziamo il concetto di “mamma chioccia“.
    Nell’industria avicola questi piccoli animali vengono privati della cellula uovo che depongono. Sfruttati, privati di ogni tipo di diritto, dopo pochi anni di reclusione vengono sostituiti con nuovi schiavi. Le galline che non ce la fanno più vengono macellate o gettate via.
    Essendo il loro becco capace di infierire colpi mortali, esse vengono mutilate quando sono ancora dei pulcini.
    Il taglio dell’estremità del becco, pratica crudele, evita agli allevatori la perdita di schiave o un’eventuale auto-lesione dovuto alle terribili condizioni di vita.

    Tutte le volte che mangi un uovo, la mano che taglia la punta del becco di una femmina ridotta a mera macchina di produzione, è anche la tua.

    gallina morta vicino all uovo.jpg

  • MIELE:
    Anche l’industria del miele è un oltraggio al genere femminile.
    Le api, per loro gerarchia, hanno una regina che stabilisce regole e coordina le altre api. Quando gli esseri umani si intromettono in questi piccoli regni dove è sovrana la perfezione, ogni sorta di equilibrio viene interrotto.
    Le api operaie, che per funzione congenita raccolgono il polline per poi elaborare il miele attraverso le loro cavità orali, vengono sfruttate.
    Il miele, unico alimento delle api che viene poi condiviso con tutti i membri dell’alveare, viene sottratto. Al suo posto gli apicoltori sono soliti fornire agli insetti dello zucchero. Quest’ultimo però non è un alimento naturale. Sfruttamento continuo e cambio di alimentazione mettono a repentaglio la vita delle api stesse, che decedono in nome di un commercio crudele.

    Scopri tutti i retroscena dell’industria del miele cliccando QUI.

    miele

    Esistono numerose alternative vegetali al miele. Trovi l’articolo sul mio blog.

Si può essere delle vere femministe?
Sì. Sì è davvero femministe quando si spezzano le catene mentali che bloccano il nostro pensiero. Si è femministe, e attente ai diritti altrui, quando quelli di cui godiamo non li neghiamo agli altri, umani o animali che siano.

Alle donne che credono che non si possa paragonare una vacca ad una donna in ambito di violenza e di diritti, dico solo che pochi secoli fa le donne erano scientificamente provate come inferiori all’uomo e paragonate agli animali.

Abbiamo raggiunto grandi traguardi per le donne.
Vi prego di impegnarvi a raggiungerli anche per le altre specie affinché non esistano più discriminazioni nei confronti di nessuno.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora